Janus Henderson – Credit Risk Monitor La flessione indotta dalla liquidità si trasformerà in un ribasso fondamentale con il continuo peggioramento del ciclo del credito
Jim Cielinski, Global Head of Fixed Income di Janus Henderson Investors
La flessione indotta dalla liquidità si trasformerà in un ribasso fondamentale con il continuo peggioramento del ciclo del credito
Il Credit Risk Monitor di Janus Henderson Investors traccia gli indicatori chiave che hanno un impatto sui portafogli di credito.
Tutti e tre i segnali monitorati dal team Credit di Janus Henderson Investors sono rossi, visto che il rischio di credito è aumentato negli ultimi tre mesi.
L’analisi suggerisce che le prospettive dei flussi di cassa e degli utili siano peggiorate rispetto allo scorso trimestre.
L’attenzione delle banche centrali per contenere l’inflazione porterà probabilmente a un superamento del ciclo di rialzo dei tassi, spingendo le economie verso la recessione.
Le inadempienze creditizie finiranno per aumentare, ma il ciclo dei default potrebbe essere meno profondo e variare tra i vari settori, con una dispersione che creerà opportunità per gli investitori.
Secondo l’ultima analisi di Janus Henderson Investors, gli indicatori chiave delle condizioni del credito alle imprese sono peggiorati nell’ultimo trimestre. Quella che era iniziata come una flessione del credito indotta dalla liquidità rischia di trasformarsi in una flessione di fondo, poiché la qualità del credito risente dell’incessante ricerca delle Banche centrali di combattere l’inflazione.
Per il team Credit di Janus Henderson Investors, è prudente posizionare i portafogli in vista di una recessione, di una maggiore volatilità e di un deterioramento della qualità del credito. Tuttavia, la dispersione tra i settori offre agli investitori attivi l’opportunità di cogliere il valore che emerge dagli episodi di volatilità.
L’ultimo Credit Risk Monitor di Janus Henderson Investors analizza gli indicatori fondamentali e macroeconomici delle società con un sistema a semaforo per indicare in quale fase del ciclo del credito ci troviamo e come posizionare i portafogli di conseguenza. Le prospettive dell’indicatore “Flussi di cassa e guadagni” sono state declassate da giallo a rosso, mentre gli indicatori “Debt Loads and Servicing” e “Accesso al mercato dei capitali” rimangono rossi.
Previsto un peggioramento delle prospettive degli utili e del flusso di cassa
– Il semaforo “Flussi di cassa/utili” passa da giallo a rosso.
In questa fase del ciclo, prevediamo una diminuzione dei consumi per una serie di motivi. I prezzi hanno continuato a salire, incidendo sui guadagni reali; i risparmi saranno quindi ridotti; la crisi energetica ha eroso la fiducia dei consumatori, soprattutto in Europa. Inoltre, l’eccesso di scorte delle imprese dovrebbe portare a una netta riduzione degli utili nei prossimi sei-dodici mesi. Prevediamo una maggiore debolezza degli utili e dei flussi di cassa in tutti i settori, che a sua volta si ripercuoterà sulla qualità del credito con le insolvenze che inizieranno a salire.
L’accesso al capitale per i mutuatari è limitato
– L’indicatore “Accesso ai mercati dei capitali” rimane rosso
L’accesso ai mercati dei capitali rimane rosso nel nostro semaforo, con segnali di calo della liquidità in alcuni mercati del credito. I costi di prestito sono aumentati con i tassi, la liquidità destinata alla negoziazione si è deteriorata e il rifinanziamento sul mercato primario è diventato più difficile.
La scadenza del debito è stata allontanata e si prospetta un ciclo di default meno profondo
– L’indicatore “Debt Loads and Servicing” si conferma rosso
Con i tassi d’interesse e le riserve di liquidità delle aziende che si muovono in direzioni inverse, alcune società faranno fatica a ripagare i propri debiti. Tuttavia, nel periodo successivo alla pandemia, molte società sono state in grado di rifinanziare il debito e di estendere le scadenze. Pertanto, non c’è una scadenza a breve termine che possa creare una crisi. A tal proposito, vediamo un ciclo di default più breve e questo contribuirà a sostenere una significativa dispersione delle performance tra i diversi settori e industrie, il che rappresenta una sfida ma anche un’opportunità per gli investitori.
James Briggs, Corporate Credit Portfolio Manager di Janus Henderson Investors, ha dichiarato:
“Ci aspettiamo un aumento delle insolvenze societarie, ma l’allargamento degli spread creditizi dimostra che questo rischio maggiore è già stato in gran parte prezzato. Tuttavia, i picchi di profitto post-COVID sono stati estrapolati in modo troppo aggressivo e potrebbero subire una rapida normalizzazione. Con il continuo deterioramento dei fondamentali, ci sarà una maggiore pressione sugli spread e la volatilità, che è stata estremamente elevata, probabilmente rimarrà. I mercati guardano al rischio di credito attraverso una lente idiosincratica, ma è chiaro che il rischio sistemico è in agguato quando la crescita vacilla e il sostegno politico viene ritirato. Le prospettive poco chiare in materia di margini porteranno a decisioni difficili in relazione al recente ricorso massivo di manodopera con il rischio ciclico che sta diventando sempre più importante per le decisioni di investimento. In questo contesto di incertezza, continuiamo a preferire le società di qualità superiore, non cicliche, con una forte liquidità e bilanci fondamentalmente solidi”.
Jim Cielinski, Global Head of Fixed Income di Janus Henderson Investors, ha aggiunto:
“Questo ciclo del credito è caratterizzato dalle paure delle banche centrali. Siamo in un contesto in cui i mercati si aspettano che commettano un errore. A mio avviso, le Banche Centrali potrebbero in ultima analisi ritirarsi dall’inasprimento e ridurre il ciclo di rialzo prima del previsto. In questo caso, gli investitori avranno l’opportunità di tornare a considerare gli asset di rischio. Ci stiamo avvicinando a un punto di svolta nel ciclo del credito e, al contrario, il momento in cui i fondamentali appaiono più negativi è quello in cui gli investitori possono iniziare a rivalutare le opportunità. Tuttavia, è importante ricordare che l’era delle banche centrali che vengono in soccorso è ormai alle spalle. Il loro obiettivo primario è quello di fare ciò che serve per domare l’inflazione e ciò significa concentrarsi sui fondamentali economici, anche se ciò costringe a una recessione. I mercati non dovrebbero aspettarsi una ‘opzione put’ della Banca Centrale che li salvi a breve”.
Janus Henderson Credit Risk Monitor
| Indicatori | Livello del richio | |
| Q2 | Q3 | |
| Debt loads | Rosso | Rosso |
| Accesso al mercato dei capitali | Rosso | Rosso |
| Flussi di cassa/utili | Giallo | Rosso |
Fonte : BondWorld.it
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