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JCI: Outlook della settimana: E’ tutto sotto controllo?

Le inattese reazioni di Putin e la totale sparizione di un Boeing 777 con più di 200 passeggeri sono eventi molto differenti tra loro ma probabilmente entrambi utili a ricordare come il nostro mondo occidentale, pervasivamente tecnologico e sempre più ‘connesso’, non abbia sempre …


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tutto sotto controllo come vorrebbe. Le vicende ucraine continuano a monopolizzare la nostra attenzione. Come sempre il mercato tende assuefarsi all’eccessiva esposizione e, dopo una più violenta reazione iniziale, eventi successivi, pur negativi, perdono la loro forza d’urto. In ogni caso ora l’occidente si trova invischiato in una strana partita a scacchi dove è costretto a lasciare l’iniziativa all’avversario. Se funzionasse normalmente la teoria dei giochi ci si potrebbe aspettare una Russia disposta a negoziare, ora che ha conquistato con tempismo un buon vantaggio di posizione grazie a occupazione e referendum crimeo. Probabilmente questo è lo scenario base del mercato ed è la causa della sua buona tenuta di fronte al progressivo complicarsi dello stallo. Però, come le ultime settimane hanno dimostrato, la capacità previsiva dei nostri modelli interpretativi, nei confronti di una Russia fortemente colpita dall’avanzamento (effettivo e/o temuto) della NATO sul suo fronte occidentale, non è particolarmente accurata. I prossimi giorni, tra decisioni della Duma sulla Crimea ed eventuali sanzioni economiche incrociate (più serie delle attuali e risibili restrizioni sui permessi di ingresso e blocco dei patrimoni), saranno interessanti. Anche senza una improbabile ‘escalation’ militare c’è spazio perché il mercato torni ad innervosirsi nel caso iniziasse l’attuazione di ripicche economiche di una qualche entità. Un vero embargo nei confronti di un’economia di queste dimensioni (> 2% del GDP globale) e di questa rilevanza sul fronte energetico non sarebbe certo poco significativo come quello verso l’Iran.
Intanto ci limitiamo a notare come la ‘price-action’ dei principali mercati azionari rimanga difficoltosa. Dal nostro italico punto di osservazione siamo forse viziati da una borsa domestica che dopo anni di stenti sta performando in maniera impressionante. Ma in realtà il contraltare del nostro +9% da inizio anno sono mercati che, se va bene, (US e Spagna) sono ‘flat’, oppure, come nel caso del DAX (-4%), in rosso in maniera sostanziale. Se i dati economici americani forniranno l’atteso rimbalzo, dopo il rallentamento nell’attività economica dovuto al rigidissimo inverno americano, ci sembra probabile che per beneficiarne sia più indicato vendere Treasuries che comprare borsa.
Dati macro. In US il calendario si infittisce di dati di seconda schiera: già pubblicati oggi produzione industriale, indice Empire e indice immobiliare NAHB (solo il primo migliore delle attese); attendiamo CPI e permessi abitativi (martedì), vendite di case esistenti (mercoledì). EuroZona: dopo il CPI oggi (rivisto al ribasso da 0.8% a 0.7% il dato ‘flash’ di due settimane fa), indice Zew (martedì) e indice di fiducia dei consumatori (venerdì). Altro: bilancia commerciale giapponese e occupazione inglese (mercoledì), crescita GDP Q4 neozelandese (giovedì), CPI e vendete al dettaglio canadesi (venerdì).
Banche centrali. Fed sotto i riflettori (mercoledì) anche se il ‘tapering’ lineare da 10 miliardi a meeting non sembra essere in discussione. Più interessante osservare come verrà resa più generica la ‘forward guidance’ (in stile BOE)  ora che la soglia di 6.5% di disoccupazione è stata virtualmente raggiunta con ampio anticipo senza che venissero però cancellati i molti dubbi sullo stato di salute del mercato del lavoro. Verranno pubblicate le minute delle ultime riunioni di RBA (martedì) e BOE (mercoledì). Gli altri meeting in calendario non dovrebbero portare a ritocchi dei tassi ufficiali: Turchia (martedì, 10.00%), Messico (3.50%, venerdì), Colombia (3.25%, venerdì)

Fonte: JCI CAPITAL LIMITED Investments & Asset Management

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