JCI: Tango Bonds. A che punto siamo?

Ecco le ultime novità in merito alla spinosa vicenda dei tango bond argentini di cui ci siamo occupati la scorsa settimana (‘Argentina e Tango bonds, il ballo non è ancora finito’).


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Il 30 giugno 2014 è di fatto iniziato il periodo “di grazia” per lo stato argentino perché, essendo stati bloccati i fondi depositati presso la Bank of NY Mellon, che dovevano servire a pagare le cedole di titoli ristrutturati, il denaro non è confluito nei conti degli aventi diritto e si sono quindi poste le basi perché si verifichi un default tecnico del paese.
Il default tecnico si differenzia da quello sostanziale perché, sebbene l’Argentina disponga delle cifre necessarie ad onorare i suoi pagamenti, il denaro di fatto non affluisce ai beneficiari. Il periodo di grazia dura 30 giorni e se dunque alla fine di luglio i pagamenti non verranno sbloccati, l’Argentina farà un nuovo default.

Il 7 luglio una delegazione argentina si è recata negli Stati Uniti per incontrare il mediatore incaricato dal giudice Griesa affinché venisse raggiunto un accordo tra le parti in causa, ovvero tra lo stato argentino e i fondi avvoltoio vincitori della causa. Fino ad ora pochissimo è trapelato sugli incontri, mentre il mediatore incaricato, l’avvocato Daniel Pollack, ha rilasciato solo vaghe dichiarazioni in cui riferisce che gli incontri ed i colloqui sono stati molto “franchi”.

Intanto in questi ultimi giorni  il ‘Financial Times’ ha ospitato i protagonisti della disputa, concedendo prima un articolo a Jay Newman, senior portfolio manager di Elliott management Corporation, che ha esposto il punto di vista del fondo, e successivamente ospitando la risposta del ministro dell’economia brasiliano Axel Kicillof.  Leggendo i due interventi non sembra che al momento si trovino grandi punti di contatto.

Secondo il giornale online argentino ‘Infobae’, le trattative starebbero convergendo in direzione di un pagamento del 100% del valore nominale dei vecchi bond, attraverso l’emissione di nuovi titoli che verrebbero creati ad hoc per questi creditori e il pagamento verrebbe quindi spalmato del tempo. Questa notizia rientra comunque nella ridda delle ipotesi e non proviene da una fonte pienamente attendibile, per cui va considerata con la dovuta cautela.

Per quanto riguarda invece l’arbitrato che coinvolge i risparmiatori italiani che non hanno aderito alla ristrutturazione, si sono concluse a Washington le udienze presso la Banca Mondiale e ora le parti hanno tre mesi di tempo per depositare le memorie post-udienza cui seguiranno le decisioni del tribunale internazionale in merito alle richieste di rimborso portate avanti dagli obbligazionisti.

Prima di settembre/ottobre dunque è improbabile che si abbiano ulteriori aggiornamenti in merito al caso italiano, mentre nel giro di due settimane al massimo avremo novità sostanziali sulla questione Argentina – fondi avvoltoio. In caso di novità rilevanti, seguiranno nostri aggiornamenti.

Fonte: BONDWorld.it

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