Rimeu François La Française AM

La Française AM – Nessun trionfo, ma un po’ di sollievo

La Française AM – È ampiamente previsto che il Federal Open Market Committee (FOMC) rallenti il rialzo dei tassi da 75 punti base (bps) a 50 bps nella riunione di oggi.


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A cura di François Rimeu, Senior Strategist, La Française AM


La Federal Reserve aggiornerà la sua Sintesi delle Proiezioni Economiche (SEP) che indicherà una crescita più bassa e un’inflazione più alta per il 2023. Prevediamo che il diagramma a punti mostri un tasso terminale più alto, pari al 5,1% nel 2023, il che implica un intervallo tra il 5% e il 5,25%.

Di seguito le nostre aspettative:

    Il FOMC aumenterà i tassi di 50 punti base, portandoli a un range di 4,25%-4,50%.

    Powell ribadirà che le future decisioni sui tassi dipenderanno dai dati in arrivo. In particolare, la politica monetaria dovrà concentrarsi sul mercato del lavoro e sulle conseguenze della crescita dei salari sull’inflazione dei servizi (meno la componente immobiliare).

    Non ci aspettiamo che il presidente Powell fornisca indicazioni esplicite sulla mossa dei tassi a febbraio, lasciando aperte le opzioni per un altro rialzo di 50 punti percentuali, un’ulteriore riduzione a 25 punti percentuali o addirittura non fare nulla in quella riunione.

    Jerome Powell rinvierà al 2023 il possibile cambio di rotta della politica monetaria.

    Per quanto riguarda il grafico a punti, ci aspettiamo di vedere il punto mediano salire dal 4,6% al 5,1% nel 2023, data la tenuta del mercato del lavoro statunitense. Non escludiamo di vedere uno o due punti al 5,4%. Quindi, le proiezioni dei policymaker della Fed mostreranno i primi tagli dei tassi nel 2024, con un tasso mediano al 4,1% che mostrerà la dispersione delle opinioni dei membri della Fed.  Il punto mediano convergerà verso il tasso mediano neutrale a lungo termine (2,5%) al 2,9% nel 2025.

    Per quanto riguarda le nuove proiezioni economiche, ci aspettiamo che indichino una crescita più elevata nel 2022 (dallo 0,2% allo 0,5%) ma un PIL più basso nel 2023 (dall’1,2% all’1,0%) e nel 2024 (dall’1,7% all’1,6%). Per il 2025, ci aspettiamo che la crescita rimanga vicina a quella potenziale, all’1,8%.

    Prevediamo che la commissione rivedrà al rialzo le previsioni sull’inflazione del 2022 (Personal Consumption Expenditure, PCE) dal 5,3% al 5,6% nel 2023. Riteniamo che le aspettative di inflazione mediana rimarranno invariate nei prossimi due anni, al 2,3% nel 2024 e al 2,0% nel 2025.

Nel complesso, la Fed concluderà la sua ultima riunione dell’anno con un ritmo più moderato di aumenti dei tassi, giustificato dalla stretta cumulativa e dai ritardi. L’IPC di novembre, inferiore alle attese, è una buona notizia per la Fed, anche se non significa che la lotta all’inflazione sia finita, visto l’alto livello di inflazione salariale nel settore dei servizi negli Stati Uniti. Tuttavia, Powell potrà indicare che l’inasprimento delle politiche sta già producendo effetti positivi sull’economia e che non c’è fretta di stringere eccessivamente. Considerando la forte reazione del mercato dopo il dato sull’inflazione e che Powell, a nostro avviso, insisterà sul concetto che la lotta non è finita, i tassi potrebbero essere leggermente più alti dopo la conferenza stampa.

Fonte: BONDWorld.it

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