La Française AM – All’inizio del 2024 non intendiamo sovrappesare le azioni, ritenendo che i mercati si siano spinti troppo in là con la tempistica prevista per i futuri tagli dei tassi delle banche centrali.
A cura di Odile CAMBLAIN LE MOLLE, Head of Balanced Management – La Française AM
Se lo scenario di un “soft landing” nell’eurozona e di una crescita appena in linea con il potenziale negli Stati Uniti sarà confermato, ci farà pensare che l’aumento delle valutazioni dei mercati azionari è stato troppo rapido e che è probabile un consolidamento all’inizio dell’anno. In parole semplici, non vediamo quali ulteriori catalizzatori rialzisti possano giustificare un posizionamento aggressivo sulle azioni. D’altra parte, nel 2023 i flussi si sono indirizzati quasi esclusivamente verso i mercati statunitensi e riteniamo che l’eurozona potrebbe iniziare a recuperare terreno. In queste condizioni e a condizione che non aumentino le pressioni inflazionistiche (aumento del prezzo del petrolio causato da questioni geopolitiche), posizioneremo le nostre allocazioni azionarie preferibilmente nell’eurozona, con un leggero bias verso le small e mid cap, che potrebbero finalmente recuperare una certa attrattiva.
La componente obbligazionaria nei nostri portafogli dovrebbe rimanere stabile all’inizio dell’anno. Alla fine del 2023 abbiamo ridotto l’esposizione sovrana, ritenendo che il calo dei tassi a lungo termine fosse stato troppo rapido e che non si potessero escludere sorprese inflazionistiche. Se i tassi dovessero effettivamente continuare a diminuire, (ciò non avverrà in modo lineare) potremmo assistere a un temporaneo aumento degli stessi durante i primi mesi dell’anno. Il timing giusto per aumentare la duration delle nostre allocazioni. Manteniamo la nostra preferenza per la parte breve della curva, anche se riteniamo troppo ottimistico il primo taglio dei tassi di riferimento, previsto per la fine del primo trimestre negli Stati Uniti e prima di maggio per la BCE. Rimaniamo invece positivi sul credito e sul debito finanziario subordinato, per sfruttare il potenziale di miglioramento degli spread (un po’ deboli) mentre il rischio di un aumento atteso delle insolvenze sembra ancora limitato.
In breve, le nostre allocazioni all’inizio dell’anno mostreranno un orientamento neutrale o difensivo sugli investimenti azionari, compensato da un po’ più di rischio di credito nella nostra allocazione obbligazionaria.
Fonte: InvestmentWorld.it
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