La Spagna ha smentito che siano in corso preparativi per un eventuale pacchetto di sostegno

Da seguire: Area euro: – Prevediamo un nuovo calo per le vendite al dettaglio a marzo (-0,4% m/m), sulla scia della flessione registrata in Germania e nonostante l’aumento avutosi in Francia e Spagna. Il dato di febbraio è già…

stato rivisto a -0,2% m/m da -0,6% m/m della prima stima. Le vendite risulterebbero in calo di -0,2% t/t nel 1° trimestre (dopo la stabilità dei tre mesi precedenti), segnalando che è ancora lontana una ripresa per la domanda finale delle famiglie.

Stati Uniti

– L’ISM del settore non manifatturiero ad aprile è previsto in aumento a 56 da 55,4 di marzo, segnando il quinto rialzo consecutivo. L’indice di attività dovrebbe aumentare da 60 di marzo, alla luce del forte aumento degli ordini registrato il mese scorso (a 62,3). Attesa in aumento anche la componente occupazione. La dinamica sostenuta della spesa delle famiglie lascia spazio per un miglioramento nel settore dei servizi.

Ieri sui mercati

I timori che il pacchetto per la Grecia sia insufficiente e i rischi di contagio hanno portato a nuovi allargamenti degli spread sui titoli governativi periferici. I timori di insufficienza del prestito IMF-EU sono in parte alimentati dal rischio che le misure restrittive annunciate in presenza di una forte contrazione della crescita non riescano a determinare un miglioramento dei saldi pubblici sufficiente a permettere un ritorno della Grecia sul mercato fra due anni e che si renda necessaria una ristrutturazione del debito. La Spagna ha smentito che siano in corso preparativi per un eventuale pacchetto di sostegno concordato con l’IMF; il Ministro delle Finanze spagnolo ha detto che sarà necessario implementare le misure già approvate, non adottarne di nuove. L’assenza di notizie nei prossimi giorni riguardo alla crisi del debito rende difficile un’inversione del trend negativo dei mercati periferici e dei mercati azionari.

I CDS sul debito greco sono aumentati a 750, quelli portoghesi sono risaliti a 350, da 275 del giorno precedente; sulla Spagna, l’aumento è stato fino a 207 (da 157) e sull’Italia a 163 da 134. Anche gli spread sono tornati ad allargarsi. In forte flessione le borse, sia in Europa sia negli USA e in Asia, con l’eccezione del Nikkei, che guadagna l’1,2%. La ricerca di protezione dal rischio ha determinato nuovi cali dei rendimenti sui Treasuries (10 anni a 3,6% , 2 anni a 0,93%) e sui Bund (10 anni a 2,94%, 2 anni a 0,69%). L’euro dalla chiusura di ieri è sceso sotto la soglia di 1,30.

Area euro

I prezzi alla produzione sono cresciuti di 0,6% m/m a marzo (dopo lo 0,1% m/m di febbraio). Il PPI annuo è tornato in positivo per la prima vola da fine 2008, a +0,9% a/a da -0,4% a/a precedente. Circa la metà dell’incremento mensile è dovuto all’energia (+1,7% m/m). I rincari riguardano principalmente i beni intermedi (+0,6% m/m) a fronte di una sostanziale stabilità per i beni di investimento e di consumo. La componente prezzi dell’indagine PMI segnala un’ulteriore accelerazione per il PPI nei prossimi mesi. Ma le pressioni rimangono confinate alle componenti non core.


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