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Flash:Le misure di emergenza per stabilizzare i mercati della zona euro

Da seguire: Le misure di emergenza per stabilizzare i mercati della zona euro.
L’Ecofin e la BCE hanno annunciato ieri importanti misure di emergenza per arrestare la crisi di fiducia che stava…

seriamente minacciando la stabilità dei mercati dei titoli di stato e l’euro.

La BCE ha adottato il passo drammatico di avviare un piano di acquisti di titoli obbligazionari privati e pubblici denominato Securities Markets Program, “per assicurare spessore e liquidità nei segmenti di mercato che risultino poco funzionali”. La dimensione del programma sarà concordata con l’Ecofin. Gli effetti sulla base monetaria degli acquisti saranno sterilizzati, anche se il permanere della piena allocazione all’operazione principale di rifinanziamento implica che la quantità di moneta rimarrà essenzialmente endogena. Le aste a tre mesi del 26 maggio e del 30 giugno saranno condotte ancora a tasso fisso, presumibilmente dell’1%, mentre il 12 maggio la BCE offrirà fondi a 6 mesi a tasso variabile, con il sistema dell’indicizzazione al refi. Infine, vengono riattivate le linee di swap in dollari con la Fed, per contrastare le tensioni emerse alla fine della scorsa settimana. Questi interventi rappresentano il passo più importante, e forse risolutivo, per contenere il rischio di rifinanziamento per gli emittenti sovrani della zona euro; anche se da soli non offrono garanzia assoluta di copertura delle prossime aste di titoli di stato, la disponibilità di una finestra di sconto operata dalla BCE e la cooperazione fra emittenti sovrani, operatori finanziari e banche centrali nazionali dovrebbe contenere i problemi. Su questo fronte il risultato è il più favorevole che potessimo immaginare.

Non meno rivoluzionarie sono le misure adottate dall’Ecofin la notte scorsa. A parte ratificare il prestito alla Grecia nei termini già annunciati, il Consiglio ha lanciato lo European Financial Stabilisation Mechanism, che sarà dotato di risorse fino a 60 miliardi di euro. Il meccanismo di mutuo sostegno sarà basato su un accordo intergovernativo fra gli Stati membri dell’eurozona, senza toccare il Trattato sull’Unione Europea; il meccanismo è però ispirato all’art. 122.2 del Trattato stesso, che prevede sostegno finanziario agli Stati in difficoltà per circostanze eccezionali che esulano dal loro controllo. L’accesso al fondo è subordinato all’accettazione di misure di stabilizzazione “nel contesto di un sostegno congiunto UE/FMI”. Il fondo sarà integrato con risorse raccolte da un veicolo finanziario di durata triennale e garantite pro rata dagli Stati Membri, fino a un massimo di 440 miliardi di euro. Sull’onda dell’emergenza, dunque, sono state superate le resistenze a raccogliere fondi finanziari mediante emissioni comunitarie. Il comunicato Ecofin aggiunge che “il FMI parteciperà negli accordi finanziari e si attende che fornisca fondi pari almeno alla metà del contributo UE attraverso le sue operazioni ordinarie.”

A controbilanciare le misure di assistenza, si prevede di accelerare la riforma delle misure di sostenibilità fiscale. La base sarà costituita da una comunicazione della Commissione Europea che dovrebbe essere diffusa mercoledì 12 maggio. Inoltre, Spagna e Portogallo presenteranno all’Ecofin del 18 maggio “significative misure aggiuntive di consolidamento”, che saranno poi valutate dalla Commissione Europea in giugno.

Area Euro

– Francia. La produzione industriale è vista in aumento di 0,8% m/m a marzo, dopo la stabilità di febbraio. L’output risulterebbe così in crescita di 0,9% t/t e di 6,6% a/a. Le indagini congiunturali segnalano un prosieguo del trend di ripresa nei prossimi mesi.

– Italia. La produzione industriale è vista in aumento di 0,8% m/m a marzo dopo la stabilità di febbraio. Su base annua l’output accelererebbe a 7,8% a/a (10,7% se corretto per i giorni lavorativi). La produzione risulterebbe in aumento di 1,7% t/t. Non è da escludere che la produzione torni a calare nel mese di aprile.

I market mover della settimana

Nell’area euro, sono attesi i dati sulla produzione industriale in Italia, Francia e nell’intera Eurozona (che dovrebbero confermare i segnali positivi visti in Germania), e soprattutto è in calendario la lettura preliminare dei dati di contabilità nazionale del 1° trimestre: il PIL area euro vedrà una quasi-stagnazione (in attesa di una ripresa già dal trimestre in corso), con un quadro piuttosto variegato per paese.

Negli Stati Uniti pochi dati in pubblicazione, ma molti discorsi da parte della Fed. Per aprile, le vendite al dettaglio dovrebbero vedere ancora una dinamica positiva, ma meno sostenuta rispetto a marzo; i prezzi all’import sono previsti ancora in aumento sostenuto. La fiducia delle famiglie dovrebbe aumentare modestamente a maggio. La bilancia commerciale di marzo dovrebbe registrare una chiusura del deficit.

Ieri sui mercati

Prima degli straordinari interventi delle autorità europee si andava estendendo la tendenza all’allargamento dei premi al rischio sui titoli periferici, BTP inclusi, mentre l’euro rimaneva sotto pressione sui mercati valutari. Euribor in salita e crescenti tensioni erano segnalate sul mercato offshore del dollaro. Questa mattina il mercato ha reagito agli annunci con un balzo dell’euro a 1,2980 e pressione al ribasso sugli spread sovrani nella zona euro. Il rendimento del Bund decennale, crollato a 2,76%, è tornato a 2,98%.

Area euro

Germania. La produzione industriale è balzata assai più del previsto a marzo, del 4% m/m dopo due mesi di sostanziale stagnazione. È il secondo maggior incremento mensile da quasi vent’anni (dopo quello di maggio dell’anno scorso). Su base annua la produzione effettiva ha accelerato a 8,6% a/a da 5,5% a/a. E’ il massimo da quando esiste una serie omogenea (inizio ’92), anche se il livello della produzione rimane di quasi il 14% più basso rispetto ai picchi di poco più di due anni prima. Il rialzo è stato trainato dalle costruzioni, schizzate del 26,7% m/m per via del miglioramento delle condizioni atmosferiche dopo l’inverno più rigido degli ultimi 14 anni. Al contrario, l’output nel settore energetico è sceso del 5,8%. Buoni incrementi sono stati registrati per i beni intermedi (3,5% m/m) e di investimento (4,4% m/m), meno brillante l’andamento dei beni di consumo (1,7% m/m), frenati dai durevoli (-0,8% m/m).

Regno Unito

Elezioni – I conservatori hanno vinto, ma non hanno raggiunto la maggioranza assoluta, quindi “hung parliament”. La sterlina ha reagito molto negativamente. Infatti i problemi dell’economia britannica post-crisi sono di una portata tale che le ricadute sull’economia britannica saranno molto negative a prescindere dall’esito di queste elezioni.

Stati Uniti

I nuovi occupati non agricoli ad aprile aumentano di 290 mila unità, il quarto aumento consecutivo, dopo +230 mila di marzo (rivisti da 162 mila). Complessivamente i nuovi occupati sono stati rivisti verso l’alto di 121 mila unità sui due mesi precedenti. Il tasso di disoccupazione è salito a 9,9% da 9,7%, a fronte di un aumento del tasso di partecipazione a 65,2% da 64,9% di marzo (e 64,6% di dicembre 2009). Gli occupati registrati con l’indagine presso le famiglie vedono un incremento di 550 mila (media +415 mila posti nei primi 4 mesi del 2010). Le ore lavorate aumentano a 34,1 ore settimanali da 34 di marzo (33,8 a dicembre). L’indice delle ore lavorate aumenta di 0,4% m/m (+0,5% m/m nel settore manifatturiero). I salari orari sono invariati, dopo il calo visto a marzo (-0,1% m/m): il reddito da lavoro è in aumento solo per l’aumento delle ore e degli occupati. Il tasso di disoccupazione allargato sale al 17,1% da 16,9% di marzo. I dati sono significativamente migliori di quanto atteso dal consenso, soprattutto per via della crescita sostenuta di occupati nel settore privato.


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