- Richard Woolnough

Le obbligazioni corporate sono ancora convenienti: Outlook positivo sul credito

Sono sempre positivo sul mercato del credito. Ad oggi gli investitori sono sempre ben compensati per le obbligazioni corporate rispetto alla liquidità. ….


di Richard Woolnough, gestore del fondo M&G Optimal Income


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Credo che gli ampi spread attualmente disponibili per molte obbligazioni corporate siano assolutamente interessanti e che il rischio di default sia pagato in modo eccessivo. Inoltre, ritengo che l’inclinazione attuale della curva del rendimento renda particolarmente interessanti le obbligazioni con duration lunga rispetto agli asset con duration corta*. Nella tabella sotto abbiamo messo in relazione il rendimento dei titoli di Stato e spread del credito. La curva del rendimento a forte inclinazione e gli ampi spread del credito implicano che, mettendole in relazione alla liquidità (come rappresentata dal LIBOR), le obbligazioni corporate sono più interessanti rispetto a quanto non lo siano mai state. Di conseguenza, oggi il fondo da me gestito, M&G Optima Income, ha il più alto livello di rischio del credito da molti anni.

Tassi di interesse, ancora bassi

Anche se ci si aspetta una crescita dell’inflazione, credo che la debolezza dell’economia implichi che, almeno nel Regno Unito, la Bank of England manterrà tassi di interesse a un livello basso. Sono convinto che l’economia si darà da fare per crescere solidamente dato gli alti livelli di disoccupazione, i bassi livelli di capacità utilizzata e l’introduzione di misure di austerity.

Le obbligazioni corporate sono ancora convenienti

Credo che le obbligazioni corporate offrano ancora valore, in quanto:
– Gli investitori sono ben ripagati per il rischio credito considerando che gli spread del credito rimangono ampi rispetto al proprio storico;
– Il rischio di duration è interessante in quanto le curve del rendimento sono le più inclinate di molti anni a questa parte. Preferisco le obbligazioni a 5-15 anni;
– La scarsa crescita, e l’ambiente con bassi tassi di interesse è tradizionalmente positivo per le obbligazioni corporate.

* La duration costituisce la sensibilità del prezzo di un titolo a reddito fisso rispetto alle variazioni del rendimento.

20042011 1

Fonte: BONDWorld – M&G

I disordini politici nell’area MENA, la conseguente impennata
dei prezzi del petrolio e i disastri naturali in Giappone
si sono manifestati in un momento di solidità della dinamica
economica a livello globale. Gli indicatori anticipatori di
molte economie avanzate, come l’Ifo tedesco e il PMI USA,
hanno toccato, o addirittura superato, i massimi storici. La
solida dinamica indica che la ripresa globale probabilmente
non è stata seriamente compromessa, soprattutto perché
la politica monetaria rimane favorevole (v. grafico). Prevediamo,
però, un indebolimento almeno temporaneo della
crescita.
Giappone: l’impatto globale sarà probabilmente
limitato
Il terremoto e lo tsunami in Giappone hanno provocato perdite
terribili in termini di vite umane e distruzione fisica. Le
aree interessate incidevano per il 6%–7% circa sul PIL,
ma produzione industriale e commercio sono stati pesantemente
colpiti in molte altre regioni del paese e in marzo e
aprile riporteranno cali significativi. Successivamente sarà
però probabile un forte rimbalzo. La perdita delle forniture
elettriche provenienti dalle centrali di Fukushima dovrebbe
essere presto colmata grazie alle capacità inutilizzate di altre
regioni, e anche le opere di ricostruzione dovrebbero dare
una forte spinta alla crescita. La speranza è che l’impatto
ecologico di lungo corso sarà limitato alle zone immediatamente
circostanti alle centrali. Dovrebbe essere ridotto
anche l’impatto sulla crescita globale. Nel breve termine,
alcune catene di fornitura dipendenti dal Giappone saranno
interrotte; nel lungo termine, potremmo assistere a un certo
abbandono del nucleare.
Gli aumenti dei prezzi del petrolio provocano rischi
per la crescita
Le stime degli effetti sulla crescita degli aumenti del prezzo
del petrolio nell’ambito della fornitura non sono omogenee.
Non sorprende comunque che, secondo gran parte
degli studi, l’effetto negativo sulla crescita tende a essere
maggiore quanto più grande, veloce e durevole è il picco
dei prezzi del petrolio. A nostro parere, la crescita globale
potrebbe ridursi dello 0,5% circa a seguito di un aumento
del 50% del prezzo del petrolio. Ma per supportare la stabilità
sociale, le spese di alcuni governi, come quello saudita,
saranno più alte dei rispettivi maggiori ricavi derivanti dal
petrolio. Ciò dovrebbe imprimere una spinta alla crescita
globale.
Politiche di inasprimento per BCE e BoE, Fed in attesa
I rischi al rialzo per l’inflazione rimangono elevati nei ME,
e di conseguenza è probabile che prosegua la politica di
inasprimento. Gli accordi dei leader europei – per maggiori
fondi destinati alla crisi (EFSF/ESM) e minori (e perciò più
sostenibili) costi di finanziamento – dovrebbero ridurre le
limitazioni per la politica della BCE. I dati indicano un’inflazione
elevata, pertanto prevediamo un primo aumento dei
tassi in aprile. Un’inflazione ben oltre il target del 2% suggerisce
un’azione anche da parte della Bank of England,
probabilmente a maggio. Al contrario, per quest’anno la
Fed dovrebbe rimanere in attesa. Non dovrebbero esserci
interventi della BNS, a meno che non si verifichi un notevole
indebolimento del CHF.


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