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L’economia italiana peggiora. A quando un cambio di passo?

L’ultima tornata di dati sull’economia italiana rilasciata dall’Istat dipinge un quadro del nostro paese particolarmente fosco..

JC Investimenti


In realtà non è certo solo un problema legato alla quinquennale crisi in cui l’Europa e il mondo intero si dibattono dal 2008, quanto piuttosto l’esacerbazione di un sistema produttivo, competitivo e fiscale di cui stanno venendo al pettine tutti i nodi formatisi negli ultimi due, tre decenni, forse ancora prima.

Focalizzando ora l’attenzione sul presente diamo dunque uno sguardo da vicino al paese, anche per cercare di capire quali possano essere i tempi per poter assistere ad un miglioramento della congiuntura. Abbiamo spesso infatti osservato le finanze, le emissioni, lo spread e i rendimenti dei titoli di stato nostrani, mentre ora vorremmo soffermarci sulle variabili di economia reale e la loro prevedibile evoluzione nei prossimi 12-18 mesi.

Fonte: Istat.

La tabella qui sopra allegata proviene dall’ultima pubblicazione dell’Istat. Ne abbiamo evidenziate soprattutto tre righe particolarmente rilevanti: il Pil, la domanda interna e il tasso di disoccupazione. Il Prodotto Interno Lordo ha subito un tracollo nel 2009, ma il recupero seguito l’anno successivo lasciava ben sperare. Purtroppo invece al timido rimbalzo del 2010 e alla sostanziale stagnazione del 2011 seguirà quest’anno un nuovo calo decisamente marcato (l’Istat stima una flessione del 2,3% abbastanza condivisa anche da altre stime, tra cui Confindustria, e lo stesso FMI) e una stagnazione/ flessione anche per il 2013. Il peggioramento atteso riconduce per lo più ad una dinamica della domanda interna –consumi e investimenti soprattutto- già molto debole e che farà fatica a risollevarsi nel quadro occupazionale che va dipingendosi da alcuni anni.

L’ultima rilevazione del tasso di disoccupazione cita una percentuale decisamente elevata, superiore al 10%, con prospettive di un ulteriore rialzo. Il tema della disoccupazione si rivela tra l’altro particolarmente severo, soprattutto se commisurato alla dinamica degli ultimi trent’anni. Come mette in luce anche il grafico sottostante infatti i livelli attuali non si vedevano dal 1996-1998, ben prima nascesse l’Eurozona.

Fonte: Bloomberg

E’ lapalissiano quindi che, in assenza di misure di sostegno al reddito, la domanda per consumo sia destinata a scendere ancora.

La sola variabile ancora positiva, fortunatamente, rimane quella legata alle esportazioni che riescono comunque a mantenersi ad un buon livello, nonostante il rallentamento anche di tutte le altre economie avanzate.

Come dicevamo, la problematica relativa alla domanda interna è probabilmente destinata a perdurare sia in relazione alle dinamiche sfavorevoli del mondo del lavoro, sia in seguito all’impossibilità di implementare cospicue misure di sostegno al reddito in conseguenza del rigore di bilancio che attualmente vige all’interno dell’Eurozona ed in particolare in Italia, soprattutto dopo la modifica dell’articolo 81 della Costituzione che ha di fatto inserito il pareggio di bilancio sia dello Stato che delle amministrazioni locali all’interno della Carta. In attesa che il governo vari una legge quadro con la quale rendere operativa questa norma, riteniamo che risultino molto improbabili erogazioni di spesa e/o ammortizzatori sociali che siano in grado di compensare anche solo parzialmente la perdita di reddito disponibile conseguente all’incremento del tasso di disoccupazione.

Fonte: Istat.

Il grafico qui sopra allegato mostra l’impatto sul disagio finanziario sopportato in termini di riduzione del risparmio, utilizzato ormai da un paio di anni quale strumento per controbilanciare le minori entrate.

Anche le informazioni contenute all’interno dell’ultimo bollettino di Banca d’Italia mostrano un tendenziale in netto peggioramento sia per quanto riguarda le previsioni di consumo che per il reddito disponibile. Se osserviamo infatti i due grafici che qui sotto abbiamo allegati possiamo notare immediatamente che la tendenza ipotizzata per l’anno in corso è di gran lunga peggiore addirittura rispetto all’anno horribilis che fu il 2009.

Fonte: Bollettino Economico di Banca d’Italia

Così come nelle settimane e mesi passati avevamo messo in luce guardando i dati di economia degli altri paesi ( tra i quali Spagna, Grecia e recentemente Portogallo) anche le prospettive per i prossimi 12/18 mesi per il nostro paese non sembrano particolarmente rosee, soprattutto alla luce del proseguimento della politica di austerity auspicata dall’Unione Europea che rischia di richiedere aggiustamenti tali da compromettere il consenso politico e sociale, soprattutto per le tempistiche molto lunghe che l’implementazione del fiscal compact richiede.


JC & Associati Sim SpA nell’ambito della sua attività di ricerca in materia di investimento finanziaria, pur utilizzando metodi di previsione ritenuti attendibili e basati su analisi fondamentali e quantitative, declina ogni responsabilità per eventuali conseguenze che dovessero causarsi, a chiunque ed a qualsiasi titolo, per l’utilizzo dei contenuti del presente servizio. La decisione finale di investimento spetta infatti all’investitore, sia privato o istituzionale, consapevole dei rischi connessi ad ogni forma di investimento sui mercati finanziari con particolare riguardo agli strumenti derivati. JC & Associati Sim SpA può avere un proprio specifico interesse, diretto o indiretto, collegato ai soggetti, ai valori mobiliari e alle operazioni oggetto delle analisi. Le performance passate inoltre non sono garanzie dell’ottenimento di uguali risultati in futuro. Per ulteriori dettagli consultare le Norme Contrattuali del servizio JC-Investimenti.


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