Reedie Colin L&G

L&G: Rischio sovraffollamento nei mercati obbligazionari

L&G : La domanda che tutti gli investitori si sono posti all’inizio dell’anno nuovo è: “Cosa ci aspetta nel 2026?

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Colin Reedie, Head of Active Strategies di L&G


Ciò che sorprende è che parole come crescita, inflazione, politica monetaria o qualunque altro market driver sono poco utilizzate nelle previsioni degli esperti e questo perché sembra già acclarato che i prossimi 12 mesi saranno determinati dalla crescita continua dell’intelligenza artificiale e dall’andamento del debito pubblico.

Si è spesso discusso di come la spesa in conto capitale (capex) sull’AI abbia raggiunto livelli straordinari e ciò ha un impatto macroeconomico significativo, sia per gli Stati Uniti, dove questo settore è nato e sta facendo i maggiori progressi, sia nel resto del mondo. Difficilmente, quindi, si può essere troppo pessimisti sulle aspettative di crescita Usa, se gran parte degli effetti positivi degli investimenti nel settore non si è ancora manifestato; effetti che potremmo iniziare a osservare quando le big tech inizieranno ad accrescere il loro debito e a reinvestirlo nell’economia, sostenendo attività e crescita.

Un altro sviluppo da tenere in considerazione è l’avvento di una nuova deregolamentazione bancaria negli Usa, circa vent’anni dopo la crisi finanziaria globale. Chiunque abbia studiato i cicli economici, con le loro espansioni e frenate, è consapevole che, al di là delle loro profonde differenze, hanno tutti una caratteristica comune: si tende a vedere un periodo particolarmente sfidante una volta ogni dieci anni circa. Ciò fa emergere una domanda cruciale: Siamo entrati o ci si sta avvicinando a questa fase? La risposta dovrebbe determinare le decisioni d’investimento e i rischi da assumersi, visto che le performance cambiano significativamente a seconda di dove ci si trovi nel ciclo.

Big Tech Bond

Tra i due elementi visti sopra esiste un punto di contatto. Finora le imprese a grandissima capitalizzazione dell’AI hanno finanziato i loro investimenti attraverso i propri flussi di cassa, ma guardando al futuro, i mercati pubblici saranno i veri protagonisti, in quanto le somme necessarie per lo sviluppo ulteriore del business saranno molto più grandi di quelle attuali e il settore tecnologico ha bisogno di allargare la sua base di investitori. Si è già avuto un assaggio di ciò a cui potremmo assistere tra ottobre e novembre 2025, quando, in un tempo relativamente breve, si sono viste emissioni dell’ordine di 85 miliardi da parte di nomi come Oracle, Amazon, Meta e Google.

Questo meccanismo è cruciale. Se ci fosse qualche segnale di un disinteresse dei mercati nel finanziarlo, o di fare un passo indietro perché le compagnie tech non sono sensibili allo spread, o ancora se il debito dovesse costare meno, ciò potrebbe seriamente ridimensionare il vento a favore delle spese capitali per l’AI per la crescita, forse sorprendentemente, visto quanto il tema stia dominando.

Il club “fiscal is fab”

Appare evidente come dopo la pandemia Covid-19 ci sia stato uno spostamento sistemico a livello globale dalla politica monetaria a quella fiscale, per cui i governi dei Paesi con deficit molto ampi dovranno focalizzarsi soprattutto sulla crescita. L’austerità non è più un’opzione.

Ma non solo; anche una nazione virtuosa come la Germania è entrata a far parte del club “fiscal is fab”, avendo approvato una riforma costituzionale ha allentato il suo tetto al debito, mentre, dall’altra parte del mondo, il Giappone ha eletto una premier molto favorevole a politiche fiscali espansive. Tutto ciò dopo che gli Usa hanno tracciato la strada con il One Big Beautiful Bill di Donald Trump.

Tutto ciò ha portato la sostenibilità fiscale ad affermarsi come l’elemento maggiormente al centro dell’attenzione dei mercati. La sfida per gli investitori consisterà nel capire se si stia assistendo all’emergere di un plausibile scenario di sovraffollamento nei mercati obbligazionari, in cui l’aumento del ricorso al debito può portare ad un’impennata dell’offerta di titoli. Ciò, a sua volta, può spingere al rialzo i tassi di interesse, rendendo più costoso per altri debitori reperire finanziamenti. Le emissioni arriveranno da governi e aziende di tutti i settori, ma in modo particolarmente marcato dai player con la capitalizzazione maggiore. Gli operatori nel credito dovranno quindi dimostrare accortezza e agilità per orientarsi nel prossimo ciclo che si sta aprendo nella storia dei mercati obbligazionari.

Fonte: InvestmentWorld.it


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