35 EURO

L’inflazione in breve: area euro

Nell’area euro la stima dell’inflazione nel 2011 è una media di 2,3% a/a, dal 2,0% a/a precedente e forti rischi al rialzo sulla scia della salita dei prezzi delle materie prime in relazione alla crisi del Nord Africa. Stimiamo stabile la dinamica dell’inflazione core per il 2011, ma con moderate pressioni al rialzo dovute alla trasmissione dei rincari energetici lungo la catena produttiva. ….


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L’indice dei prezzi al consumo nel mese di gennaio è stato rivisto al ribasso a -0,7% m/m dalla stima preliminare di -0,6% m/m (e da +0,6% di dicembre). Anche l’inflazione annua è stata riletta al ribasso di un decimo a 2,3%, confermando comunque l’accelerazione rispetto al dato di dicembre (2,2%). La revisione è in parte dovuta a una nuova metodologia armonizzata nel calcolo dei prezzi al consumo per i prodotti stagionali. Il comunicato di pubblicazione del dato precisa: “Eurostat stima che l’introduzione di questa nuova disposizione abbia ridotto di 0,1 punti percentuali il tasso di inflazione armonizzata di gennaio 2011 sia per l’area euro che per l’UE”. Nello specifico, nel caso dell’Italia, si è verificata una sensibile revisione al ribasso del dato da -1,2% a -1,6% m/m e da 2,4% a 1,9% a/a. Guardando al dettaglio per paese si nota che in Irlanda, dopo ventidue mesi di deflazione, i prezzi hanno ripreso a crescere su base annua (+0,2% a/a). Su base mensile si sono registrati rincari significativi nel comparto Energia (3,0% m/m). Al netto delle componenti più volatili i prezzi sono calati dell’1,2% m/m, per un’inflazione core in lieve accelerazione all’1,2% dall’1,1% a/a di dicembre. Il dettaglio settoriale mostra che i rincari più significativi hanno riguardato abitazione (1,2% m/m), trasporti (1,0% m/m) e sanità (0,6% m/m), mentre i cali più marcati si sono verificati in abbigliamento (-13,3% m/m), attività ricreative e cultura (-2,1% m/m), spese per la casa e hotel e ristoranti (-0,5% m/m entrambi). Per il mese di febbraio la stima preliminare dell’inflazione pubblicata da Eurostat mostra un’accelerazione dal 2,3% al 2,4% a/a precedente (massimo dal novembre 2008). Su base mensile i prezzi al consumo dovrebbero essere cresciuti di 0,5% da -0,7% m/m. Il grosso dell’aumento dovrebbe dipendere dalle materie prime. Viceversa, l’inflazione al netto delle componenti più volatili potrebbe essere rimasta vicina all’1,2% a/a, come a gennaio.

Per valutare i rischi derivanti dalle attuali tensioni sui prezzi energetici, abbiamo condotto una simulazione che stima l’impatto di uno shock al prezzo del petrolio sul livello generale dei prezzi.

In particolare, nel caso di uno shock transitorio nel 2° trimestre dell’anno, se il prezzo del petrolio toccasse le due soglie dei 150 dollari e 200 dollari al barile, la stima di inflazione ne risulterebbe accresciuta rispettivamente di circa +0,6pp e +1,1pp rispetto allo scenario base nel 2° trimestre, per poi convergere nel corso del 2011 su valori in media annua poco al di sopra di quelli originari, riassorbendo gran parte degli effetti di shock.

La stima per l’inflazione dell’area euro nel 2011 è una media annua di 2,3% a/a, dal 2,0% a/a precedente e forti rischi al rialzo sulla scia della salita dei prezzi delle materie prime in relazione alla crisi del Nord Africa. La dinamica dell’inflazione core nel 2011 dovrebbe rimanere relativamente stabile (media annua 1,2% a/a), ma con un graduale rialzo dovuto alla trasmissione dei rincari energetici lungo la catena di formazione dei prezzi, già evidenti da qualche mese e tuttora in corso.

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