M&G: Outlook debito emergente a margine del meeting annuale del Fondo Monetario Inetrnazionale

Al recente meeting annuale del Fondo Monetario Internazionale a Washington, il tema principale è stato il processo di ‘aggiustamento’ in corso nei vari Paesi emergenti, che si stanno dirigendo verso una nuova fase caratterizzata da meno liquidità ed una diminuzione .

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Di Claudia Calich, M&G Emerging Markets Bond


dei prezzi delle commodities. Il processo di aggiustamento è stato finora costante, e l’asset class ha registrato rendimenti rispettabili da inizio anno, a causa dell’abbassamento dei rendimenti negli USA e anche del restringimento degli spread. Le valute, ovvero uno dei principali strumenti in questo processo di aggiustamento, si sono via via svalutate.

Guardando al 2015, i timori si stanno spostando dai tassi USA verso più specifici fattori dei mercati emergenti. Tra i temi più dibattuti al meeting, il rallentamento della crescita in Cina e di altri Paesi. Questo riflette una ripresa economica globale disomogenea, dove gli USA non sono in grado di compensare totalmente la deriva di Eurozona e Giappone. In aggiunta, gli eventi di geopolitica e le tematiche strutturali specifiche dei diversi Paesi emergenti hanno anch’essi contribuito al rallentamento.

L’UCRAINA In Ucraina, in molti si aspettano la possibilità di una ristrutturazione attraverso una proroga volontaria delle scadenza, a dispetto di quanto affermato ufficialmente dal FMI, che sembra far intravedere ulteriori e più ingenti finanziamenti a causa dell’escalation del conflitto nel Paese. Fatte queste premesse, a questi livelli sono decisamente prudente rispetto al credito, poiché credo che ci possa essere un contagio scaturito dal fallimento nei prossimi anni delle banche di proprietà statale, poiché queste banche avrebbero accesso alla liquidità in valuta locale dalla banca Centrale, ma non al Dollaro a causa delle scarse riserve di valuta internazionale del Paese.

IL VENEZUELA Qui, le aspettative di fallimento sembrano essere inferiori rispetto a quanto prezzato dal mercato. Credo che questo distacco riflette il valore sul recupero del credito rispetto alle precedenti ristrutturazioni dei mercati emergenti. La quantità e la seniority delle clausole aggiuntive – ad esempio le richieste di risarcimenti in dollari da parte degli importatori, o le compensazioni alle compagnie aeree per le nazionalizzazione degli asset da parte dello Stato e gli arretrati dello Stato rendono difficile il recupero dei crediti.

L’ARGENTINA Il Paese dovrà affrontare un anno difficile a causa della stagflazione e della diminuzione delle riserve; tuttavia, ha un piccolo vantaggio rispetto agli altri due Paesi, nel senso che una nuova amministrazione seguirà probabilmente delle politiche economiche più ortodosse rispetto a quelle praticate dall’attuale amministrazione. Inoltre, le dispute legali del Paese con i creditori si estenderanno fino al prossimo anno e c’è anche il rischio di una accelerazione delle obbligazioni sui Bond alla pari in default a rendere la situazione ancora più complessa.

IL BRASILE L’incombente seconda tornata di elezioni in Brasile fissate per il 26 ottobre sarà critica. Gli stranieri sono piuttosto scettici circa il fatto che Aecio Neves, favorevole ai mercati, possa vincere. Io vedo le elezioni come un piccolo numero minore rispetto ai mercati. La capacità di Aeciodi spingere a fare delle riforme attraverso il Congresso potrebbe deludere, a causa della notevole frammentazione dei partiti brasiliani. In ogni caso, vedo maggiori possibilità di rialzo nei prezzi degli asset e soprattutto dei tassi locali in caso di una sua vittoria lui potrebbe vincere, al contrario credo ci sarà un ribasso in caso Dilma Roussef fosse rieletta.

LA RUSSIA Per quanto riguarda la Russia, la sua capacità di conservare il rating investment grade dipende da quanto durerà il conflitto con l’Ucraina. Le relazioni con i Paesi occidentali e in particolare gli Stati Uniti hanno toccato il fondo e sono ai minimi storici. Le autorità USA sono piuttosto tranquille sul proseguimento delle sanzioni per un lungo periodo di tempo se fosse necessario. Rimango quindi cauta sul credito, ma ritengo che gli spread riflettano già ora il deterioramento nei flussi di capitale, delle riserve valutarie e il recente calo dei prezzi del petrolio. Il rischio credito tra titoli di Stato e campioni nazionali come Gazprom o le principali banche di Stato dovrebbe persistere.

In termini di allocazione globale degli asset, c’è poco consenso su chi sovraperformerà il prossimo anno, se si tratterà di debito in valuta estera, locale o corporate bond. Tuttavia, c’è accordo sul fatto che le aspettative sull’asset class sono decisamente basse. Conseguentemente, i flussi di capitale nell’asset class dovrebbero rimanere positivi, ma notevolmente sotto ai livelli osservati prima del 2013.

Per quanto riguarda le obbligazioni in valuta locale, credo che la recente corsa dei tassi USA e il crollo dei prezzi delle materie prime giustifichi l’aumento della duration su alcuni Paesi. Diverse banche centrali di Paesi emergenti sono disposte a consentire un’ulteriore svalutazione senza la necessità di irrigidire la politica monetaria. Loro credono che ogni spinta inflazionistica sarà percepita come passeggera, soprattutto in Paesi come il Cile dove esiste un output gap, o in Paesi come la Colombia che hanno avuto politiche monetarie più rigide.

Io mi aspetto che i rendimenti saranno più attenuati nei bond in valuta forte, e che il gap tra obbligazioni in valuta forte e obbligazioni in valuta locale non sarà così ampio come quest’anno. Inoltre, la selezione dei Paesi rimane fondamentale e, già negli ultimi anni, abbiamo assistito a questa forte differenziazione tra i vari Paesi emergenti .

Fonte: BondWorld.it

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