– I listini europei avanzano con l’EuroStoxx che torna sui livelli precedenti alla bancarotta di Lehman, sulla speculazione che il recupero dell’economia possa fugare i timori circa la crisi del debito di alcuni paesi dell’area Euro, e grazie ad un rinnovato dinamismo nel mercato delle acquisizioni ….
Fonte: Area Pianificazione Strategica, Research& IR – Monte dei Paschi di Siena
Autori Pubblicazione: Lucia Lorenzoni – Nicola Zambli
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– Wall Street apre incerta: ai timori per le tensioni coreane e sul debito sovrano europeo, fa da contraltare il profilarsi all’orizzonte di M&A rilevanti (con EBay e l’operatore telefonico AT&T particolarmente attivi) e la revisione al rialzo, da parte degli analisti, delle quotazioni di Amazon Inc. e Huntington Inc, mentre c’è l’attesa per la trimestrale di Adobe che verrà diffusa dopo la chiusura dei mercati. Sul fronte macro l’indice Fed di Chicago scende a novembre più del previsto, mentre l’ex capo economista all’International Trade Commission, Peter Morici, afferma che le agenzie di rating dovrebbero bocciare gli USA al livello di “junk”, dopo la decisione di estendere per 2 anni i tagli alle tasse. L’agenzia internazionale Fitch ha rivisto al rialzo le stime sul Pil americano per il biennio (+3,2% la crescita 2011, +3,3% nel 2012, e disoccupazione al 9,1% ed 8,7% rispettivamente).
– I listini asiatici arretrano a causa del riacutizzarsi delle tensioni tra le due Coree dopo le annunciate manovre della Corea del Sud nei pressi dell’isola di Yeonpyeong, attaccata il mese scorso dalla Corea del Nord. Tokyo chiude negativa (Nikkei -0,85%; -0,51% per il più ampio Topix); male Shanghai (- 1,41%) debole Hong Kong (-0,33%). In negativo anche Sidney (-0,56%).
– In rialzo la volatilità sui mercati azionari (VIX +3,8%).
– Piazza Affari avanza dell’1,52%. Bene il comparto bancario; rally per Banco Popolare (+5,58%), dopo le raccomandazioni sul titolo da parte di Goldman ed indiscrezioni secondo cui CariVerona vorrebbe crescere nel capitale del Banco Popolare. Chiude il listino Atlantia (-0,33%).
– In Europa guidano le utilities e gli industriali; negativi tecnologici e servizi al consumo (-0,77%).
Euro in calo contro le principali valute
– Sul monetario Euribor in lieve calo sulle scadenze a breve con il tasso ad 1M che fissa lo 0,809%; sostanzialmente invariato il tasso sulle scadenze a 6M e 12M. Libor USA in lieve calo sulle scadenze a 3M e 12M. La BC ungherese ha alzato inaspettatamente i tassi d’interesse di 25pb, portandoli al 5,75%, facendo seguito al precedente incremento dei tassi già operato lo scorso novembre. La BoE dovrebbe invece agire sui propri tassi d’interesse entro i prossimi sei mesi. Secondo fonti europee la BCE vorrebbe che nei nuovi stress test per le banche europee venga incluso anche un criterio per misurare la liquidità, ma la Germania al momento sarebbe contraria.
– In Area Euro ed in Usa in ribasso i rendimenti su tutta la curva con movimento più marcato per il tratto a lunga scadenza. Ancora in rialzo il 2Y italiano, mentre cala il rendimento a 10Y. Le considerazioni delle varie Autorità internazionali (BCE, FMI, OCSE) e delle agenzie di rating sottolineano come la situazione di alcuni periferici dell’Area sia ancora preoccupante ed i differenziali di rendimento vs bund 10Y di tutti i periferici tornano ad allargarsi, in particolare in Irlanda. CDS 5Y in aumento generalizzato ad eccezione del CDS ellenico.
– L’Euro arretra ancora nei confronti del biglietto verde tornando ad incrociare poco sopra quota 1,31$;la valuta unica, ai minimi contro il franco svizzero, cede anche contro yen e £.
– Tra le commodity balzo del frumento (+2,5%) sulla speculazione che la Cina, principale consumatore e produttore al mondo, debba incrementarne l’import per calmierare la corsa dei prezzi dei principali alimenti. In rialzo anche il gas (+0,8%), grazie a previsioni di freddo intenso nelle zone orientali degli USA, mentre scende leggermente il petrolio (-0,5%). Poco mosso l’oro.
Discaimer

Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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