– Ancora una giornata di ribassi per le borse europee che registrano le perdite più forti degli ultimi otto mesi; a pesare sui listini è il panico legato alle fughe radioattive delle centrali nucleari giapponesi di Fukushima. Nel frattempo in MedioOriente il Bahrain ha dichiarato lo stato di emergenza per i prossimi tre …
Fonte: Area Pianificazione Strategica, Research& IR – Monte dei Paschi di Siena
Autori Pubblicazione: Lucia Lorenzoni – Nicola Zambli
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mesi, mentre in Libia l’esercito di Gheddafi continua a riconquistare il territorio. Sul fronte macro l’occupazione a/a dell’Area Euro torna positiva nell’ultimo trim 2010, mentre a marzo l’indice di fiducia tedesco Zew sale meno delle attese (a 85,4 punti dagli 85,2 di febbraio). In Europa, si stempera l’ottimismo successivo al meeting UE di venerdì scorso, dopo che i ministri delle finanze non sono riusciti a trovare un accordo condiviso su come allargare la capacità di prestito dell’EFSF; inoltre l’Irlanda non intende aumentare la propria aliquota d’imposta sulle società; nel frattempo S&P ha avvertito che il nuovo piano di acquisto di bond sul primario potrebbe finire per deteriorare il rating sul debito sovrano dei paesi emittenti.
– Wall Street apre negativa con l’S&P’s 500 ai minimi da due mesi, condizionata dalle perdite generalizzate delle borse europee ed asiatiche legate alle notizie in arrivo dal Giappone. Tra i titoli più penalizzati GE, Alcoa, ed Intel. Sul fronte macro, superiore alle attese sia la crescita dei prezzi delle importazioni di febbraio (+6,9% a/a, dal 5,4%), sia il dato sulla manifattura dello stato di New York di marzo (a 17,50 dal 15,43); in linea con le previsioni l’indice NAHB sull’edilizia abitativa di questo mese. Occhi puntati sulla riunione di stasera del FOMC: secondo indiscrezioni i tassi di interesse non subiranno cambiamenti; a preoccupare restano i recenti rialzi del prezzo del petrolio che potranno avere ripercussioni sull’inflazione.
– Listini asiatici tutti in territorio negativo. Pesante calo per Tokio (Nikkei -10,55%), sui minimi dall’ottobre 2008, in seguito ad una probabile contaminazione nucleare che potrebbe interessare il Giappone. La BoJ ha preso ulteriori provvedimenti questa mattina per calmare i mercati, iniettando quasi 100 Mld$ di fondi overnight in due operazioni distinte, ma la situazione è critica ed il CDS nipponico è balzato oltre i 120bps. Shanghai perde l’1,41% e scende Hong Kong (- 2,86%); male Sidney (- 2,11%) sui minimi da nove mesi.
Il ribasso l’Euribor su tutte le scadenze
– Sul monetario scende l’Euribor su tutte le scadenze con il tasso a 1M che fissa oggi lo 0,887%. In ribasso il Libor statunitense sulle scadenze a 6M e 12M, ad eccezione dei tassi a 1M e 3M che invece rimangono invariati.
– In Area Euro in forte calo i rendimenti dei titoli benchmark tedeschi su tutto il tratto della curva, in particolare il 2Y. In ribasso meno marcato i rendimenti statunitensi, con movimento maggiore sul tratto a lunga. Scendono sia il 2Y italiano che il 10Y. La situazione giapponese complica l’aiuto di Tokyo ai paesi periferici: a gennaio lo Stato asiatico aveva infatti acquistato il 20% delle emissioni congiunte volute per salvare l’Irlanda, ma rimane incertezza sulla partecipazione nipponica a future aste. Si allargano gli spread vs bund di tutti i paesi periferici in particolar modo quello ellenico; poco mosso solo il differenziale italiano. In rialzo il CDS 5Y portoghese; scendono quello spagnolo e quello irlandese.
– Arretra leggermente l’euro, con il cross €/$ poco sotto quota 1,40. Lo Yen trova sostegno da parte degli hedge fund e dagli investitori giapponesi ed avanza nei confronti della moneta unica. Nuovi massimi per il franco svizzero nei confronti del dollaro.
– Negative le principali commodity sui timori che la crisi nucleare possa ridurre la domanda di materie prime tra cui anche quella dei prodotti energetici. In forte ribasso i prezzi del frumento (- 5,1%) e cala l’oro (-2%). In ribasso il Wti (-2,1%) ed il Brent (-2,7%) a causa dei disordini in Libia che bloccano la produzione di petrolio del paese. In controtendenza il gas naturale (+1,7%).
Discaimer

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