– Inizio di settimana in negativo per le borse europee malgrado l’approvazione del piano di salvataggio irlandese, mentre a Dublino i verdi abbandonano la coalizione di maggioranza e chiedono elezioni anticipate. Il pacchetto di aiuti all’Irlanda che, secondo stime di GS dovrebbe essere di . ..
Fonte: Area Pianificazione Strategica, Research& IR – Monte dei Paschi di Siena
Autori Pubblicazione: Lucia Lorenzoni – Nicola Zambli
Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da IFAWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita.
Clicca qui per iscriverti gratuitamente
circa 95 Mld €, di cui 65 Mld € per il governo e 30 Mld € per le banche, non ha fermato le speculazioni secondo le quali Portogallo e Spagna saranno i prossimi paesi ad avere bisogno di aiuti per salvare il proprio sistema bancario. Per l’Irlanda si tratta di un pacchetto di circa il 60% del Pil rispetto al 47% del Pil concesso alla Grecia. Intanto ad Atene la delegazione dell’Unione europea e del Fmi ha prolungato di 24 ore il negoziato col governo greco per sbloccare un’altra tranche da 9 Mld € del prestito accordato. Secondo fonti di stampa mancherebbe l’accordo per i tagli nel pubblico impiego, senza il quale difficilmente sarà accordata la tranche al paese. Se il negoziato dovesse naufragare, il prossimo incontro, in cui si discuterà del prestito, potrebbe slittare a gennaio 2011.
– Apre in calo Wall Street penalizzata dalle notizie giunte dall’Europa. L’unico dato macro degno di nota il Filadelfia Fed: in ottobre si e’ attestato a -0,28 contro il -0,52 di settembre. Gli investitori sono adesso in attesa di importanti dati sulla crescita. Domani infatti saranno diffusi i dati sul Pil del terzo trim., mentre con le minute della Fed verranno diffuse anche le nuove stime di crescita Usa per il 2011. Le attese sono per un ridimensionamento rispetto all’attuale range del 3,5-4,2%.
– Listini asiatici misti. La Cina ha continuato a scontare l’incertezza derivante dalla decisione di Pechino di aumentare di 50 bps i requisiti di riserva obbligatoria per gli istituti di credito con efficacia a partire dal 29 novembre. In rialzo Tokyo (Nikkei +0,93%), malgrado l’apprezzamento dello Yen. In negativo Hong Kong (-0,35%). Dal lato macro deludenti i dati sulla crescita di Tailandia e Malesia: il Pil del terzo trimestre è cresciuto al tasso più basso dell’ultimo anno.
Il CDS 5Y greco vola sopra i 1000
– Sul monetario cala l’Euribor su tutte le principali scadenze, con i tasso ad 1M allo 0,816% dallo 0,824% di venerdì. Sostanzialmente stabile il Libor USA su tutte le scadenze.
– Tornano a scendere i rendimenti in Area Euro con un movimento più forte sulla parte a breve della curva. In ribasso anche il 10Y negli USA, mentre da oggi l’attenzione degli operatori si focalizzerà sull’asta del 2Y (oggi), del 5Y (martedì) e del 7Y (giovedì). In calo anche i rendimenti in Italia ma meno di quanto non succeda in area Euro con conseguente allargamento dello spread. Malgrado il prestito accordato all’Irlanda tutti i differenziali di rendimento rispetto al bund 10Y tedesco dei periferici dell’Area si sono allargati in particolar modo in Grecia dove si cerca un accordo tra governo, FMI e Ecofin per l’erogazione di una tranche da 9 Mld €. In forte rialzo tutti i CDS 5Y , in particolare quello greco tornato sopra quota 1000 bps. Secondo indiscrezioni oggi la Bce sarebbe anche intervenuta sul mercato per comprare bond del governo irlandese e con ogni probabilità bond del governo portoghese visto il movimento contenuto dello spread. Intanto il London Telegraph riporta la notizia secondo cui, malgrado le smentite da parte di ufficiali europei, il prossimo paese per il quale l’Europa dovrà decidere il salvataggio sarà il Portogallo.
– L’euro perde quota contro le principali valute dopo che Moody’s ha dichiarato che presto deciderà di abbassare il rating dell’Irlanda di oltre un notch sebbene il merito creditizio del paese rimanga tra gli investment grade.
– Giornata negativa per la maggior parte delle commodity ad eccezione del grano (+0,5%). Prosegue il calo del petrolio (-1,2%); sostanzialmente stabile l’oro (-0,1%).
Discaimer

Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

