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Market Close: Petrolio ed oro “corrono” in scia alle tensioni il Libia e Medio Oriente

– Sul monetario sale l’Euribor su tutte le scadenze ad eccezione del tasso ad 1M in calo (allo 0,864%). Scende il Libor statunitense sulle scadenze a 6 mesi e 12 mesi, mentre si mantiene sostanzialmente invariato sulle scadenze a breve. Dopo i massimi da 20 mesi …


Fonte: Area Pianificazione Strategica, Research& IR – Monte dei Paschi di Siena
Autori Pubblicazione: Lucia Lorenzoni – Nicola Zambli


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registrati mercoledì e giovedì scorso oggi i prestiti di emergenza ad un giorno (marginal lending facility) della BCE si sono attestati a €14,2 Mld. Secondo gli operatori l’anomalia dovrebbe finire con la prossima asta settimanale della Bce ed alla base di tutto ci sarebbe stato un errore umano: nella precedente asta a 7 giorni la Bce ha infatti allocato meno di quanto previsto, tanto che si ipotizza che un istituto potrebbe aver commesso un errore nella richiesta di fondi trovandosi poi costretto, a chiedere denaro con il prestito di emergenza. La BC ungherese ha lasciato inalterati i propri tassi al 6%, mentre la BC israeliana ha alzato i propri tassi benchmark portandoli al 2,5%.

– In Area Euro in calo i rendimenti benchmark tedeschi su tutta la curva in particolare il 10Y; poco mossi i rendimenti a breve statunitensi. In Italia in lieve rialzo il 2Y, stabile il 10Y. Si allargano lievemente gli spread vs i bund dei paesi periferici in particolare il differenziale italiano. CDS 5Y ellenico e portoghese in deciso aumento; più contenuti i rialzi per gli altri periferici.

– Il dollaro e lo yen avanzano nei confronti delle principali controparti sulla speculazione che le tensioni crescenti in Medio Oriente possano sostenere la domanda di assets più sicuri. La moneta unica torna ad incrociare intorno quota 1,367 contro $.

– Tra le commodities il prezzo dell’oro (+1,3%) torna a salire sopra 1400 dollari l’oncia, ai massimi da sette settimane, sulla scia dei disordini in Libia; le tensioni nei paesi produttori di petrolio si riflettono sulle quotazioni del greggio tanto che il Brent a Londra si è spinto oltre i 105 dollari/barile, sui massimi degli ultimi due anni e mezzo, mentre il WTI ha toccato i 90 dollari/barile. In ribasso il frumento (-3,3%).


Discaimer

discaimer

Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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