– I listini europei, in una seduta molto incerta, chiudono negativi sulla scia della debole partenza di Wall Street. Sul fronte dei periferici il governo spagnolo ha approvato il progetto di riforma delle pensioni, che porta fra l’altro l’età del pensionamento da 65 a 67 anni, mentre funzionari UE confermano che UE e BCE amplieranno la capacità …
Fonte: Area Pianificazione Strategica, Research& IR – Monte dei Paschi di Siena
Autori Pubblicazione: Lucia Lorenzoni – Nicola Zambli
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di credito del Fondo salva-stati rendendolo più flessibile ma non aumentandone la sua capacità totale. Riflettori sull’Egitto, con Fitch che ha abbassato l’outlook del paese da stabile a negativo. Pochi gli aggiornamenti macro in agenda, con la fiducia dei consumatori a gennaio in calo in Italia così come in UK.
– Negativa Wall Street in apertura dopo i risultati inferiori alle attese di Amazon.com ed il taglio dei profitti di Ford. Inoltre il dato sulla crescita dell’economia statunitense nel quarto trimestre si è rivelato leggermente inferiore alle attese (+3,2% per il Pil t/t annualizzato vs il +3,5% di consensus); nell’intero 2010 comunque l’economia statunitense è cresciuta del 2,9%, il balzo in avanti più forte dal 2005. Lo stesso Geithner nel suo intervento odierno ha però confermato che la crescita è ancora troppo debole per risollevare l’occupazione. Buon progresso per il consumo personale USA nell’ultimo trimestre del 2010 così come è calata meno delle attese la fiducia rilevata dall’Università del Michigan a gennaio. Preoccupa l’avvertimento di Moody’s, che ha affermato che il tempo per abbassare l’outlook da stabile a negativo sul rating AAA degli USA si sta avvicinando, in quanto il deficit del paese continua a crescere.
– Listini asiatici in territorio negativo. Tokyo arretra (Nikkei -1,13%) sui timori che il livello dell’indebitamento pubblico nipponico, nonostante gli sforzi del governo, possa crescere nel futuro. Poco mossa Shanghai (+0,13%), con i titoli del settore immobiliare sotto pressione dopo che il governo di Pechino ha implementato nuovi test per l’introduzione di tasse sulle proprietà immobiliari. In rosso Hong Kong (-0,68%) e Sidney (-0,65%).
Petrolio in forte rialzo preoccupato per le tensioni in Egitto
– Sul monetario prosegue la risalita dell’Euribor su tutte le principali scadenze con il tasso ad 1 mese fissato allo 0,877%. C’è forte attesa per la riunione di giovedì prossimo della Bce e per le indicazioni che potrebbero giungere dalle parole di Trichet, che nelle ultime settimane ha mostrato una maggiore attenzione alla recente risalita dei prezzi al consumo. I dati preliminari di gennaio per Italia saranno diffusi la prossima settimana e le nostre attese sono per un’ ulteriore accelerazione a causa dell’aumento delle tariffe e dei prezzi dei prodotti energetici (NIC a +2% a/a, dal +1,9% di dicembre).
– In Area Euro rendimenti in lieve rialzo sul tratto a breve della curva, mentre scendono sul lungo. In calo i tassi negli Usa. In Italia rendimenti in calo in una giornata di asta. Il tesoro ha infatti collocato 3,25 Mld € di 10Y, e 3,5 Mld € di titoli a 2Y. Poco mossi i rendimenti negli altri paesi periferici. Secondo il portavoce del commissario agli affari monetari Olly Rehn, la Commissione europea esaminerà con urgenza l’ipotesi di dare nuovi fondi alla Grecia dopo il pacchetto da 110 mld € definito a maggio tra UE e Fmi. Secondo indiscrezioni, i nuovi fondi verrebbero utilizzati dal governo di Atene per ricomprare titoli del debito. Tutti in calo i CDS dei periferici tranne quello ellenico.
– L’Euro perde terreno nei confronti delle principali valute chiudendo a quota 1,363$. Non hanno aiutato la valuta unica le parole di Geithner secondo cui la crescita in Europa non è ancora abbastanza forte da ridurre velocemente la disoccupazione.
– Rialzo generalizzato per le commodity. Il WTI sale di oltre il 2,5% mentre il rame rimane sui massimi delle ultime due settimane (+ 1%). In rialzo anche l’oro (+ 0,7%). In calo il frumento (-1,4%).
Discaimer

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