Nell’area euro, il calendario dei dati macro a cavallo d’anno offre soprattutto il completamento della tornata di indagini congiunturali di dicembre (indice di fiducia economica della Commissione UE e fiducia delle imprese italiane, che……
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dovrebbero confermare la recente tenuta pur rimanendo su livelli ben inferiori alla media storica) e i dati di produzione industriale di novembre in Germania e Francia (per i quali stimiamo un recupero dopo il tracollo di settembre- ottobre, non tale tuttavia da modificare il trend di debolezza dell’attività produttiva). Poche sorprese dovrebbero arrivare da M3 e seconda lettura dei PMI e dei dati di inflazione. Il focus dovrebbe essere soprattutto sulla riunione BCE del 10 gennaio, attesa concludersi con un nulla di fatto sia sulle misure non convenzionali che sul fronte dei tassi.
I dati in uscita nelle prossime settimane negli Stati Uniti dovrebbero confermare la crescita moderata dell’occupazione, la debolezza del manifatturiero e il trend positivo del settore delle costruzioni residenziali. La soluzione del problema del fiscal cliff e del limite del debito sarà un elemento di discontinuità nei dati, con una probabile svolta in positivo della fiducia e dell’attività delle imprese nei mesi iniziali del 2013.
Giovedì 27 dicembre
Area euro
Italia. La fiducia presso le imprese manifatturiere elaborato dall’Istat è atteso stabile a dicembre a 88,5, dopo il recupero del mese precedente. L’indice rimane su livelli depressi e significativamente al di sotto della media di lungo termine (100,4). Il dettaglio dell’indagine a novembre segnalava un miglioramento delle aspettative, ma ancora un calo degli ordini dall’estero. Segnali di svolta nella dinamica della domanda estera andrebbero nella direzione di una graduale stabilizzazione dell’attività nel manifatturiero.
Stati Uniti
La fiducia dei consumatori a dicembre dovrebbe calare a 69 da 73,7 di novembre. L’indagine dell’Univ. of Michigan a dicembre ha registrato un ampio calo che dovrebbe essere condiviso nel mese anche dagli altri indici. La fiducia dovrebbe riportarsi sui livelli di inizio autunno.
Le vendite di case nuove a novembre sono attese in aumento a 390 mila da 368 mila di ottobre. Il forte trend verso l’alto delle vendite correnti e future dell’indice di fiducia dei costruttori punta a un’accelerazione del ritmo di miglioramento delle vendite di case nuove.
Venerdì 28 dicembre
Area euro
Francia. Il consumo di beni manufatti è visto stabile a novembre dopo tre mesi in calo. Il dato di novembre dovrebbe mostrare ancora una contrazione delle vendite di auto ma un lieve recupero delle altre componenti. Se confermato, il dato lascerebbe la dinamica trimestrale in rotta per un +0,2% t/t a dicembre, in linea con la dinamica dei mesi estivi. Il dato suggerisce una crescita dei consumi di 0,1% t/t, a fine anno. La tendenza di fondo per i consumi francesi è piuttosto fiacca dato il calo di fiducia delle famiglie ed il peggioramento del mercato del lavoro.
Stati Uniti
Il Chicago PMI a dicembre è previsto in aumento a 51 da 50,4 di novembre. La ripresa dell’attività nel settore auto dovrebbe proseguire dopo il breve rallentamento legato all’uragano Sandy. Le vendite di auto straordinariamente forti a novembre dovrebbero determinare un’accelerazione della produzione anche a dicembre, sostenendo un modesto rimbalzo del Chicago PMI.
Lunedì 31 dicembre
Area euro
Germania. Le vendite al dettaglio sono viste in recupero di +0,4% m/m a novembre dopo il forte calo del mese precedente (-1,3% m/m). Il potere d’acquisto delle famiglie rimane in crescita anche se ad un ritmo meno sostenuto che nella prima metà dell’anno. La debolezza del consumo di beni nei mesi estivi è probabilmente spiegata dal clima d’incertezza sui mercati e dal fatto che le famiglie hanno destinato una significativa quota di reddito in estate per stoccare energia dati i prezzi favorevoli. I consumi di auto, stando ai dati sulle immatricolazioni, rimangono deboli. Se confermato, il dato di novembre sulle vendite lascerebbe al dinamica trimestrale in rotta per un calo di 1% t/t, data la debole entrata nel trimestre.
Mercoledì 2 gennaio
Area euro
La seconda stima del PMI manifatturiero di dicembre dovrebbe confermare la lettura preliminare di 46,3, circa stabile su livello del mese precedente. Gli indici di fiducia rimangono coerenti con una stabilizzazione dell’attività industriale su livelli depressi.
Germania. I dati dai Laender dovrebbero segnalare una crescita dei prezzi al consumo di +0,7% m/m a dicembre per effetto di una stagionalità sfavorevole. Su base annua, l’inflazione dovrebbe rimanere invariata all’1,9% a/a sulla misura nazionale, ma non è escluso che possa temporaneamente risalire al 2,0% a/a sull’indice armonizzato. Nel 2013, l’inflazione tedesca è attesa aggirarsi in media all’1,6% dal 2,1% del 2012.
Spagna. La stima preliminare dovrebbe mostrare un ritorno dell’inflazione spagnola al 3,2% a/a a dicembre da un precedente 2,9% a causa di una dinamica stagionale sfavorevole solo in parte contrastata da un contributo negativo dell’energia.
Stati Uniti
L’ISM del settore manifatturiero a dicembre dovrebbe essere poco variato rispetto a novembre, a 49,7 da 49,5. Una modesta ripresa di ordini e occupazione rispetto ai livelli compressi di dicembre dovrebbe contribuire a riavvicinare l’indice composito a 50. Prevediamo che a partire da gennaio, la risoluzione del fiscal cliff e una riaccelarazione della crescita mondiale, soprattutto in Asia, contribuisca a una risalita dell’attività nel settore manifatturiero.
Giovedì 3 gennaio
Area euro
La dinamica di M3 è attesa accelerare ancora a novembre a +4,0% a/a da un precedente 3,9% a/a. In particolare ci aspettiamo una dinamica più sostenuta dell’aggregato M3-M2. La media mobile a tre mesi salirebbe al 3,5% da un precedente 3,1%. Tra le controparti di M3 ci aspettiamo un lieve miglioramento del credito al settore privato. La dinamica di M3 rimane ancora coerente con l’obiettivo di stabilità dei prezzi della BCE.
Germania A dicembre, i disoccupati potrebbero salire di 25 mila unità ma il tasso di disoccupazione è visto stabile al 6,9%. Nei prossimi mesi, il rallentamento ciclico ed in particolare del manifatturiero in estate e a fine 2012, peserà in misura crescente sulla dinamica dell’occupazione. Ci aspettiamo che il tasso di disoccupazione salga fino al 7,5% per fine anno, dato l’usuale ritardo rispetto al ciclo.
Stati Uniti
I verbali della riunione del FOMC di dicembre dovrebbe mostrare il dibattito sull’espansione del programma di acquisti deciso a dicembre, dando indicazioni un po’ più dettagliate sulle opinioni all’interno del FOMC sulla durata probabile del programma. Manteniamo la previsione che gli acquisti vengano attuati per tutto l’a.f. 2013, almeno fino a ottobre.
Le vendite di autoveicoli a dicembre dovrebbero essere ancora solide, con un modesto calo a 15,2 mln ann. da 15,46 mln di novembre, quando le vendite erano balzate di +8,7% m/m, per recuperare l’attività persa per via dell’uragano Sandy. Il trend delle vendite di auto resta positivo anche per il 2013.
Venerdì 4 gennaio
Area euro
La seconda stima del PMI composito dovrebbe confermare la lettura preliminare a 46,5 da un precedente 45,7. Il PMI servizi è migliorato di sette decimi a 46,7, per effetto di un maggiore ottimismo in Germania, dove l’indice è tornato sopra 50. L’indice sintetico rimane su livelli coerenti con una “lieve recessione” del PIL area euro a cavallo del nuovo anno.
L’inflazione è attesa in calo al 2,1% a/a da un precedente 2,2% grazie al rientro delle pressioni sulla componente energia. L’inflazione area euro è attesa tornare sotto il 2% già a inizio 2013.
Italia. L’inflazione a dicembre è vista in calo al 2,4% a/a da un precedente 2,6% a/a sulla misura armonizzata per effetto del rientro delle pressioni sulla componente energia e grazie a una stagionalità solo lievemente sfavorevole. Sul mese, i prezzi a consumo sono visti in crescita di +0,2% m/m.
Stati Uniti
I nuovi occupati non agricoli a dicembre sono previsti in aumento di 165 mila dopo +146 mila di novembre. La media dei nuovi occupati nel 2012, a 152 mila, resterebbe in linea con quanto visto negli ultimi due anni. Il tasso di disoccupazione dovrebbe risalire a 7,8% da 7,7% di novembre, per via di un atteso rialzo del tasso di partecipazione (che era calato di due decimi a novembre). I salari orari dovrebbero rimanere su un sentiero di crescita molto debole, segnando un incremento di 0,1% m/m.
L’indice ISM del settore non manifatturiero a dicembre dovrebbe calare marginalmente a 54,5 da 54,7 di novembre. L’indagine a novembre era relativamente positiva, con gli ordini in aumento a 58,1 da 54,8, e l’attività in forte rialzo a 61,2 da 55,4. Negli ultimi mesi il settore servizi ha segnato una performance migliore del manifatturiero: nel 2013, questo ordinamento dovrebbe capovolgersi, con una ripresa più solida attesa per il manifatturiero.
Martedì 8 gennaio
Area euro
L’indice di fiducia economica nell’area euro è visto ancora in recupero a dicembre a 85,9 da un precedente 85,7. In particolare, in linea con le indicazioni dalle indagini nazionali e PMI ci aspettiamo un miglioramento di fiducia nei servizi ed in minor misura nell’industria. Il morale delle famiglie è visto più disteso a -25,9 da un precedente -26,9. L’indice della Commissione rimane su livelli molto inferiori alla media di lungo termine e segnala che l’economia area euro rimane debole anche se il ciclo dovrebbe essere stabilizzato su livelli bassi.
Il tasso di disoccupazione area euro potrebbe fare una pausa a novembre a 11,7%, dopo l’aumento del mese precedente. Nei prossimi mesi il ciclo continuerà a pesare sulle prospettive occupazionali e non è escluso che la disoccupazione possa arrivare al 12,2% per fine 2013.
Italia. Il tasso di disoccupazione potrebbe salire ancora a novembre all’11,2%, nonostante l’aumento dei mesi precedenti. Il ciclo continuerà a pesare sulle prospettive occupazionali fino al 2013 e la disoccupazione è attesa toccare un massimo all’11,6% per l’estate.
Germania. Gli ordini all’industria potrebbero ritracciare a novembre parte dell’inatteso miglioramento del mese precedente Ci aspettiamo un calo dell’1% m/m, che se confermato lascerebbe la dinamica trimestrale in rotta per un aumento di 1,9% t/t a fine anno, che va nella direzione di un recupero di attività industriale già in apertura d’anno.
Mercoledì 9 gennaio
Area euro
Germania. La produzione industriale dovrebbe rimbalzare dell’1,0% m/m e ritracciare parte del forte calo del mese di ottobre (-2,3% m/m), che non escludiamo possa essere rivisto al rialzo. Il dato lascerebbe comunque la produzione in rotta per un calo di 2,5% t/t. Non può quindi escludersi che il PIL tedesco cali di 0,2% -0,3% t/t a fine anno.
Giovedì 10 gennaio
Area euro
La riunione della BCE dovrebbe essere piuttosto interlocutoria. I dati nell’ultimo mese, in particolare le indagini di clima, hanno segnalato una stabilizzazione del ciclo su livelli depressi. Tuttavia, la componente aspettative è migliorata in Germania. La valutazione dello scenario macro dovrebbe essere, quindi, circa invariata rispetto a dicembre. Un ritocco del refi già a gennaio ci sembra poco probabile.
Francia. I prezzi al consumo sono visti in aumento di 0,3% m/m. L’inflazione è attesa moderare all’1,4% a/a da un precedente 1,6% a/a sulla misura armonizzata e all’1,3% a/a da un precedente 1,4% a/a sull’indice nazionale. L’inflazione francese dovrebbe mantenersi circa sui livelli di novembre nei prossimi mesi dopo un temporaneo calo all’1,2%-1,3%.
Francia. La produzione industriale è attesa in crescita di 0,1% m/m, a novembre dopo il calo di ottobre e settembre. La produzione manifatturiera dovrebbe aumentare di 0,2% m/m, mentre l’energia potrebbe calare marginalmente dopo il forte aumento di inizio autunno. Il dato lascerebbe la produzione in rotta per una contrazione di 1,9% t/t sul trimestre, coerente con un calo del PIL di 0,2% t/t a fine 2012.
Venerdì 11 gennaio
Stati Uniti
La bilancia commerciale a novembre dovrebbe registrare una chiusura del deficit a -41,5 mld di dollari. Il forte calo dei prezzi all’import, e in particolare del prezzo del petrolio nel mese, in concomitanza con la correzione dei prezzi alle esportazioni, in un contesto di crescita mondiale ancora debole e attività stagnante nel manifatturiero USA dovrebbero lasciare il saldo della bilancia commerciale sul sentiero di riduzione visto negli ultimi mesi.
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