15 AGENDA

Market mover della settimana : 10 – 14 dicembre 2012

In settimana nell’area euro saranno pubblicati i primi dati sulle indagini di fiducia di dicembre (ZEW e PMI), che sono attesi mostrare un minor pessimismo anche sulla scia del rientro delle tensioni sui mercati finanziari…..


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La stima definitiva sull’inflazione dovrebbe confermare il calo al 2,5% a novembre da un precedente 2,6% (spiegato dal rientro delle pressioni dalla componente energia). La produzione industriale dell’area è vista in marginale rimbalzo nel mese di ottobre dopo la forte contrazione di settembre, ma le prospettive per l’attività produttiva sono per un ulteriore indebolimento nei prossimi mesi. La seconda stima del PIL italiano evidenzierà che la contrazione del PIL di -0,2% t/t dei mesi estivi è spiegata soprattutto dalla flessione dei consumi interni a fronte di un contributo ancora positivo dell’export netto. L’ECOFIN di mercoledì riaprirà i lavori sull’Unione Bancaria ma non è affatto scontato che vi siano progressi significativi rispetto allo scorso martedì.

La settimana è densa di dati ed eventi negli Stati Uniti. A novembre i dati dovrebbero essere generalmente deboli. I prezzi al consumo, alla produzione e all’import dovrebbero essere spinti verso il basso dalla correzione nel settore energia. Le vendite al dettaglio dovrebbero essere in calo al netto delle auto, mentre nel settore trasporti si dovrebbe registrare un incremento consistente. La produzione industriale dovrebbe calare, risentendo ancora degli effetti dell’uragano Sandy e della cautela generata dai timori per il fiscal cliff. Il deficit della bilancia commerciale a ottobre dovrebbe riallargarsi, soprattutto per un calo delle esportazioni dovuto al blocco dell’attività e dei trasporti collegato all’uragano. La riunione del FOMC dovrebbe concludersi con l’annuncio di un programma di acquisti di Treasuries che sostituisca quelli previsti da Operation Twist; sulla comunicazione dovrebbe essere segnalato l’arrivo a inizio 2013, di una modifica della guida sui tassi.

Lunedì 10 dicembre

Area euro

Francia. La produzione industriale di ottobre è vista ancora in calo, sebbene marginale, dopo la forte contrazione del mese precedente. Sul mese l’indice dovrebbe scendere di due decimi (dopo il -2,7% di settembre), trainato in particolare dalla debolezza del comparto energetico. La produzione manifatturiera dovrebbe rimanere circa stabile (-0,1% m/m). Sull’anno la produzione industriale dovrebbe essere in calo di -2,4% dopo il -2,5% visto il mese precedente. La debolezza del settore industriale, anticipata dagli indici di fiducia, dovrebbe proseguire anche nei primi mesi del 2013.

Italia. La produzione industriale è attesa ancora in calo a ottobre (-0,5% dopo il -1,5% m/m di settembre). Su base annua, l’output mostrerebbe una ripresa in termini grezzi (a -4,3%), ma tornerebbe a calare su base corretta per i giorni lavorativi (a -7,2%). Vista l’uscita negativa dal trimestre precedente e l’alta probabilità che la flessione prosegua nei prossimi mesi, il dato pone le basi per un nuovo calo della produzione industriale nel trimestre in corso dopo la stabilizzazione estiva. Insomma l’industria tornerà a frenare il PIL nel 4° trimestre dopo il contributo positivo al valore aggiunto dato nei mesi estivi. Ciò è coerente con la nostra stima di nuova accentuazione nel ritmo di calo del PIL nei mesi finali dell’anno.

Italia. La stima finale del PIL del terzo trimestre dovrebbe confermare il calo dello 0,2% t/t della lettura preliminare, dimostrando quindi una moderazione nel ritmo di contrazione dopo il -0,7% t/t della primavera. La seconda stima darà informazioni importanti sull’andamento delle componenti del PIL: le nostre previsioni sono per una contrazione ancora marcata per consumi ed investimenti (ma la flessione potrebbe essere meno ampia che nei trimestri precedenti in particolare per gli investimenti), mentre l’export netto dovrebbe dare ancora un contributo positivo alla crescita. Le previsioni per il trimestre in corso sono per una nuova
riaccelerazione della discesa del PIL dopo la stabilizzazione dell’estate, come anticipato dagli indicatori di fiducia. La crescita per l’intero 2012 dovrebbe attestarsi al -2,1% mentre stimiamo un calo di -1% per il 2013.

Martedì 11 dicembre

Area euro

L’Ecofin riaprirà le discussioni sull’Unione Bancaria Europea. Asmussen, della BCE, ha dichiarato di non aspettarsi che sia rispettato l’impegno a predisporre il quadro legale per l’istituzione dell’Unione Bancaria entro la fine dell’anno. Rimangono ancora ampie le differenze tra il fronte tedesco e francese, oltre a ostacoli posti dai paesi UE che non fanno parte dell’eurozona. I Ministri delle Finanze dovrebbero inoltre discutere il piano di aiuti a Cipro.

Germania. L’indice di fiducia di analisti e investitori istituzionali sull’economia tedesca (ZEW) potrebbe registrare a dicembre un lieve miglioramento, determinato in parte dalla riduzione dei timori sul debito sovrano. Gli indici della situazione corrente e delle aspettative per i prossimi sei mesi potrebbero ritracciare la discesa di novembre tornando ai livelli precedenti: nello specifico ci attendiamo rispettivamente che raggiungano quota 8 (da 5,4) e -8,5 (da- 15,7).

Stati Uniti

La bilancia commerciale di ottobre dovrebbe registrare un deficit di 43 mld dopo i 41,5 mld di settembre. Le esportazioni dovrebbero essere in calo soprattutto per via degli effetti dell’uragano Sandy sull’attività produttiva e sui trasporti. In occasione di Katrina, il deficit commerciale si era ampiamente allargato: anche se Sandy ha effetti molto più contenuti, la direzione dovrebbe essere analoga. Inoltre a settembre si era registrato un aumento molto superiore al trend dell’export, spinto anche da un incremento dei prezzi (0,8% m/m): a ottobre i prezzi all’export sono rimasti stabili. Per quanto riguarda le importazioni si dovrebbe registrare un incremento moderato, determinato dal rialzo dei prezzi all’import (+0,5% m/m).

Mercoledì 12 dicembre

Area euro

Germania. La seconda lettura dell’inflazione di novembre dovrebbe essere confermata all’1,9%, mentre la misura armonizzata dovrebbe attestarsi al 2%, livelli che si confrontano rispettivamente con il 2% e il 2,1% di ottobre. Sul mese l’indice dei prezzi dovrebbe quindi essere stato in calo dello 0,1% per entrambe le misure. La moderazione dei prezzi energetici è alla base del contenimento dell’inflazione, che dovrebbe proseguire anche ad inizio 2013.

La produzione industriale area euro è attesa rimbalzare di due decimi a ottobre, dopo la forte contrazione registrata a settembre (-2,5% m/m). La flessione annua si accentuerebbe a -2,5% dopo il -2,3% precedente. Il calo a settembre è stato diffuso con Irlanda e Portogallo in testa (che hanno parzialmente recuperato ad ottobre). Al di là del rimbalzo previsto per ottobre, la debolezza della produzione industriale dovrebbe proseguire a fine anno.

Francia. L’inflazione è attesa moderare all’1,6% a novembre, dall’1,9% del mese precedente, con l’indice dei prezzi al consumo pressoché invariato sul mese. L’inflazione armonizzata è attesa all’1,8% dal 2,1% di ottobre (l’indice armonizzato è anch’esso atteso invariato sul mese). La moderazione dell’inflazione è dovuta al calo dei corsi petroliferi e dovrebbe proseguire anche nei primi mesi del 2013.

Stati Uniti

I prezzi all’import a novembre dovrebbero calare di -0,4% m/m, il primo calo dopo 3 mesi di ampi rialzi. Il calo dovrebbe essere determinato dalla correzione dei prezzi del petrolio. Il rafforzamento recente del cambio dovrebbe contenere il rialzo dei prezzi al netto del petrolio.

La riunione del FOMC dell’11-12 dicembre dovrebbe annunciare un nuovo programma di acquisto titoli per sostituire Operation Twist, in scadenza a dicembre. La Fed dovrebbe acquistare titoli del Tesoro con duration fra 6 e 30 anni per circa 45 mld di dollari al mese fino a quando “lo scenario del mercato del lavoro non migliorerà in maniera sostanziale”. Così gli acquisti sul tratto lungo della curva verrebbero mantenuti a circa 85 mld al mese (con 40 mld al mese di acquisti di MBS). Il comunicato e soprattutto la conferenza stampa di Bernanke dovrebbero segnalare la preparazione per una svolta nella comunicazione, che precisi delle soglie su inflazione e disoccupazione come condizioni necessarie, anche se non sufficienti, per valutare svolte sul livello del tasso sui fed funds. La politica monetaria anche nel 2013
contribuirà a limitare gli effetti della politica fiscale restrittiva.

Giovedì 13 dicembre
Area euro

Spagna. L’inflazione di novembre dovrebbe confermare la lettura preliminare al 3% per la misura nazionale e al 2,9% per quella armonizzata, in calo entrambe dal 3,5% di ottobre. La prima release ha sorpreso al ribasso il consenso, dal momento che un atteso effetto stagionale sfavorevole ha in realtà avuto un impatto minore del previsto. Nei prossimi mesi le spinte inflazionistiche saranno ancora sostenute dagli effetti dell’aumento dell’IVA, ma una moderazione è successivamente attesa nella seconda metà del 2013.

Italia. La seconda stima dell’inflazione per il mese di novembre dovrebbe essere pari al 2,5%, in linea con la lettura preliminare, in ribasso dal 2,6% di ottobre, per un indice dei prezzi al consumo in calo dello 0,2%; l’inflazione armonizzata dovrebbe anch’essa essere confermata al 2,6% (dal 2,8% del mese precedente), con l’indice in discesa dello 0,3% sul mese. Il calo dei prezzi energetici ha guidato la moderazione dell’inflazione, che è attesa proseguire fino a fine anno.

Stati Uniti

Il PPI a novembre è atteso in calo di -0,5% m/m (1,7% a/a), il secondo calo mensile consecutivo. Il calo dell’indice dovrebbe essere determinato dalla componente energia (-2,5% m/m), spinta verso il basso dalla contrazione dei prezzi della benzina, mentre i prezzi degli alimentari dovrebbero essere in rialzo piuttosto sostenuto (+0,5% m/m). Il PPI core dovrebbe aumentare di 0,1% m/m (dopo -0,2% m/m di ottobre). Il calo del core a ottobre era stato determinato dai prezzi delle auto, sulla base dei prezzi dei nuovi modelli introdotti il mese scorso: a novembre l’indice non dovrebbe risentire di fattori speciali.

Le vendite al dettaglio a novembre dovrebbero aumentare di 0,3% m/m. Le vendite di auto dovrebbero essere molto sostenute, recuperando i livelli persi per via dell’uragano Sandy a ottobre: sulla base dei dati dei concessionari a novembre i volumi sono cresciuti dell’8,7% m/m. Le vendite al netto delle auto sono attese in calo di -0,2% m/m, con una correzione nel segmento benzina dovuta al calo dei prezzi.

Venerdì 14 dicembre
Area euro

La prima stima dei PMI di dicembre dovrebbe vedere un miglioramento a 46,8 da 46,5 per l’indice composito. Il minor pessimismo dovrebbe riguardare sia l’indice manifatturiero (stimiamo a 46,6 da 46,2 precedente) che il PMI servizi (a 47 da 46,7 di novembre). L’attenuazione delle tensioni sui mercati finanziari potrebbe aver aiutato il rientro del pessimismo, tuttavia la strada verso l’uscita della recessione è ancora lunga.

L’inflazione area euro dovrebbe essere confermata in calo al 2,2% a/a a novembre, da un precedente 2,5%. Sul mese, i prezzi al consumo sono visti in calo di -0,2% m/m. Nel nostro scenario, l’inflazione calerà significativamente nei prossimi mesi, scendendo sotto il 2% già nei primi mesi del 2013.

Stati Uniti

Il CPI a novembre è atteso in calo di -0,3% m/m, spinto verso il basso dalla correzione dei prezzi della benzina. Per l’indice core, la variazione attesa è dello 0,2% m/m (2% a/a). A novembre i prezzi dell’abbigliamento dovrebbero stabilizzarsi dopo l’ampio aumento di ottobre (+0,7% m/m), e nel comparto auto si dovrebbe vedere un modesto aumento. Per quanto riguarda l’abitazione, si dovrebbe registrare una moderazione degli affitti, che avevano accelerato recentemente: la componente abitazione ex-energia dovrebbe essere in aumento di 0,2% m/m.

La produzione industriale a novembre dovrebbe essere invariata, dopo -0,4% a ottobre. Sul dato di novembre dovrebbe pesare ancora negativamente l’effetto dell’uragano Sandy, che dovrebbe determinare una modesta correzione dell’attività nel settore manifatturiero. Tuttavia il forte aumento delle vendite di auto dovrebbe avere determinato una ripresa dell’attività del settore, dopo il calo registrato a ottobre, a sostegno della variazione complessiva del manifatturiero.


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