Nell’area euro, i dati di produzione industriale di marzo faranno maggiore chiarezza sullo stato di salute dell’economia. Ci aspettiamo un lieve calo di produzione in Francia e in Italia ed una stagnazione in Germania. Nel complesso, la produzione industriale a inizio 2013 ha recuperato rispetto alla fine dello scorso anno. Le indicazioni dalle indagini congiunturali sono per un rallentamento a inizio primavera………
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La settimana è scarna in termini di dati ed eventi negli Stati Uniti. L’unica informazione nuova di rilievo verrà dalla pubblicazione sui flussi di lavoro che la Fed ha aggiunto alle variabili da monitorare per valutare l’evoluzione dello scenario del mercato del lavoro.
Lunedì 6 maggio
Area euro
La seconda stima potrebbe rivedere il PMI composito a 46,6 da un precedente 46,5, dopo che il PMI manifatturiero è stato rivisto verso l’alto di due decimi; non dovrebbe viceversa essere rivisto l’indice dei servizi (anzi sembrano esserci rischi verso il basso dal momento che l’indagine della Commissione UE ha evidenziato una tendenza più debole ad aprile). Pensiamo che il rallentamento di marzo e aprile della fiducia presso le imprese sia un fenomeno temporaneo e che rifletta una pausa del trend di recupero della domanda interna.
Le vendite al dettaglio sono attese ancora in lieve flessione a marzo: -0,2% m/m, dopo il -0,3% m/m del mese precedente. Le vendite sono calate in Germania e Spagna, ma sono cresciute di 0,7% m/m in Francia. Il dato di marzo, se confermato, lascerebbe le vendite in aumento di 0,1% t/t nel 1° trimestre di quest’anno dopo il calo di -1,5% t/t. Al di là della volatilità trimestrale, la tendenza di fondo dei consumi rimane debole date le condizioni sul mercato del lavoro e la crescita strisciante dei salari nominali.
Martedì 7 maggio
Area euro
Francia. La produzione industriale è attesa in calo di 0,2% m/m a marzo dopo il +0,7% m/m di febbraio. La produzione nel manifatturiero dovrebbe aver stagnato dopo il +0,8% m/m del mese precedente. La produzione di energia è vista in calo di 1,4% m/m dopo gli aumenti dei due mesi precedenti. Se confermato, il dato di marzo lascerebbe la produzione manifatturiera in calo di 0,2% t/t dopo il -2,6% t/t di fine 2012 . La produzione industriale, grazie all’apporto positivo del comparto energetico, dovrebbe essere invariata in media dopo il -1,9% t/t del 2012 T4. L’industria, quindi, dovrebbe aver offerto un contributo nullo alla crescita del PIL ma le indagini di clima hanno segnalato un rallentamento del valore aggiunto nei servizi, perciò ci attendiamo un calo di 0,2% t/t del PIL dopo il -0,3% t/t di fine 2012. L’indagine INSEE ha segnalato una frenata del comparto manifatturiero ad aprile e non escludiamo che il PIL possa calare ancora in primavera. In media annua, il PIL francese è atteso in calo di 0,1%.
Germania. Gli ordini di beni manufatti sono visti ancora in crescita a marzo anche se meno (+0,6%m/m) che a febbraio +2,3%m/m. Fino a marzo le indagini IFO e PMI hanno segnalato un miglioramento degli ordinativi. Data la debole entrata nell’anno, gli ordini dovrebbero essere calati di 0,1%t/t nel 1° trimestre, dopo il +1,0% t/t di dicembre scorso. Le indagini di aprile hanno mostrato un calo della domanda.
Stati Uniti
Il Bureau of Labor Statistics pubblica i dati relativi ai “Job Openings and Labor Turnover” (JOLTs) di marzo. I dati danno l’aggiornamento mensile su posizioni aperte, assunzioni e separazioni (licenziamenti e dimissioni). La Fed ha indicato che ritiene questi dati rilevanti a integrazione di quello che viene pubblicato con l’employment report. Nel rapporto JOLTs di febbraio si era registrato un aumento delle posizioni aperte, sui livelli di maggio 2008 (in aumento di 11,3% rispetto a febbraio 2012 e di 8,7% rispetto a gennaio 2013), con segnali coerenti con una probabile accelerazione delle assunzioni nei mesi successivi. Con i dati di
marzo si potrebbe vedere un ripiegamento legato all’arrivo della riduzione di posizioni collegate ai contratti con il Dipartimento della Difesa.
La sottocommissione sull’energia della Camera discute la politica relativa alle esportazioni di energia: questo è un tema importante per l’evoluzione sui mercati di petrolio e gas naturale, ma anche per la crescita dell’economia. Il Congresso deve dare nei prossimi mesi un parere sulle esportazioni di materie prime energetiche; un rapporto pubblicato in autunno aveva dato un parere favorevole all’esportazione di petrolio e gas naturale, per ora non permessa per ragioni di interesse nazionale. Le decisioni del Congresso al riguardo saranno di enorme rilevanza non solo per gli sviluppi del settore energetico, ma anche per le previsioni di crescita dell’economia e per l’evoluzione del deficit commerciale nel medio termine.
Mercoledì 8 maggio
Area euro
Germania. La produzione industriale è attesa stabile a marzo dopo il +0,5% m/m di febbraio. Sul trimestre, la produzione dovrebbe essere calata di 0,1% t/t, in recupero dopo il -2,6% t/t di fine 2012. L’industria, quindi, dovrebbe aver offerto un contributo nullo alla crescita del PIL. Altresì ci aspettiamo un’accelerazione del valore aggiunto nei servizi dal momento che gli indici PMI e IFO servizi nei primi tre mesi di quest’anno hanno recuperato sensibilmente rispetto ai due trimestri precedenti. L’incognita rimane il settore delle costruzioni che potrebbe essere stato penalizzato dal clima rigido. Nel complesso continuiamo a prevedere una crescita di 0,1% t/t del PIL tedesco a inizio 2013 dopo il -0,6% t/t del 4° trimestre 2012 (prima stima
in uscita il 15/05).
Venerdì 10 maggio
Area euro
Italia. La produzione industriale potrebbe calare ancora a marzo, stimiamo di -0,3% m/m dopo il -0,8% m/m di febbraio. Su base annua l’output calerebbe a -10,3% in termini grezzi e a -7,5% se rettificato per i giorni lavorativi (uno in meno a marzo rispetto all’anno scorso). La distanza dal picco di attività pre-crisi (aprile 2008) si attesterebbe, dopo il dato, a -24,2%. In ogni caso, la produzione chiuderebbe il 1° trimestre con una sostanziale stabilizzazione (-0,1% t/t) dopo il crollo (-2,2% t/t) di fine 2012. È assai probabile tuttavia un nuovo calo nel trimestre in corso, visto che gli indicatori anticipatori disponibili non segnalano, per i prossimi
mesi, un’uscita dalla recessione.
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