15 AGENDA

Market movers 11-15 marzo 2013

Nell’area euro, i dati di produzione industriale di gennaio in Francia e per la media area euro  dovrebbero confermare una stabilizzazione dell’attività a inizio anno. I dati sulle esportazioni  tedesche sono visti in recupero dopo la debolezza di fine 2012. L’inflazione francese potrebbe  risalire di due decimi a febbraio, a +1,4% a/a, ma la media area euro dovrebbe essere  confermata in calo di due decimi, all’1,8% a/a………


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La settimana è densa di dati negli  Stati Uniti.  I dati di attività dovrebbero confermare la  riaccelerazione del settore manifatturiero, con l’indice Empire a marzo in territorio espansivo e la  produzione industriale a febbraio in crescita solida. Dal lato dei consumi, le vendite al dettaglio  di febbraio dovrebbero essere in modesta espansione in termini reali e il rialzo della fiducia  dovrebbe fermarsi per via del rinnovarsi dell’incertezza sulla politica fiscale. Gli indici dei prezzi a  febbraio (CPI, PPI, importazioni) dovrebbero essere in rialzo, spinti dai prezzi dell’energia, con le  componenti core in aumento molto contenuto. In Giappone, il Parlamento voterà per la nomina  del nuovo vertice della BoJ, aprendo la strada a un probabile aumento dello stimolo monetario  già ad aprile.
Lunedì 11 marzo

Area euro
Germania. I dati di gennaio dovrebbero mostrare un aumento dell’export di +0,7% m/m dopo  il -1,5% m/m di fine 2012, in linea con il recupero della domanda mondiale segnalato dal PMI  globale e dagli indici di commercio internazionale. Il saldo di bilancia commerciale è atteso a  13 mld di euro.

Francia. La produzione industriale a gennaio è vista circa stabile dopo la lieve contrazione di  fine dicembre. La produzione manifatturiera dovrebbe rimanere strisciante (+0,1% m/m)  mentre la produzione di energia è vista in calo di un punto. Il dato di gennaio lascerebbe la  produzione in rotta per una stagnazione a marzo dopo la contrazione di 1,8% t/t a dicembre  2012. Le indagini francesi a cavallo del nuovo anno hanno indicato una stabilizzazione del  ciclo ma non un recupero come in Germania.
Spagna. I dati annuali dovrebbero confermare il deficit del settore pubblico, al netto degli aiuti  alle banche, al 6,7% in calo dall’8,96% del 2011. Il deficit sale al 9,4% del PIL nel 2011 e al  9,9% nel 2012 se si tiene conto della ricapitalizzazione delle banche.
Giappone  

La Camera Bassa vota sulla nomina del nuovo vertice della BoJ, che include il Governatore e i  due Vice governatori. Il Governo ha proposto come governatore H. Kuroda (attuale Presidente  dell’Asian Development Bank) e come vice-governatori Nakaso e Iwata. La Camera Alta  dovrebbe votare entro il 15 marzo. Le nomine dovrebbero essere confermate in modo da  avere il nuovo Board operativo il 19 marzo, alla scadenza dei termini degli attuali governatore  e vice-governatori. Il nuovo vertice si insedierà in tempo per la riunione di inizio aprile (3-4  aprile). Riteniamo probabile che l’ampliamento dello stimolo (acquisti aperti in termini di  quantità e tempo) e l’allungamento delle scadenze dei JGB acquistati siano annunciati in  concomitanza con la pubblicazione del rapporto semestrale che include le previsioni  macroeconomiche alla riunione del 24-25 aprile.

Martedì 12 marzo
Area euro

Germania. L’inflazione di febbraio dovrebbe essere confermata in calo sulla misura nazionale a  1,5% a/a, da un precedente 1,7% a/a e all’1,8% a/a dall’1,9% a/a sulla misura armonizzata.  L’inflazione tedesca è attesa rallentare ancora nei prossimi mesi ma risalire nella seconda parte  dell’anno. In media annua, l’inflazione è vista all’1,9% dal 2,1% del 2012.

Mercoledì 13 marzo

Area euro. La  produzione industriale a gennaio potrebbe avanzare di +0,2% m/m dopo la  sorpresa di fine 2012 (+0,7% m/m). Il recupero per il momento è modesto, in linea con  l’andamento delle indagini di fiducia. Il dato di gennaio, se confermato, lascerebbe la produzione  in rotta per una stabilizzazione a marzo rispetto a fine 2012, quando è calata di -2,4% t/t.

Francia. L’inflazione a febbraio dovrebbe risalire di due decimi all’1,4% da un precedente 1,2%  a/a per effetto di un contributo positivo dall’energia e della stagionalità. Sul mese, i prezzi al  consumo dovrebbero essere saliti di +0,6% m/m. L’inflazione armonizzata è vista all’1,5% da un  precedente 1,4%. L’inflazione dovrebbe rimanere vicina ai livelli attesi per il mese di febbraio per  poi risalire a fine 2013.

Stati Uniti
I  prezzi all’import a febbraio sono previsti in aumento di 0,6% m/m, spinti da rincari del  petrolio per il secondo mese consecutivo. Al netto del petrolio, i prezzi all’import dovrebbero  registrare un incremento contenuto di 0,1%  m/m: a febbraio, e più ancora a marzo, si  dovrebbe vedere un contenimento dei prezzi alle importazioni dovuto all’apprezzamento del  cambio.

Le vendite al dettaglio a febbraio sono attese in crescita di 0,7% m/m per l’aggregato totale e  dello 0,6% m/m per quello al netto delle auto. A febbraio le vendite di autoveicoli hanno  accelerato rispetto al mese precedente, salendo da 15,2 mln di unità ann. a 15,3 mln (+0,7%  m/m): il comparto dovrebbe dare un contributo positivo alle vendite totali. I dati dovrebbero  registrare un forte aumento della voce benzina, per via del rialzo dei prezzi; si dovrebbe però  vedere un generale miglioramento della spesa dopo il rallentamento di gennaio (+0,1% m/m),  che aveva risentito negativamente del rialzo delle imposte attuato a inizio 2013. Le indicazioni  delle vendite settimanali sono contrastanti, con l’indice Redbook in aumento di 1,3% m/m, e  quello ICSC appena positivo con +0,1% m/m. Il quadro generale sottostante, al di là della  volatilità mensile, è in miglioramento: il proseguimento dei rialzi dei prezzi delle case e del  mercato azionario, insieme ai livelli minimi dei tassi, ha implicazioni positive per la ricchezza  netta delle famiglie e per il trend dei consumi. In termini reali, le vendite dovrebbero essere in moderato aumento (+0,2% m/m), con una previsione di incremento del CPI di 0,5% m/m.

Giovedì 14 marzo
Stati Uniti

Il PPI a febbraio dovrebbe aumentare di 0,6% m/m (1,6% a/a), incorporando l’aumento dei  prezzi energetici di fine gennaio, non incluso nel dato del mese di gennaio. L’indice  core è  atteso in aumento di 0,2% m/m (1,8% a/a), poco sopra il trend compreso fra 0,1% e 0,2%  m/m visto da metà 2012 in poi. A febbraio si dovrebbe registrare un modesto rimbalzo dei  prezzi delle auto, che erano stati particolarmente deboli a gennaio. Non ci sono indicazioni di  accelerazione dei prezzi alla produzione anche alla luce delle indagini del settore  manifatturiero, che mostrano prezzi ricevuti in aumento solo marginale.   

Venerdì 15 marzo
Area euro

Area euro. La seconda stima dovrebbe confermare  l’inflazione area euro all’1,8%, in calo da  un precedente 2,0%. La dinamica dei prezzi al consumo al netto di energia e alimentari  freschi (misura preferita dalla BCE) potrebbe scivolare all’1,4% da un precedente 1,5%, un  minimo dal 2010. Per l’anno in corso confermiamo l’inflazione all’1,8%, ma i rischi sono verso  il basso in particolare sui prezzi core.

Area euro. Gli occupati nei mesi finali del 2012 dovrebbero essere calati di 0,3% t/t dopo il   -0,2% t/t dei mesi estivi. La recessione della zona euro continuerà a pesare sulla dinamica  occupazionale almeno fino a inizio estate.

Stati Uniti

L’indice Empire della NY Fed a marzo è previsto in aumento a 12,5 da 10,04 di febbraio. Lo  spaccato dell’indagine era stato positivo a febbraio e dava indicazioni espansive per tutte le  principali componenti; anche l’indice delle condizioni a 6 mesi ha segnato un ampio rimbalzo  a febbraio. Il tono delle indagini del settore manifatturiero è univocamente in miglioramento e  coerente con un’accelerazione della crescita nel settore.    

Il CPI  a febbraio è atteso in aumento di 0,5% m/m, dopo una variazione nulla a gennaio.  L’indice  core  dovrebbe segnare un incremento di 0,1% m/m (2% a/a), in rallentamento  rispetto a +0,3% m/m a gennaio. Sull’indice headline pesa il probabile rialzo dei prezzi della  benzina, dopo 3 mesi consecutivi di contrazioni: i prezzi della benzina hanno svoltato a fine  gennaio e dalla rilevazione del CPI di gennaio a fine febbraio hanno segnato un incremento  del 13,7%. I fattori stagionali non dovrebbero fornire una restrizione significativa all’aumento  dei prezzi nel comparto a febbraio, mentre dovrebbero calmierare gli aumenti nei prossimi  mesi. Per quanto riguarda l’indice  core, si dovrebbe registrare una correzione nel comparto  abbigliamento (che aveva registrato +0,8% m/m a gennaio) e un freno nel segmento  istruzione e comunicazioni dopo +0,4% m/m a gennaio. La componente abitazione ex- energia dovrebbe proseguire sul trend di aumenti moderati di 0,2% m/m.     

La produzione industriale a febbraio è attesa in crescita di 0,4% m/m, dopo -0,1% m/m a  gennaio. La produzione nel settore manifatturiero dovrebbe aumentare a un ritmo più solido  (0,5% m/m) sulla base dell’ampio rialzo della componente output dell’ISM, salita a 57,6 a  febbraio (massimo da aprile 2012) da una media di 53,2 dei precedenti 4 mesi.    

La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a marzo (prel.) dovrebbe mantenersi  vicino al livello di febbraio, salendo a 78 da 77,6 di febbraio. Il buon andamento dei mercati e  il graduale miglioramento del mercato del lavoro dovrebbero prevalere sugli effetti negativi  dell’annuncio dell’entrata in vigore dei tagli automatici della spesa pubblica, anche perché  inizialmente i tagli non dovrebbero avere ripercussioni effettive sulle famiglie. Gli indicatori di  fiducia più recenti hanno dato indicazioni miste: il Bloomberg Consumer Comfort Index  (settimanale) ha continuato a salire tornando vicino ai livelli dell’estate 2012, mentre l’IBD Tipp  a marzo ha segnato un’ampia correzione legata al peggioramento del quadro della politica  economica.
                                                          


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