Nell’area euro, gli indici di fiducia ZEW e IFO, l’indagine BNB dal Belgio e la seconda stima del PMI composito dovrebbero confermare la stabilizzazione del ciclo su livelli ancora depressi, ma in lieve recupero rispetto a fine 2012……..
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I dettagli sul PIL tedesco mostreranno che la contrazione nel 4° trimestre, superiore alle attese, è spiegata dal rallentamento dell’export e probabilmente della domanda interna. L’inflazione francese è attesa stabile all’1,3% a/a sulla misura nazionale ma non escludiamo un rialzo di un decimo all’1,6% a/a sulla misura armonizzata.
La settimana è densa di dati in uscita negli Stati Uniti. Il CPI e il PPI dovrebbero essere in aumento molto contenuto a gennaio. I nuovi cantieri dovrebbero correggere a gennaio dopo un ampio aumento a dicembre, restando sul trend verso l’alto iniziato a metà 2011; anche le case esistenti dovrebbero calare modestamente senza peraltro modificare il sentiero positivo del settore. I verbali del FOMC di gennaio dovrebbero segnalare il probabile proseguimento degli acquisti per gran parte dell’anno.
Lunedì 18 febbraio
Stati Uniti
Mercati chiusi per festività (Presidents’ Day).
Martedì 19 febbraio
Area euro
– Germania. L’indice ZEW potrebbe fare una pausa a febbraio dopo aver recuperato una deviazione standard nei due mesi precedenti. L’indice sulle attese potrebbe stabilizzarsi a 30,5 da 31,5. L’indice sulla situazione corrente potrebbe recuperare ulteriormente quota fino a 9 da un precedente 7,1, ancora al di sotto del livello di ottobre scorso.
Stati Uniti
– L’indice di fiducia dei costruttori NAHB a febbraio dovrebbe aumentare a 48 dopo la pausa a 47 di gennaio e segnalare una ripresa del trend verso l’alto delle vendite di case nuove, dopo qualche mese di incertezza.
Mercoledì 20 febbraio
Area euro
– Germania. I prezzi alla produzione potrebbero avanzare di solo 0,1%m/m, per effetto del calo dei prezzi dell’energia in euro che dovrebbe aver controbilanciato la stagionalità positiva. Sull’anno, l’inflazione è attesa in rallentamento all’1,2% a/a, da un precedente 1,5% a/a.
– Germania. L’inflazione dovrebbe essere confermata all’1,9% a/a, da un precedente 2,0% a/a sia sull’indice armonizzato che su quello nazionale. Sul mese, i prezzi al consumo sono calati di 0,7% m/m sull’indice armonizzato e di 0,5%m/m sulla misura nazionale, per effetto di una stagionalità negativa e della moderazione del prezzo dell’energia in euro. A gennaio l’indice nazionale è stato basato a 100 nel 2008 e dovrebbe essere reso pubblico con la seconda stima.
– Francia. L’inflazione è vista stabile all’1,3% a/a sulla misura nazionale ma potrebbe risalire di un decimo all’1,6% a/a sulla misura armonizzata. I prezzi al consumo sono attesi in calo di 0,3% m/m. I prezzi dell’energia dovrebbero essere saliti a gennaio contribuendo positivamente alla dinamica del CPI, stando alle rilevazioni sui prezzi delle benzine.
– Francia. L’indice di fiducia INSEE delle imprese manifatturiere è atteso a 88, in aumento rispetto al valore di 86 di gennaio. Il mese precedente aveva registrato un forte rallentamento in particolare della valutazione sulla produzione corrente e una revisione al ribasso delle attese per i tre mesi successivi, dato il calo degli ordinativi esteri. Dati i segnali di recupero del commercio mondiale e di maggiore fiducia delle imprese tedesche (negli ultimi tre mesi) ci aspettiamo che la fiducia francese possa almeno tornare sul livello di novembre scorso, comunque più depresso rispetto ai primi sette mesi del 2012.
Stati Uniti
– I nuovi cantieri a gennaio sono previsti in calo a 940 mila da 954 mila di dicembre, quando si era registrata un’ampia variazione positiva dei cantieri, particolarmente marcata nel segmento volatile delle unità multi-familiari. Le licenze dovrebbero aumentare a 920 mila da 909 mila di dicembre. Il sentiero del settore delle costruzioni residenziali rimane chiaramente verso l’alto e si dovrebbe vedere un’accelerazione nel ritmo della crescita rispetto a quello del 2012, in linea con le indicazioni dell’indagine di fiducia dei costruttori che punterebbe a un livello di cantieri
vicino a 1,400 mln ann. La riduzione delle scorte di case esistenti invendute e i livelli minimi dei tassi sui mutui danno supporto alla previsione di crescita più veloce dei cantieri nei prossimi mesi.
– Il PPI a gennaio è previsto in aumento di 0,5% m/m, dopo tre cali consecutivi visti nell’autunno 2012. Il rialzo dei prezzi è da attribuire in gran parte alla componente petrolio, in parte minore agli alimentari. L’indice core dovrebbe segnare un aumento limitato di 0,2% m/m, solo di poco al di sopra di +0,1% m/m di dicembre. Le componenti prezzi delle indagini del settore manifatturiero puntano a una modesta riaccelerazione del sentiero dell’inflazione ai primi stadi del processo produttivo nei prossimi mesi. Il deprezzamento del dollaro e l’aumento del prezzo del petrolio aumenteranno le pressioni verso l’alto sui prezzi.
– La Fed pubblica i verbali della riunione di gennaio. I verbali dovrebbero dare informazioni sul dibattito aperto già a dicembre sulla durata attesa del programma di acquisti e su eventuali modifiche alla comunicazione mirate a rendere più trasparente la funzione di reazione del FOMC.
Giovedì 21 febbraio
Area euro
– Il PMI composito dovrebbe essere confermato in recupero a gennaio a 48,6 da un precedente 47,2. Il PMI manifatturiero è salito il mese scorso a 47,9 da un precedente 46,1 e non escludiamo un ritocco al ribasso su scia dell’indice francese. Pensiamo che la lettura per i servizi sarà confermata a 48,6 da un precedente 47,8. Gli indici PMI, anche se in recupero rispetto all’autunno, rimangono coerenti con una lieve contrazione del PIL area euro anche a inizio 2013, dopo il calo di fine 2012.
Stati Uniti
– Il CPI a gennaio è atteso in crescita di 0,1% m/m, con l’indice core previsto in aumento di 0,2% m/m. Il mese di gennaio dovrebbe registrare un ampio calo del prezzo della benzina dovuto alla correzione stagionale; si dovrebbe avere così il quarto calo consecutivo della componente energia. Sul core si dovrebbe vedere una modesta riaccelerazione della componente abitazione a +0,2% m/m (da 0,1% m/m di dicembre) per via di aumenti delle tariffe alberghiere. Su base tendenziale il core dovrebbe aumentare di 1,8% a/a marginalmente al di sotto di 1,9% a/a di novembre e dicembre.
– L’indice della Philadelphia Fed a febbraio è previsto in aumento a 3,5 da -5,8 di gennaio. L’indagine di gennaio era stata negativa, sia nell’indice generale sia nello spaccato, in particolare con un ritorno della componente ordini sotto lo zero. L’ISM del settore manifatturiero ha segnato due rialzi consecutivi e si è attestato a 53,1 a gennaio, segnalando un deciso miglioramento rispetto a 49,9 di novembre. Prevediamo che le indagini regionali si riprendano dopo diversi mesi di sotto-performance rispetto all’indice nazionale, confermando espansione dell’attività nel settore, in accelerazione nel corso dell’anno.
Venerdì 22 febbraio
Area euro
– Germania. L’indice IFO è visto stabile a febbraio a 104,2 dopo il recupero dei due mesi precedenti. Ci aspettiamo che l’indice sulla situazione corrente possa rimanere stabile a 108,2 dopo essere risalito al di sopra della media di lungo termine (101,2) negli ultimi due mesi, ma non possiamo escludere un lieve rintracciamento, date le indicazioni di forte calo degli ordini dall’estero dall’indagine dal Belgio il mese scorso. L’indice sulle attese potrebbe salire a 100,6 da 100,5 sulla scia di segnali positivi sulla domanda globale, rimanendo comunque circa in linea con la media di lungo termine (100,5). La ripresa dell’economia tedesca sarà graduale e in assenza di dati su produzione industriale e/o esportazioni per gennaio è difficile dire se il PIL riuscirà a tornare in territorio neutrale, dopo la debole uscita dal 2012.
– Germania. La stima dettagliata del PIL del 4° trimestre 2012 dovrebbe confermare un calo del prodotto interno di 0,6% t/t e di rallentamento della crescita su base annua a 0,4% a/a da un precedente 0,9% a/a. La frenata dell’economia tedesca è probabilmente dovuta ad un calo delle esportazioni, che pensiamo possa aver lasciato a -0,3% il contributo del commercio estero. Anche la domanda interna dovrebbe essere calata di 0,1% t/t per effetto della contrazione della spesa in macchinari (-2,1% t/t) e di un rallentamento dei consumi (invariati sul trimestre). La contrazione di 0,6% t/t a fine 2012 è ancora coerente con una crescita media annua di +0,7% ma la debole uscita dall’anno ha lasciato la nostra stima 2013 a +0,4%, sempre che il PIL torni a crescere di 0,1% t/t nel 1° trimestre, come suggerito dalle indagini congiunturali.
– Belgio. Dopo il calo di gennaio, ci aspettiamo questo mese un recupero dell’indice BNB a -11,8, ancora significativamente al di sotto della media di lungo termine. Ci aspettiamo in particolare un recupero di morale nel manifatturiero dopo il brusco calo del libro ordini esteri del mese scorso.
– Italia. Dopo il crollo di gennaio, la fiducia dei consumatori potrebbe recuperare ma solo parzialmente a febbraio, stimiamo a 85, non lontano dal minimo storico di 84,6 toccato il mese scorso. Sul morale delle famiglie continuerà a pesare le valutazioni depresse sul bilancio famigliare e le attese pessimistiche sull’occupazione.
Stati Uniti
– Le vendite di case esistenti a gennaio dovrebbero essere in calo a 4,90 mln da 4,94 mln di dicembre, alla luce dei dati negativi dei contratti di compravendita di dicembre. Una correzione a gennaio non modificherebbe il trend verso l’alto delle vendite, che prevediamo prosegua nei prossimi trimestri.
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