15 AGENDA

Market movers 18 – 22 febbraio 2013

Nell’area euro, gli indici di fiducia ZEW e IFO, l’indagine BNB dal Belgio e la seconda stima del  PMI composito dovrebbero confermare la stabilizzazione del ciclo su livelli ancora depressi, ma in  lieve recupero rispetto a fine 2012……..


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I dettagli sul PIL tedesco mostreranno che la contrazione nel  4° trimestre, superiore alle attese, è spiegata dal rallentamento dell’export e probabilmente della  domanda interna. L’inflazione francese è attesa  stabile all’1,3% a/a sulla misura nazionale ma  non escludiamo un rialzo di un decimo all’1,6% a/a sulla misura armonizzata.

La settimana è densa di dati in uscita negli  Stati Uniti. Il CPI e il PPI dovrebbero essere in  aumento molto contenuto a gennaio. I nuovi cantieri dovrebbero correggere a gennaio dopo un  ampio aumento a dicembre, restando sul trend verso l’alto iniziato a metà 2011; anche le case  esistenti dovrebbero calare modestamente senza  peraltro modificare il sentiero positivo del  settore. I verbali del FOMC di gennaio dovrebbero segnalare il probabile proseguimento degli  acquisti per gran parte dell’anno.
 
Lunedì 18 febbraio
Stati Uniti

Mercati chiusi per festività (Presidents’ Day).

Martedì 19 febbraio
Area euro

–  Germania. L’indice  ZEW potrebbe fare una pausa a febbraio dopo aver recuperato una  deviazione standard nei due mesi precedenti. L’indice sulle attese potrebbe stabilizzarsi a 30,5  da 31,5. L’indice sulla situazione corrente potrebbe recuperare ulteriormente quota fino a 9  da un precedente 7,1, ancora al di sotto del livello di ottobre scorso.

Stati Uniti

– L’indice di fiducia dei costruttori NAHB a febbraio dovrebbe aumentare a 48 dopo la pausa a  47 di gennaio e segnalare una ripresa del trend verso l’alto delle vendite di case nuove, dopo  qualche mese di incertezza.  

Mercoledì 20 febbraio
Area euro

–  Germania. I prezzi alla produzione potrebbero avanzare di solo 0,1%m/m, per effetto del calo  dei prezzi dell’energia in euro che dovrebbe aver controbilanciato la stagionalità positiva.  Sull’anno, l’inflazione è attesa in rallentamento all’1,2% a/a, da un precedente 1,5% a/a.

– Germania. L’inflazione dovrebbe essere confermata all’1,9% a/a, da un precedente 2,0% a/a  sia sull’indice armonizzato che su quello nazionale. Sul mese, i prezzi al consumo sono calati di  0,7% m/m sull’indice armonizzato e di 0,5%m/m sulla misura nazionale, per effetto di una  stagionalità negativa e della moderazione del prezzo dell’energia in euro. A gennaio l’indice  nazionale è stato basato a 100 nel 2008 e dovrebbe essere reso pubblico con la seconda  stima.

– Francia. L’inflazione è vista stabile all’1,3% a/a sulla misura nazionale ma potrebbe risalire di  un decimo all’1,6% a/a sulla misura armonizzata. I prezzi al consumo sono attesi in calo di  0,3% m/m. I prezzi dell’energia dovrebbero essere saliti a gennaio contribuendo  positivamente alla dinamica del CPI, stando alle rilevazioni sui prezzi delle benzine.

– Francia. L’indice di fiducia  INSEE delle imprese manifatturiere è atteso a 88, in aumento  rispetto al valore di 86 di gennaio. Il mese precedente aveva registrato un forte rallentamento  in particolare della valutazione sulla produzione corrente e una revisione al ribasso delle attese  per i tre mesi successivi, dato il calo degli ordinativi esteri. Dati i segnali di recupero del  commercio mondiale e di maggiore fiducia delle imprese tedesche (negli ultimi tre mesi) ci  aspettiamo che la fiducia francese possa almeno tornare sul livello di novembre scorso,  comunque più depresso rispetto ai primi sette mesi del 2012.

Stati Uniti

–  I nuovi cantieri a gennaio sono previsti in calo a 940 mila da 954 mila di dicembre, quando si  era registrata un’ampia variazione positiva dei cantieri, particolarmente marcata nel segmento  volatile delle unità multi-familiari. Le licenze dovrebbero aumentare a 920 mila da 909 mila di  dicembre. Il sentiero del settore delle costruzioni residenziali rimane chiaramente verso l’alto e  si dovrebbe vedere un’accelerazione nel ritmo della crescita rispetto a quello del 2012, in linea  con le indicazioni dell’indagine di fiducia dei costruttori che punterebbe a un livello di cantieri
vicino a 1,400 mln ann. La riduzione delle scorte di case esistenti invendute e i livelli minimi  dei tassi sui mutui danno supporto alla previsione di crescita più veloce dei cantieri nei  prossimi mesi.

–  Il  PPI  a gennaio è previsto in aumento di 0,5% m/m, dopo tre cali consecutivi visti  nell’autunno 2012. Il rialzo dei prezzi è da attribuire in gran parte alla componente petrolio, in  parte minore agli alimentari. L’indice  core dovrebbe segnare un aumento limitato di 0,2%  m/m, solo di poco al di sopra di +0,1% m/m di dicembre. Le componenti prezzi delle indagini  del settore manifatturiero puntano a una modesta riaccelerazione del sentiero dell’inflazione  ai primi stadi del processo produttivo nei prossimi mesi. Il deprezzamento del dollaro e  l’aumento del prezzo del petrolio aumenteranno le pressioni verso l’alto sui prezzi.

–  La Fed pubblica i verbali della riunione di gennaio. I verbali dovrebbero dare informazioni sul  dibattito aperto già a dicembre sulla durata attesa del programma di acquisti e su eventuali  modifiche alla comunicazione mirate a rendere  più trasparente la funzione di reazione del  FOMC.   

Giovedì 21 febbraio
Area euro

– Il PMI composito dovrebbe essere confermato in recupero a gennaio a 48,6 da un precedente  47,2. Il PMI manifatturiero è salito il mese scorso a 47,9 da un precedente 46,1 e non  escludiamo un ritocco al ribasso su scia dell’indice francese. Pensiamo che la lettura per i servizi  sarà confermata a 48,6 da un precedente 47,8. Gli indici PMI, anche se in recupero rispetto  all’autunno, rimangono coerenti con una lieve contrazione del PIL area euro anche a inizio 2013,  dopo il calo di fine 2012.

Stati Uniti

– Il CPI a gennaio è atteso in crescita di 0,1% m/m, con l’indice  core previsto in aumento di  0,2% m/m. Il mese di gennaio dovrebbe registrare un ampio calo del prezzo della benzina  dovuto alla correzione stagionale; si dovrebbe avere così il quarto calo consecutivo della  componente energia. Sul  core si dovrebbe vedere una modesta riaccelerazione della  componente abitazione a +0,2% m/m (da 0,1% m/m di dicembre) per via di aumenti delle  tariffe alberghiere. Su base tendenziale il  core dovrebbe aumentare di 1,8% a/a  marginalmente al di sotto di 1,9% a/a di novembre e dicembre.

–  L’indice della  Philadelphia Fed a febbraio è previsto in aumento a 3,5 da -5,8 di gennaio.  L’indagine di gennaio era stata negativa, sia nell’indice generale sia nello spaccato, in  particolare con un ritorno della componente ordini sotto lo zero. L’ISM del settore  manifatturiero ha segnato due rialzi consecutivi e si è attestato a 53,1 a gennaio, segnalando  un deciso miglioramento rispetto a 49,9 di novembre. Prevediamo che le indagini regionali si  riprendano dopo diversi mesi di sotto-performance rispetto all’indice nazionale, confermando  espansione dell’attività nel settore, in accelerazione nel corso dell’anno.

Venerdì 22 febbraio
Area euro

– Germania. L’indice  IFO è visto stabile a febbraio a 104,2 dopo il recupero dei due mesi  precedenti. Ci aspettiamo che l’indice sulla situazione corrente possa rimanere stabile a 108,2  dopo essere risalito al di sopra della media di lungo termine (101,2) negli ultimi due mesi, ma  non possiamo escludere un lieve rintracciamento, date le indicazioni di forte calo degli ordini  dall’estero dall’indagine dal Belgio il mese scorso. L’indice sulle attese potrebbe salire a 100,6 da  100,5 sulla scia di segnali positivi sulla domanda globale, rimanendo comunque circa in linea con  la media di lungo termine (100,5). La ripresa dell’economia tedesca sarà graduale e in assenza di  dati su produzione industriale e/o esportazioni per gennaio è difficile dire se il PIL riuscirà a  tornare in territorio neutrale, dopo la debole uscita dal 2012.

– Germania. La stima dettagliata del PIL del 4° trimestre 2012 dovrebbe confermare un calo del  prodotto interno di 0,6% t/t e di rallentamento della crescita su base annua a 0,4% a/a da un  precedente 0,9% a/a. La frenata dell’economia tedesca è probabilmente dovuta ad un calo delle  esportazioni, che pensiamo possa aver lasciato a -0,3% il contributo del commercio estero.  Anche la domanda interna dovrebbe essere calata di 0,1% t/t per effetto della contrazione della  spesa in macchinari (-2,1% t/t) e di un rallentamento dei consumi (invariati sul trimestre). La  contrazione di 0,6% t/t a fine 2012 è ancora coerente con una crescita media annua di +0,7%  ma la debole uscita dall’anno ha lasciato la nostra stima 2013 a +0,4%, sempre che il PIL torni a  crescere di 0,1% t/t nel 1° trimestre, come suggerito dalle indagini congiunturali.

– Belgio. Dopo il calo di gennaio, ci aspettiamo questo mese un recupero dell’indice  BNB a   -11,8, ancora significativamente al di sotto della media di lungo termine. Ci aspettiamo in  particolare un recupero di morale nel manifatturiero dopo il brusco calo del libro ordini esteri del  mese scorso.

– Italia.  Dopo il crollo di gennaio, la  fiducia dei consumatori potrebbe recuperare ma solo  parzialmente a febbraio, stimiamo a 85, non lontano dal minimo storico di 84,6 toccato il mese  scorso. Sul morale delle famiglie continuerà a pesare le valutazioni depresse sul bilancio  famigliare e le attese pessimistiche sull’occupazione.

Stati Uniti
– Le  vendite di case esistenti a gennaio dovrebbero essere in calo a 4,90 mln da 4,94 mln di  dicembre, alla luce dei dati negativi dei  contratti di compravendita di dicembre. Una  correzione a gennaio non modificherebbe il trend  verso l’alto delle vendite, che prevediamo  prosegua nei prossimi trimestri.


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