Nell’area euro, l’indice di fiducia della Commissione Europea è visto in calo di 1,1 punti a marzo, ma rimarrebbe comunque su livelli più tonici dei PMI. La stima preliminare dovrebbe mostrare un calo dell’inflazione in Italia a marzo a 1,6% da 1,9% e in Spagna al 2,6% da un precedente 2,8%……
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Le vendite al dettaglio sono attese in calo di 0,6% m/m in Germania dopo il forte aumento del mese di gennaio. In Francia la spesa per consumi è attesa rimbalzare a febbraio dopo il calo di gennaio.
La settimana è densa di dati negli Stati Uniti. Il Chicago PMI di marzo dovrebbe rimanere su livelli elevati e la fiducia dei consumatori dovrebbe registrare gli effetti dell’entrata in vigore dei tagli automatici. I dati di febbraio dovrebbero essere positivi, con ordini di beni durevoli, spesa personale e reddito personale in aumento; le vendite di case nuove dovrebbero calare dopo il forte rimbalzo di gennaio, mantenendosi sul trend positivo. La stima finale del PIL del 4° trimestre dovrebbe vedere una nuova revisione verso l’alto.
Lunedì 25 marzo
Area euro
Italia. La fiducia dei consumatori potrebbe tornare a calare a marzo, a 85,5 dopo il rimbalzo a 86 di febbraio. L’indice resterebbe comunque al di sopra del minimo storico di 84,7 toccato lo scorso gennaio. L’incertezza sul quadro politico contribuisce a frenare il morale, in un quadro in cui dovrebbero essere aumentate le preoccupazioni occupazionali; l’unico sollievo per le famiglie verrà dalla continuazione del trend di calo dell’inflazione.
Martedì 26 marzo
Area euro
Francia. L’indice di fiducia dei consumatori è atteso in calo a 85 marzo, rispetto al valore di 86 di febbraio. In particolare, la propensione al consumo peggiora nei primi mesi dell’anno, toccando un minimo visto a inizio 2009. Anche l’indicatore sulla capacità di risparmio rimane su livelli depressi. I primi effetti degli stimoli alla competitività e al mercato del lavoro inaugurati dal Governo francese a gennaio con la CICE (Crédit d’impôt pour la compétitivité et l’emploi) dovrebbero iniziare a vedersi non prima del 2° trimestre, per poi dispiegarsi verosimilmente nel 2014.
Stati Uniti
Gli ordini di beni durevoli a febbraio sono previsti in aumento di 3,8% m/m, dopo -4,9% m/m di gennaio, sulla scia di un ampio rimbalzo nel comparto dell’aeronautica civile. Al netto dei trasporti, gli ordini dovrebbero essere in aumento di 0,6% m/m (dopo +2,3% m/m a gennaio). La componente ordini dell’ISM è in aumento solido da inizio 2013 e segnala che il trend degli ordini dovrebbe accelerare rispetto a quanto visto a fine 2012.
La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a marzo è attesa in calo a 67 da 69,6 di febbraio. Le indicazioni dell’indagine dell’Univ. of Michigan sono negative a marzo, con un calo della fiducia legato all’entrata in vigore dei tagli automatici del Budget Control Act e dell’incertezza sulla politica fiscale. Anche la misura del Conference Board dovrebbe calare a marzo, pur restando ben al di sopra del livello di gennaio (58,4) spinto verso il basso dal rialzo delle imposte di inizio anno.
Le vendite di case nuove a febbraio dovrebbero calare a 420 mila da 437 mila di gennaio. Il dato di gennaio aveva registrato una variazione eccessiva toccando il livello più elevato da luglio 2008. Anche una correzione del 3,8% manterrebbe solido e verso l’alto il trend delle vendite di case nuove.
Mercoledì 27 marzo
Area euro
L’indice di fiducia elaborato dalla Commissione UE è atteso in calo a 90 da un precedente 91,1; si tratta di una pausa nel trend di recupero di morale in atto da fine 2012. L’indice PMI composito per la zona euro ha segnalato un rallentamento di attività a marzo sia nell’industria, che nei servizi anche in Germania. La fiducia delle famiglie dovrebbe essere confermata stabile e il morale nel commercio al dettaglio ancora su livelli depressi, ma circa invariato, rispetto alla lettura di febbraio. L’indice della Commissione UE rimarrebbe in media più elevato che nel 2012 2° semestre 2012 e continua a segnalare un recupero di attività produttiva anche se non sufficiente a sollevare l’area euro dalla recessione.
Spagna. La stima preliminare dovrebbe mostrare l’inflazione in calo al 2,6% a/a a marzo dal 2,8% a/a del mese precedente per effetto della moderazione dei prezzi dell’energia. Nei prossimi mesi l’inflazione spagnola è attesa moderare ulteriormente fino ad un minimo dell’1,6% a/a in estate. I rischi sono verso il basso dato l’ampio slack nell’economia ed in particolare il calo a filo di piombo della spesa per consumi.
Giovedì 28 marzo
Area euro
Germania. Le vendite al dettaglio sono attese correggere parte del forte incremento (+3,0% m/m) del mese di gennaio; ci aspettiamo un calo di 0,6%m/m che, se confermato, lascerebbe comunque le vendite in rotta per un aumento di +1,7% t/t a marzo. I dati sulle
immatricolazioni sono calati del 3,0% m/m a febbraio (secondo le nostre stime). Nel complesso, la spesa per consumi potrebbe accelerare a +0,3% t/t nel 1° trimestre 2013, dal +0,2% t/t osservato nella seconda metà del 2012.
La dinamica di M3 è vista circa stabile a marzo al 3,5%a/a. Ci aspettiamo ancora una crescita sostenuta dell’aggregato M2 (ed in particolare dei depositi oltre i tre mesi che hanno recuperato nel 4° trimestre 2012) ma l’aggregato M3–M2 rimarrà ancora in territorio negativo dal momento che continua a prevalere un’elevata preferenza per la liquidità. Tra le controparti di M3 ci aspettiamo un lieve recupero dei prestiti al settore privato a -0,8%, da un precedente -1,1% a/a).
Germania. La disoccupazione è vista in aumento di 6 mila unità a marzo, per un effetto ritardato della debolezza ciclica di fine 2012. Il tasso di disoccupazione dovrebbe rimanere stabile al 6,9%. Non escludiamo aumenti nei prossimi mesi fino al 7,1-7,2% in estate.
Italia. La fiducia delle imprese potrebbe ritracciare per il secondo mese consecutivo a marzo, a 88 da 88,5 di febbraio. L’indice resterebbe comunque sopra il recente minimo toccato a 86,5 lo scorso maggio. L’incertezza del quadro politico contribuirebbe a ridurre una fiducia già frenata dalla persistente debolezza della domanda interna.
Stati Uniti
La stima definitiva del PIL del 4° trimestre 2012 dovrebbe registrare una revisione a +0,6% t/t ann. da 0,1% t/t ann., sulla scia di informazioni molto positive su investimenti in strutture delle imprese e su un contributo meno negativo delle scorte.
Il Chicago PMI a marzo dovrebbe stabilizzarsi vicino al livello di febbraio salendo a 57 da 56,8. L’indagine era stata omogeneamente positiva a febbraio con ordini e produzione a 60,2, mentre gli occupati erano scesi a 55,7 da 58. L’espansione del settore manifatturiero dovrebbe proseguire, con indicazioni positive da indagini e dati congiunturali.
Venerdì 29 marzo
Area euro
Francia. La spesa per consumi è attesa in aumento di 0,4% m/m a febbraio dopo il calo di -0,8% m/m di gennaio. I dati sulle immatricolazioni sono in aumento dopo la frenata del mese precedente. Il dato, se confermato, lascerebbe la dinamica trimestrale in rotta per un calo di – 0,6% t/t nel 1° trimestre dopo il -0,1% t/t di fine 2012, suggerendo un rallentamento a inizio anno per i consumi delle famiglie.
I prezzi al consumo sono visti in salita di un decimo a marzo, così come a febbraio. Su base armonizzata UE i prezzi rimbalzerebbero di 2,1% m/m visto l’effetto del rientro dei saldi di gennaio-febbraio. L’energia dovrebbe aver contribuito al rientro delle pressioni sui prezzi. L’inflazione rallenterebbe di quattro decimi sia sul NIC (dall’1,9% all’1,5%) che sull’armonizzato (dal 2% all’1,6%).
Stati Uniti
La spesa personale a febbraio è prevista in aumento di 0,7% m/m, spinta dall’aumento del prezzo della benzina e da un moderato aumento dei consumi reali. Con il deflatore previsto in aumento di 0,5% m/m, la spesa reale dovrebbe essere in aumento di un moderato 0,2% m/m. Il reddito personale dovrebbe rimbalzare, con una variazione di +1% m/m, dopo il calo di -3,6% m/m di gennaio causato dal rialzo della payroll tax. I dati dell’employment report mostrano una variazione sostenuta del reddito da lavoro. Il tasso di risparmio dovrebbe recuperare una parte del calo di gennaio risalendo a 2,7% da 2,4%.
La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a marzo (finale) dovrebbe risalire a 75 da 71,8 del dato preliminare, recuperando una parte del terreno perduto rispetto a febbraio quando l’indice era salito a 77,6. L’indice settimanale Bloomberg Comfort Index si è mantenuto su un sentiero positivo nelle ultime settimane segnalando che il calo di fiducia di inizio marzo, legato all’entrata in vigore dei tagli automatici, potrebbe essere di breve durata.
La variazione negativa era stata particolarmente marcata per l’indice aspettative.
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