Nell’area euro, l’indice di fiducia della Commissione UE potrebbe risultare in ripresa a febbraio, su livelli ancora deboli ma coerenti con una attenuazione della recessione nel 1° trimestre dell’anno……..
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L’inflazione area euro dovrebbe essere confermata al 2% a gennaio e la stima preliminare dovrebbe mostrare un ulteriore calo all’1,9% a febbraio. I dati di gennaio dovrebbero mostrare un calo dei consumi in Francia ma un lieve recupero in Germania. La dinamica di M3 è attesa frenare a gennaio a 3,1% da un precedente 3,3% a/a. Il tasso di disoccupazione è visto in aumento in Italia e stabile in Germania e nell’insieme della zona euro.
La settimana è densa di dati e di eventi negli Stati Uniti. I dati, complessivamente, dovrebbero essere positivi. Le indagini delle imprese di febbraio (ISM, Chicago) e gli ordini di gennaio dovrebbero essere in linea con la previsione di espansione del manifatturiero; anche le vendite di auto di febbraio dovrebbero essere positive. La fiducia delle famiglie di febbraio dovrebbe riprendersi dopo tre mesi di correzioni. Le vendite di case nuove e la spesa in costruzioni di gennaio dovrebbero confermare il trend positivo pur in presenza di volatilità mensile. L’audizione di Bernanke in Congresso dovrebbe mantenere un atteggiamento cauto, confermando le indicazioni di proseguimento del programma di acquisto titoli ma segnalando anche previsioni di miglioramento congiunturale.
Martedì 26 febbraio
Stati Uniti
La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board dovrebbe aumentare a febbraio a 61 da 58,6 di gennaio. Sulla fiducia pesano fattori contrastanti: l’aumento delle imposte attuato a inizio 2013 e il recente rialzo del prezzo della benzina sono chiari freni; d’altra parte, il trend positivo delle borse, il rialzo continuo dei prezzi delle case e alcuni segnali di miglioramento del mercato del lavoro sono invece elementi favorevoli. Dopo il calo di gennaio, quando prevalevano gli effetti negativi del rialzo delle imposte di inizio anno, prevediamo un modesto rimbalzo dell’indice di fiducia che rimane comunque su livelli bassi rispetto alla media storica (90,50). Le vendite di case nuove a gennaio sono previste in aumento a 380 mila da 369 mila di dicembre. La fiducia dei costruttori ha continuato a salire negli ultimi mesi del 2012 e dà
indicazioni per vendite di case ancora sul trend medio della seconda metà del 2012.
Bernanke tiene l’audizione semestrale sulla politica monetaria di fronte alla Commissione Bancaria del Senato e presenta il Monetary Policy Report.
Mercoledì 27 febbraio
Area euro
Germania. I prezzi all’import potrebbero salire di 1,1% m/m e la dinamica annua è vista stabile a 0,3% a/a a gennaio. Sebbene il tasso di cambio effettivo si sia apprezzato negli ultimi sei mesi, risulta più debole rispetto ad un anno fa.
La dinamica di M3 è attesa in calo di due decimi al 3,1% a/a gennaio. La dinamica di M1 potrebbe frenare ulteriormente dal momento che l’uscita dai depositi overnight verso depositi con scadenza di uno/due anni potrebbe proseguire, data la minore preferenza da parte di investitori istituzionali per la liquidità in un contesto di ridotta volatilità. Ci aspettiamo quindi un ulteriore incremento dell’aggregato M2, mentre l’uscita dall’aggregato M3 è attesa proseguire.
Tra le controparti di M3, la crescita annua dei prestiti potrebbe rimanere circa stabile dal momento che effetti statistici nel confronto con lo scorso anno peseranno sulla dinamica del credito alle imprese, mentre potrebbero favorire quella dei prestiti alle famiglie.
L’indice di fiducia elaborato dalla Commissione UE è visto in ripresa a febbraio, a 89,6 da un precedente 89,2. Le indagini nazionali hanno segnalato un recupero di fiducia nel manifatturiero in Francia e Germania che potrebbe essere coerente con un indice di fiducia nell’industria a -13 da -13,9 precedente; anche il morale dei consumatori secondo la stima preliminare è salito a -23,6 da -23,9. Viceversa, potrebbe tornare a calare la fiducia nei servizi, maggiormente legata all’andamento depresso della domanda interna (a -10 da un precedente -8,8).
Germania. L’indice di fiducia delle famiglie è atteso in recupero a 6,1 da un precedente 5,8. Il rientro dell’incertezza sulla crisi del debito area euro e la discreta tenuta del mercato del lavoro dovrebbero favorire un recupero di morale presso le famiglie.
Francia. La fiducia dei consumatori è attesa circa stabile a febbraio a 86,2 dopo il recupero a 86 del mese precedente. L’indice rimane su livelli depressi e significativamente inferiori alla media storica dato il clima generale incerto ed il peggioramento del mercato del lavoro.
Italia. L’indice di fiducia presso le imprese manifatturiere elaborato dall’ISTAT potrebbe recuperare a 88,4, livello di novembre scorso, dopo il calo di sette decimi registrato a gennaio. L’indice rimane su un livello inferiore alla media di lungo periodo e dato l’andamento altalenante dell’indicatore tra settembre e gennaio si può al più parlare di una stabilizzazione ciclica su livelli depressi, ma per il momento non si intravede una svolta per l’industria italiana.
Stati Uniti
Bernanke tiene l’audizione semestrale sulla politica monetaria di fronte alla Commissione Servizi Finanziari della Camera e presenta il Monetary Policy Report.
Giovedì 28 febbraio
Area euro
La seconda stima dovrebbe confermare l’inflazione area euro in calo al 2% a gennaio, da un precedente 2,2%. Sul mese, i prezzi al consumo dovrebbero essere calati dell’1% m/m, in larga misura per effetto di una stagionalità negativa. L’inflazione core è vista in calo all’1,4% da un precedente 1,5%.
Francia. La spesa per consumi è attesa in calo di 0,4% m/m a gennaio dopo la stagnazione del mese di dicembre. I dati sulle immatricolazioni suggeriscono una frenata delle vendite di auto. E’ possibile, inoltre, che la spesa per beni durevoli ritracci almeno parte del forte incremento del mese precedente. Dovrebbe recuperare, invece, la spesa per abbigliamento. Il dato se confermato lascerebbe la dinamica trimestrale in rotta per un calo di -0,5% t/t a marzo dopo il -0,2% t/t di dicembre e suggerisce che i consumi delle famiglie, che hanno tenuto a fine 2012, potrebbero frenare a inizio anno.
Germania. Non escludiamo che a febbraio si possa vedere un aumento dei senza lavoro di 5 mila unità, dopo due mesi in calo. Tuttavia, l’aumento mensile non sarebbe sufficiente a spingere verso l’alto il tasso di disoccupazione che vediamo stabile al 6,8%. Le indicazioni dalle indagini IFO e Commissione UE indicavano una stabilizzazione delle condizioni sul mercato del lavoro tedesco, non escludiamo tuttavia un temporaneo aumento della disoccupazione fino al 7,1 -7,3% per effetto del passato rallentamento del ciclo.
Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare un aumento di 0,6% m/m dei prezzi al consumo a febbraio dopo il calo di -0,5% m/m del mese precedente, in larga misura per fattori stagionali; il contributo dell’energia dovrebbe essere stato circa neutrale questo mese. L’inflazione è attesa in calo di due decimi all’1,5% sulla misura nazionale e all’1,6% sulla misura armonizzata.
Germania. Le vendite al dettaglio relative al mese di gennaio potrebbero segnare un modesto recupero (+0,5% m/m dopo il calo dell’1,6% m/m del mese di dicembre). Le prospettive per i consumi tedeschi rimangono decisamente meglio orientate che nel resto della zona euro, data la crescita sostenuta del reddito reale disponibile e indicazioni moderatamente positive sul ciclo.
Spagna. La stima dettagliata sul PIL nel 4° trimestre del 2012 dovrebbe confermare una contrazione di 0,7% t/t e 1,8% a/a. Ci aspettiamo un contributo fortemente negativo della domanda interna (-1,3% t/t) ed in particolare della spesa per consumi che prevediamo in calo di 1,3% t/t da un precedente -0,5% t/t. Le esportazioni nette dovrebbero aver offerto un contributo positivo di 0,5% t/t ma spiegato da un calo dell’import più marcato del rallentamento dell’export. Ci aspettiamo che la recessione spagnola continui almeno allo stesso ritmo a inizio 2013.
Spagna. La stima preliminare dovrebbe mostrare l’inflazione stabile al 2,8% sulla misura armonizzata ed in aumento di un decimo, al 2,6% a/a, sulla misura nazionale. L’inflazione spagnola è attesa calare gradualmente verso il 2% per inizio estate, al venir meno delle pressioni dalla componente energia. Da agosto in poi l’inflazione è vista sotto il 2% dal momento che verrà meno dal confronto annuale il rialzo dell’IVA.
Stati Uniti
Gli ordini di beni durevoli a gennaio sono previsti in calo di -3,5% m/m, dopo l’aumento di 4,3% m/m di dicembre (rivisto da +4,6% m/m). A dicembre il forte rialzo era determinato in gran parte dall’aeronautica civile e dalla difesa: queste due voci (soprattutto la prima) dovrebbero determinare il calo di gennaio. Gli ordini di beni capitali al netto di difesa e aerei dovrebbero essere in aumento di circa 1% m/m alla luce del dato positivo della componente ordini dell’ISM di gennaio (in rialzo a 53,3 da 49,7 di dicembre). I dati dovrebbero puntare a espansione dell’attività nel settore manifatturiero nel 1° trimestre.
La seconda stima del PIL del 4° trimestre dovrebbe mostrare una revisione verso l’alto a +0,4% t/t ann. da -0,1% t/t ann. della stima advance. Sulla seconda stima ci saranno fattori di segno opposto. Canale estero, investimenti fissi delle imprese, investimenti residenziali e, in misura molto contenuta, consumi dovrebbero essere rivisti verso l’alto, ma il contributo positivo delle scorte per circa 1,3pp dovrebbe essere ampiamente ridimensionato.
Il Chicago PMI a febbraio dovrebbe correggere a 54,5 da 55,6 di gennaio. A gennaio l’indice aveva registrato un incremento di 5,6 punti, con un balzo della produzione sopra 60 e di ordini e occupazione sopra 58. A febbraio, le componenti produzione e ordini dovrebbero normalizzarsi, correggendo verso 55. La componente prezzi pagati dovrebbe rimanere sopra 60. Le indicazioni dell’indagine dovrebbero continuare a puntare a solida espansione, in particolare nel settore auto.
Venerdì 1 marzo
Area euro
La seconda lettura dell’indice PMI manifatturiero di febbraio dovrebbe confermare la lettura preliminare di un indice poco variato a 47,8 (da 47,9 di gennaio). L’indagine nel manifatturiero era risultata decisamente più incoraggiante che nei servizi, dove il morale è calato a sorpresa nel mese. Dovrebbe essere confermata la ripresa dei nuovi ordini (a un massimo da due anni), trainati in particolare dalle commesse dall’estero. La prima lettura del PMI italiano potrebbe mostrare un calo a 47,5 da 47,8 del mese precedente.
La stima preliminare per febbraio dovrebbe mostrare l’inflazione area euro in calo all’1,9% da un precedente 2%. L’inflazione area euro è attesa calare all’1,7% per marzo per poi salire verso il 2% a luglio e tornare al di sotto di tale soglia per fine estate.
Il tasso di disoccupazione dovrebbe restare all’11,7% per il quarto mese consecutivo a gennaio. Il tasso dei senza-lavoro potrebbe essere calato in Germania ma aumentato nella maggior parte degli altri Paesi, periferici in primis. Il trend per il tasso di disoccupazione resterà al rialzo almeno per i prossimi sei mesi.
Italia. I prezzi al consumo sono attesi salire di un decimo a febbraio (la metà che nei due mesi precedenti). Sulla base dell’indice armonizzato UE i prezzi dovrebbero essere viceversa calati di un decimo (dopo il crollo del 2% m/m di gennaio). L’inflazione rallenterà di tre decimi (dal 2,2% all’1,9% sul NIC e dal 2,4% al 2,1% sull’armonizzato). Il CPI sembra avere ancora margini di discesa nei prossimi mesi.
Italia. La disoccupazione è vista tornare a salire per la prima volta dopo tre mesi di stazionarietà a gennaio. Stimiamo una salita di un decimo, all’11,3%. Gli indicatori relativi alla cassa integrazione e alle richieste di sussidi di disoccupazione, oltre che il crollo delle intenzioni di assunzione delle imprese industriali, segnalano una rinnovata debolezza per il mercato del lavoro nei primi mesi del 2013. L’indagine trimestrale sulle forze di lavoro dovrebbe mostrare un tasso dei senza-lavoro all’11,2% nel 4° trimestre dell’anno (dal 10,6% del trimestre precedente), per una media 2012 pari al 10,6% (dall’8,4% del 2011).
Italia. I dati annuali di contabilità nazionale e finanza pubblica dovrebbero mostrare un PIL reale in calo di -2,2% e nominale di -1,2% nel 2012. I dati grezzi non dovrebbero mostrare grosse differenze rispetto a quelli corretti per i giorni lavorativi visto che il 2012 ne ha avuto solo uno in più rispetto al 2011. Il disavanzo delle Amministrazioni pubbliche dovrebbe attestarsi al 2,9% del PIL (con qualche rischio di sforamento di un decimo).
Stati Uniti
La spesa personale a gennaio è prevista in aumento di +0,2% m/m sulla base delle indicazioni deboli delle vendite al dettaglio. Il reddito personale dovrebbe segnare un’ampia contrazione, -2,4% m/m, dopo +2,6% m/m di dicembre. Sia dicembre sia gennaio sono influenzati da fattori speciali. A dicembre 2012 il reddito è stato gonfiato dall’anticipo di pagamenti di dividendi mirati a evitare la tassazione più elevata attesa da gennaio 2013. Su gennaio peseranno in termini negativi il rialzo della payroll tax da 4,2% a 6,2%; il rialzo dell’aliquota sui redditi elevati dovrebbe influenzare negativamente solo il reddito disponibile atteso in calo
più marcato rispetto al reddito. A gennaio il tasso di risparmio dovrebbe correggere dal 6,5%
di dicembre, spinto dal pagamento straordinario dei dividendi.
La spesa in costruzioni a gennaio è prevista in aumento di 0,1% m/m, dopo il balzo di +0,9% m/m di dicembre. La componente non residenziale e quella pubblica dovrebbero correggere a gennaio.
L’ISM del settore manifatturiero a febbraio dovrebbe correggere modestamente a 52,5, da 53,1 di gennaio. I primi indicatori di febbraio sono solidi (Empire, Philly Fed), ma il rialzo delle indagini regionali è più che altro una chiusura del differenziale che si era aperto con l’indagine nazionale da diversi mesi. L’ISM dovrebbe segnalare, come le altre indagini, accelerazione della crescita già a inizio 2013.
La lettura definitiva della fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan dovrebbe salire a 77 da 76,3 della stima preliminare, con una riduzione dell’impatto negativo dei rialzi di imposta di inizio anno.
Le vendite di autoveicoli a febbraio dovrebbero salire a 15,3 mln, da 15,2 mln di gennaio, riprendendo il trend verso l’alto del 2012, interrotto dalla volatilità legata all’uragano Sandy. Il dato di febbraio potrebbe essere in parte frenato dal blocco dell’attività sulla costa est, dovuto alle tempeste di neve.
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