Nell’area euro l’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione UE e l’indagine sulle imprese manifatturiere italiane completeranno la tornata di indagini congiunturali di maggio,evidenziando un modesto recupero nel mese………
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I dati sui prezzi dovrebbero mostrare un’inflazione in media poco variata a maggio: ci aspettiamo, sulla misura armonizzata, un lieve aumento in Germania e nell’intera Eurozona, una stabilità in Spagna e un lieve calo in Italia. Infine, la disoccupazione è vista invariata in Germania e ancora in aumento sia in Italia che nell’intera area dell’euro.
I dati in uscita negli Stati Uniti dovrebbero dare indicazioni coerenti con la previsione di riaccelerazione della crescita dopo alcuni mesi di informazioni deboli. I dati di maggio dovrebbero mostrare un ritorno del Chicago PMI sopra 50 e confermare un trend verso l’alto della fiducia dei consumatori, dopo l’interruzione di inizio 2013 legato alla politica fiscale restrittiva. La spesa personale e il reddito personale dovrebbero essere modestamente positivi ad aprile. La seconda stima del PIL del1° trimestre dovrebbe essere invariata a 2,5% t/t ann., con indicazioni positive sui consumi.
Martedì 28 maggio
Area euro
Francia. L’indice di fiducia dei consumatori elaborato dall’INSEE è visto in aumento a 85 dopo il livello di 84 toccato ad aprile. Si tratta di livelli ancora depressi e lontani dalla media di lungo periodo (101). A giustificare il lieve recupero di fiducia potrebbe essere il minor pessimismo sulle prospettive dell’economia, oltre al calo dell’inflazione che porta qualche sollievo al reddito disponibile delle famiglie.
Stati Uniti
La fiducia dei consumatori rilevata a maggio dal Conference Board è prevista in aumento a 73 da 68,1 di aprile. La rilevazione preliminare dell’Univ. of Michigan di maggio è stata in rialzo di 7,3 punti; l’indice di fiducia settimanale Bloomberg Comfort a maggio è su livelli più elevati rispetto ad aprile, con ampi aumenti della componente aspettative. Nell’indagine del Conference Board sarà importante vedere l’andamento delle variabili relative al mercato del lavoro, citate da Williams (San Francisco Fed) come uno degli elementi da seguire per la valutazione del miglioramento dello scenario, in particolare sul fronte delle nuove assunzioni. Ad aprile, l’indicatore “jobs plentiful- jobs hard to get” era tornato a scendere, con un calo a -27,3 da -25,9 di marzo, pur restando su livelli più elevati rispetto a quelli di settembre-ottobre (-30,5). Il miglioramento del mercato del lavoro, l’aumento della ricchezza finanziaria e dei prezzi delle case, la maggior disponibilità di credito, il calo del prezzo della benzina e il minore impatto della restrizione fiscale dovrebbero insieme contribuire a sostenere un trend verso l’alto della fiducia dei consumatori.
Mercoledì 29 maggio
Area euro
Germania. Il tasso di disoccupazione a maggio è atteso invariato (per il settimo mese consecutivo) al 6,9%. Il numero dei disoccupati potrebbe essere aumentato di 3 mila unità, circa in linea con il mese precedente. Le indagini di clima non segnalano per il momento una svolta per la dinamica occupazionale. Non è escluso che per inizio estate la disoccupazione tedesca possa superare il 7%, dal momento che la ripresa sembra essere stata più debole del previsto nella prima parte dell’anno.
La dinamica di M3 potrebbe aumentare a 2,8% ad aprile da un precedente 2,6%. L’aggregato M3-M2, dopo la contrazione del mese scorso, potrebbe tornare ad ampliarsi. La media mobile è attesa in calo al 2,8% da un precedente 3,1%. Ci aspettiamo che la dinamica dei crediti al settore privato resti in territorio molto negativo per quanto riguarda le imprese (-2,4% a marzo) e poco più che stagnante per ciò che concerne le famiglie.
Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere potrebbe aumentare a maggio, stimiamo a 88,4 da 87,6 di aprile, tornando all’incirca sui livelli del primo trimestre (comunque molto al di sotto della media storica di 99,9). La fiducia dovrebbe essere in via di stabilizzazione e non mostra un chiaro trend: se il punto di minimo (toccato quasi un anno fa) sembra alle spalle, tuttavia non è in vista nemmeno una significativa ripresa.
Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare prezzi al consumo circa stabili a maggio dopo il calo di -0,5% m/m registrato ad aprile. Ad una stagionalità favorevole si aggiunge un contributo negativo dai prezzi dei carburanti. L’inflazione annua è attesa in calo all’1,1% da un precedente 1,2% sulla misura nazionale e in aumento all’1,2% dall’1,1% sulla misura armonizzata. L’inflazione tedesca potrebbe rimbalzare di qualche decimo nei prossimi 2-3 mesi, ma il trend per la restante parte dell’anno dovrebbe tornare al ribasso.
Giovedì 30 maggio
Area euro
Spagna. La stima preliminare dovrebbe mostrare un’inflazione stabile all’1,4% sulla misura nazionale e all’1,5% in base all’indice armonizzato. Il dato è coerente con un calo dei prezzi di un decimo sull’indice nazionale e di tre decimi sull’armonizzato. Il lieve aumento dei prezzi core dovrebbe essere compensato da un contributo negativo dai carburanti. Il trend per l’inflazione spagnola nei prossimi mesi è al ribasso.
Spagna. La lettura finale del PIL nel 1° trimestre dovrebbe confermare la contrazione del PIL di -0,5% t/t dopo il -0,8% t/t di fine 2012, per un calo su base annua di -2% da un precedente -1,9%. Il dettaglio dovrebbe mostrare un’altra forte caduta della domanda interna (anche se meno accentuata che nel trimestre precedente, -0,8% da -2% t/t), solo attenuata da un contributo positivo (dell’ordine di tre decimi) delle esportazioni nette. Ci aspettiamo una contrazione del PIL all’incirca della stessa entità nel trimestre in corso.
L’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione UE è atteso in lieve aumento a maggio a 89 da 88,6. La fiducia dovrebbe essere migliorata nel manifatturiero a -12,8 da un precedente -13,8, e in minor misura nei servizi a -10,6 da un precedente -11,1. La fiducia delle famiglie dovrebbe essere confermata in aumento a -21,9 da un precedente -22,3. Il livello dell’indice non è ancora coerente con una ripresa del PIL area euro dopo il -1% a/a del primo trimestre.
Stati Uniti
La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe essere invariata a 2,5% t/t ann. Sulla variazione complessiva dovrebbero pesare fattori contrastanti: revisione verso l’alto dei consumi privati e delle esportazioni nette (per via di minori importazioni), a fronte di una revisione verso il basso dell’accumulo di scorte e delle costruzioni non residenziali, sia private che pubbliche.
Venerdì 31 maggio
Area euro
Germania. Le vendite al dettaglio sono viste rimbalzare di 0,2% m/m ad aprile, dopo due mesi di calo. In ogni caso il trimestre primaverile dovrebbe vedere una correzione per la spesa delle famiglie dopo il robusto incremento del trimestre precedente (i consumi sono stati l’unica
componente di crescita a sostenere il PIL nei mesi invernali, grazie al rimbalzo d’inizio anno).
Francia. La spesa per consumi potrebbe correggere di due decimi ad aprile dopo il balzo di 1,3% m/m registrato a marzo, probabilmente viziato da problemi di destagionalizzazione. L’unico comparto che dovrebbe aver registrato un aumento delle vendite sarà quello automobilistico. La variazione annua rallenterebbe così a 0,5% da un precedente 1,2%, lasciando comunque la spesa per consumi in rotta per una ripresa nel secondo trimestre (+0,6% t/t dopo il -0,4% t/t del primo trimestre).
Italia. La disoccupazione potrebbe tornare ad aumentare ad aprile, all’11,6% dopo l’11,5% registrato a febbraio e marzo. Le valutazioni delle imprese sull’occupazione non anticipano un miglioramento del mercato del lavoro. Il trend di aumento del tasso dei senza-lavoro dovrebbe durare sino ai primi mesi del 2014. Il dato sul primo trimestre dovrebbe mostrare una disoccupazione all’11,5% dall’11,2% di fine 2012, sulla scia di una accelerazione al ribasso per l’occupazione e di un aumento del tasso di attività.
La stima preliminare dovrebbe mostrare l’inflazione area euro in lieve aumento all’1,3% a maggio dall’1,2% di aprile. Il dato è coerente con prezzi stabili nel mese, grazie alla moderazione della componente energia. Il CPI core è atteso stabile all’1%. Il trend di medio termine per l’inflazione resta al ribasso: il CPI a fine anno potrebbe attestarsi attorno all’1%.
Il tasso di disoccupazione dell’area euro è atteso salire di un altro decimo ad aprile al 12,2% dal 12,1% di marzo. Il dato sarebbe il nuovo massimo storico. Grecia e Spagna si confermeranno i Paesi più colpiti con un tasso dei senza-lavoro attorno al 27% (e tassi di disoccupazione giovanile sopra il 50%). Riteniamo che il picco per il tasso di disoccupazione per l’area euro potrebbe essere raggiunto tra circa 6 mesi.
Italia. I prezzi al consumo sono attesi stabili a maggio, come il mese scorso secondo la rilevazione nazionale e dopo il +0,3% m/m precedente sull’indice armonizzato. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua dovrebbe rimanere stabile all’1,1% sull’indice nazionale e ridursi all’1,2% dall’1,3% di aprile sull’indice armonizzato. L’inflazione rimarrà agli attuali modesti livelli o anzi potrebbe calare ancora di qualche decimo (nell’ipotesi che si eviti il programmato aumento dell’IVA) da qui a fine estate.
Stati Uniti
La spesa personale ad aprile è prevista in aumento di 0,1% m/m. Le vendite al dettaglio sono state sorprendentemente sostenute ad aprile (+0,1% m/m), nonostante l’ampio calo della benzina, con aumenti diffusi a gran parte delle categorie di beni (auto, elettronica, articoli sportivi, beni miscellanei). Per i consumi totali, all’aumento dei beni (dovuto a incrementi della componente ex-benzina che più che compensa il calo dei carburanti in termini nominali), si dovrebbe aggiungere una dinamica positiva dei servizi, pur frenati dalle utility, in correzione dopo il forte aumento a marzo per il clima rigido. Il reddito personale di aprile dovrebbe registrare un incremento contenuto, +0,2% m/m. Il reddito da lavoro (previsione: +0,1% m/m) sarà il risultato di tendenze opposte (occupazione in rialzo, ore lavorate in calo) rilevate dall’employment report di aprile. Il reddito totale dovrebbe però vedere un contributo positivo degli altri redditi. Il reddito disponibile dovrebbe vedere una dinamica più contenuta di quella del reddito totale perché aprile è il mese di pagamento delle imposte sul reddito delle persone fisiche. Il tasso di risparmio dovrebbe essere invariato a 2,7%. Il deflatore dei consumi è previsto in calo di -0,2% m/m, con un ulteriore rallentamento della variazione tendenziale (a 0,8% a/a). La variazione dell’indice core (0,1% m/m) dovrebbe lasciare il tendenziale invariato a 1,1% m/m. Le previsioni sono per una svolta verso l’alto del trend dell’inflazione nella seconda metà dell’anno. Anche la Fed ha sottolineato che la recente disinflazione è il risultato di pressioni verso il basso transitorie dovute alla volatilità dei prezzi energetici.
Il Chicago PMI a maggio dovrebbe essere in ripresa a 50,5, da 49 di aprile. Le altre indagini di maggio (Empire e Philly Fed) sono scese, ma l’indagine di Chicago aveva segnato una correzione maggiore, in territorio restrittivo già ad aprile. Pertanto, riteniamo che il Chicago PMI possa riportarsi al di sopra della soglia di 50 già a maggio, segnalando che la correzione vista nel manifatturiero è un fenomeno transitorio. Inoltre, lo spaccato dell’indagine di aprile era meno negativo di quanto apparisse dal calo dell’indice composito a 49 da 52,4 di marzo. L’indicazione degli ordini restava positiva a 53,5 (da 53,2 di marzo), e la produzione era in aumento a 52 da 49,9 di marzo, mentre l’occupazione era circa stabile a 49 da 48,7 di marzo.
La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a maggio (finale) dovrebbe correggere modestamente a 83 da 83,7 della rilevazione preliminare. Nella rilevazione di metà maggio l’indice aveva segnato un incremento di 7,3 punti da 76,4 di aprile, toccando il massimo da luglio 2007. L’indagine aveva registrato aumenti ampi sia per la componente corrente (+7,6 punti, a 97,5, massimo da ottobre 2007) sia per quella aspettative (+7 punti a 74,8, massimo da novembre 2012). Diversi fattori positivi dovrebbero contribuire a spingere verso l’alto il trend della fiducia dei consumatori: il mercato del lavoro, l’aumento della ricchezza finanziaria e dei prezzi delle case, la maggior disponibilità di credito, il calo del prezzo della benzina e il minore impatto della restrizione fiscale.
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