15 AGENDA

Market movers 29-03 maggio 2013

Nell’area euro il focus sarà sulla riunione della BCE. L’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione UE è atteso ancora in lieve calo ad aprile a 89,5 da 90. In Italia, la fiducia delle imprese è vista a 88,6………


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L’inflazione, sulla misura armonizzata, è attesa stabile in Germania all’1,8% ma in calo al 2,4% in Spagna e all’1,5% in Italia. Le vendite al dettaglio sono viste recuperare il calo del mese precedente a marzo, sia in Germania che in Francia. La disoccupazione dovrebbe essere invariata in Germania, ma tornare ad aumentare sia in Italia che nell’intera Eurozona.

La settimana è densa di dati ed eventi molto importanti negli Stati Uniti. La riunione del FOMC dovrebbe essere interlocutoria, senza indicazioni di cambiamenti imminenti e in attesa di nuove informazioni dall’economia. In termini di dati di aprile, le indagini ISM dovrebbero confermare indicazioni di rallentamento del ritmo di crescita, l’employment report dovrebbe mostrare un’accelerazione della dinamica occupazionale e confermare il tasso di disoccupazione al 7,6%, la fiducia dei consumatori dovrebbe restare frenata dai rialzi di imposta. Per i dati di marzo, la spesa personale dovrebbe essere debole, ma i redditi in aumento sostenuto.

 

Lunedì 29 aprile
Area euro
– Area euro. L’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione UE è atteso ancora in lieve calo ad aprile a 89,5 da 90. La fiducia dovrebbe essere peggiorata nel manifatturiero a -11,8 da un precedente 12,5. Nei servizi, il morale dovrebbe essere circa stabile a -6,9 da un precedente -6,7. La fiducia delle famiglie dovrebbe essere confermata in aumento a -22,3 da un precedente -23,5 come da stime preliminari. In media l’indice di fiducia economica si è aggirato a 90,2 in recupero dall’85,7 di fine 2012 ma comunque ancora al di sotto della media di lungo termine. Nel 2° trimestre si dovrebbe vedere un recupero di domanda e ordini dall’estero più marcato.
– Germania. Le vendite al dettaglio sono viste in aumento di 0,4% m/m a marzo, dopo il -0,3% m/m di febbraio rivisto al ribasso da una stima preliminare di +0,4% m/m. Data la forte entrata nell’anno, le vendite al dettaglio sono attese chiudere il trimestre a +1,8% t/t.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare i prezzi al consumo stabili ad aprile, grazie ad una stagionalità favorevole. L’inflazione è attesa in aumento all’1,7% da un precedente 1,4% sulla misura nazionale e stabile all’1,8% sulla misura armonizzata. Nei prossimi mesi, l’inflazione tedesca dovrebbe rimanere circa sui livelli attuali per poi risalire al 2,0% nella parte finale dell’anno per effetto del rialzo dei prezzi delle materie prime incorporato nelle nostre stime.
– Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere potrebbe tornare a calare ad aprile, stimiamo a 88,6 da 88,9 di marzo. La flessione sarebbe in linea con quella registrata dalle indagini manifatturiere negli altri principali Paesi dell’area euro. La fiducia resta comunque in via di stabilizzazione e non mostra un chiaro trend: se il punto di minimo (toccato quasi un anno fa) sembra alle spalle, tuttavia non è in vista nemmeno una significativa ripresa.
– Spagna. La stima preliminare dovrebbe mostrare un aumento dell’inflazione al 2,4% da un precedente 2,3% sulla misura nazionale. Tuttavia, sulla misura armonizzata l’inflazione è attesa in calo di due decimi al 2,4%. Nei prossimi mesi l’inflazione spagnola dovrebbe moderare verso il 2% e calare al di sotto del 2% tra agosto e novembre, al venir meno del rialzo dell’IVA (di settembre scorso) dal confronto annuale.

Stati Uniti
La spesa personale a marzo dovrebbe essere in aumento di 0,1% m/m, dopo +0,7% m/m a febbraio. Alla luce dei dati deboli delle vendite al dettaglio e del calo del CPI a marzo, la spesa per beni, durevoli e non, dovrebbe essere in calo; tuttavia prevediamo un incremento solido della componente servizi che dovrebbe più che controbilanciare la correzione nel segmento dei beni. Il reddito personale a marzo dovrebbe aumentare di 0,4% m/m. Tra dicembre e marzo il reddito personale ha avuto ampie oscillazioni dovute a fattori temporanei (anticipo del pagamento dei dividendi a dicembre per evitare il rialzo delle imposte di inizio 2013, rialzo delle imposte sul reddito e della payroll tax). A marzo la dinamica del reddito dovrebbe normalizzarsi, ed essere sostenuta dalla variazione del monte salari. L’employment report di marzo ha registrato un significativo incremento delle ore lavorate: nonostante la crescita sotto il trend degli occupati, l’aumento della settimana lavorativa dovrebbe determinare una variazione del reddito salariale di 0,4% m/m. Il deflatore dei consumi dovrebbe essere in calo di -0,1% m/m, dopo +0,4% m/m di febbraio, portando la dinamica tendenziale in ulteriore calo a 1% a/a; il deflatore core dovrebbe essere invariato su base mensile e in calo a 1,1% a/a da 1,3% a/a di febbraio. Il trend verso il basso del deflatore sarà un elemento centrale nella determinazione della politica monetaria: in assenza di una stabilizzazione/svolta verso l’alto, il FOMC potrebbe decidere di mantenere la politica monetaria invariata anche oltre il 2°-3° trimestre 2013, pur in presenza di un miglioramento del ciclo e del mercato del lavoro. Il tasso di risparmio a marzo dovrebbe aumentare a 2,9% da 2,6% di febbraio.

 

Martedì 30 aprile
Area euro
– Il tasso di disoccupazione dell’area euro è atteso toccare un nuovo massimo storico ad aprile, al 12,1% dopo essere rimasto fermo al 12% a marzo. Grecia e Spagna si confermeranno i Paesi più colpiti con un tasso dei senza-lavoro sopra il 26% (e tassi di disoccupazione giovanile sopra il 50%). Riteniamo che il picco per il tasso di disoccupazione per l’area euro potrebbe essere raggiunto tra circa 6 mesi.
– Area euro. La stima preliminare dovrebbe mostrare l’inflazione area euro stabile ad aprile all’1,7%. L’inflazione area euro era al 2,2% a/a a fine 2012. Il dato è spiegato dalla moderazione della componente energia e da un effetto base favorevole. In media 2013, l’inflazione area euro è vista all’1,7% dal 2,5% del 2012 e i rischi sono verso il basso. L’ampio slack nell’economia sta spingendo verso il basso i prezzi dei beni al netto dell’energia.
– Germania. Il tasso di disoccupazione è atteso invariato al 6,9% ad aprile. Le indagini di clima non segnalano per il momento una svolta per la dinamica occupazionale. Non è escluso che per inizio estate la disoccupazione tedesca possa salire al 7,2%, dal momento che la ripresa sembra essere stata più debole del previsto nella prima parte dell’anno.
– Italia. La disoccupazione potrebbe tornare ad aumentare a marzo, all’11,8% dopo il calo a sorpresa all’11,6% registrato a febbraio. Infatti, il rimbalzo degli occupati del mese precedente è da valutarsi come temporaneo visto che restano negative le valutazioni delle imprese sull’occupazione. Il trend di aumento del tasso dei senza-lavoro dovrebbe durare sino ai primi mesi del 2014.
– Italia. I prezzi al consumo sono attesi crescere di 0,2% m/m ad aprile (come a marzo), e di 0,6% m/m sull’armonizzato. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua potrebbe calare ancora, di tre decimi (all’1,3% sul NIC e all’1,5% sull’armonizzato). Il dato potrebbe rappresentare un punto di minimo per l’inflazione, che vediamo circa stabile nei restanti mesi primaverili e in aumento da luglio.
– Francia. La spesa per consumi potrebbe mostrare un recupero di 0,4% m/m a marzo dopo il calo registrato nei due mesi precedenti (-0,9% a gennaio e -0,2% a febbraio). La variazione annua tornerebbe in positivo a +0,3% da -2,9% precedente. Il dato si tradurrebbe comunque in un calo di -0,7% t/t (dopo il -0,1% t/t precedente), segnalando rischi verso il basso per il dato su consumi e PIL di contabilità nazionale nel 1° trimestre.
– Spagna. La stima preliminare del PIL nel 1° trimestre dovrebbe mostrare una contrazione del PIL di 0,6% t/t dopo il -0,8% t/t di fine 2012. Su base annua il PIL è visto in calo di 2,1% a/a da un precedente 1,9%. La Banca di Spagna stima un calo di solo -0,5% t/t su base trimestrale. L’unico supporto alla crescita dovrebbe essere venuto dalle esportazioni nette (-0,7% t/t) mentre la domanda interna dovrebbe essere calata di 1,4% dal -1,9% del 4° trimestre 2012. La recessione in Spagna proseguirà almeno fino alla fine del 2013 inizio 2014.
I conti pubblici sono lontani dal 3% ed è assai probabile che siano in arrivo ulteriori misure di correzione della spesa. Su base annua il PIL spagnolo è visto in calo di 1,6% nel 2013 dal – 1,4% del 2012.

 

Stati Uniti
– Il Chicago PMI ad aprile è atteso in calo a 52 da 52,4 di marzo. Le indagini del settore manifatturiero sono state deboli a marzo e le prime indicazioni di aprile sono coerenti con ulteriore rallentamento dell’espansione. I dati restano deludenti per l’inizio del 2° trimestre, anche se il Beige Book è stato più ottimistico riportando espansione più sostenuta e indicazioni positive per il settore auto. Manteniamo la previsione che il rallentamento del ritmo di crescita del 2° trimestre sia un fenomeno transitorio, che sarà seguito da una riaccelerazione verso la fine del trimestre.
– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board ad aprile è prevista in modesto aumento a 61 da 59,7 di marzo. L’indice dell’Univ. of Michigan ha subito una nuova correzione con il dato preliminare di aprile, scendendo a 72,3 da 78,6; invece, l’indice settimanale Bloomberg Consumer Comfort nella settimana del 14 aprile ha segnato un balzo a -29,2 da -34 di inizio mese. Il calo del prezzo della benzina e l’accordo sulla rimodulazione dei tagli automatici della spesa pubblica per evitare gli effetti più drammatici sulla spesa federale dovrebbero contribuire a risollevare modestamente la fiducia del Conference Board.

 

Mercoledì 1 maggio
Stati Uniti
– La spesa in costruzioni a marzo dovrebbe aumentare di 0,2% m/m dopo +1,2% m/m di febbraio. La spesa dovrebbe essere ancora sostenuta dal comparto residenziale, sempre positivo, e da una ripresa nel segmento non residenziale che a febbraio aveva subito un’ampia correzione. La spesa pubblica dovrebbe essere in calo su base mensile.
– L’ISM del settore manifatturiero è previsto a 50,5 da 51,3 di marzo. Le prime indagini di aprile (Philly Fed ed Empire) hanno dato indicazioni omogenee di marginale flessione rispetto a marzo e questo dovrebbe essere il risultato dell’ISM, benché le indicazioni del Beige Book siano state relativamente più positive rispetto alle indagini. Gli ordini, al di là della volatilità legata al settore dell’aeronautica civile, sono su un trend positivo ma moderato.
– La riunione del FOMC si dovrebbe concludere con un comunicato poco variato rispetto a marzo. Il Comitato potrebbe rilevare il rallentamento dei dati pubblicati recentemente, sottolineando però la possibile natura transitoria delle sorprese negative. Alla luce del dibattito sul ritmo mensile degli acquisti di titoli, alla riunione di maggio, senza conferenza stampa, è probabile che il Comitato mantenga un atteggiamento attendista, senza modificare le indicazioni contenute nel comunicato e aspettando di raccogliere i dati di aprile e maggio per segnalare eventuali svolte alla riunione di giugno. Il comunicato riporterà l’attenzione sui rischi di eccessiva disinflazione, visto il trend in calo delle variazioni dei prezzi visto negli ultimi mesi.
– Le vendite di autoveicoli ad aprile dovrebbero essere stabili a 15,2 mln di unità ann., confermando i livelli di vendita visti tra dicembre e marzo.

 

Giovedì 2 maggio
Area euro
– La lettura finale del PMI manifatturiero dell’area euro è attesa confermare il 46,5 della stima flash (in calo dal 46,8 di marzo). Dovrebbe confermarsi la flessione registrata dall’indice tedesco e viceversa il lieve recupero messo a segno dal PMI francese. Probabile anche un calo dei PMI italiano e spagnolo.

 

Stati Uniti
– Il deficit della bilancia commerciale a marzo dovrebbe chiudersi a 41,8 mld di dollari da 43 mld di marzo. La chiusura del deficit dovrebbe essere determinata essenzialmente dalla riduzione del prezzo del petrolio. In termini nominali le importazioni dovrebbero calare di -0,3% m/m (su un calo ampio dei prezzi petroliferi e più contenuto dei volumi), a fronte di un aumento atteso di 0,5% m/m delle esportazioni.

 

Venerdì 3 maggio
Stati Uniti
– Gli occupati non agricoli ad aprile dovrebbero aumentare di 150 mila, dopo il debole incremento di +88 mila di marzo. La variazione dovrebbe restare al di sotto della media degli ultimi 6 mesi (181 mila), ma riaccelerare modestamente. Fra marzo e aprile l’occupazione dovrebbe risentire degli effetti del taglio automatico della spesa pubblica per il Budget Control Act, che ha indotto soprattutto il Ministero della Difesa a mettere in congedo temporaneo una parte di propri dipendenti e a congelare contratti con fornitori privati, generando anche ricadute sull’occupazione privata. Inoltre, il clima particolarmente avverso fra fine marzo e metà aprile potrebbe avere effetti di freno delle assunzioni nelle costruzioni e in altri segmenti tipicamente spinti dal miglioramento del clima in primavera. L’occupazione rilevata con l’indagine presso le famiglie, tipicamente molto volatile, dovrebbe tornare a segnare una variazione positiva dopo -206 mila di marzo (media degli ultimi 6 mesi a160 mila vicina a quella dei nuovi occupati rilevati con l’indagine presso le imprese). Il tasso di disoccupazione dovrebbe essere stabile a 7,6%, con un aumento di 1 decimo del tasso di partecipazione a 63,4% dopo il crollo di 2 decimi a marzo a 63,3%, minimo da maggio 1979. I salari orari dovrebbero accelerare modestamente a +0,2% m/m, in linea con il trend, dopo una variazione mensile nulla a marzo.
– L’ISM del settore non manifatturiero ad aprile dovrebbe essere poco variato a 54,5 da 54,4 di marzo. Lo spaccato dell’indagine a marzo era stato positivo, anche se meno brillante che a febbraio, con l’indice di attività a 56,5, gli ordini a 54,8 e l’occupazione a 53,3. Il Beige Book segnala crescita in gran parte del settore dei servizi, con indicazione di accelerazione attesa in alcuni segmenti. Pertanto l’indagine di aprile dovrebbe confermare almeno i ritmi di crescita di
marzo, e restare vicina alla media degli ultimi 6 mesi (55,2).


 Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, i cui nomi e ruoli sono riportati nella prima pagina del documento dichiarano che:

Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;

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La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A. La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.


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