Nell’area euro il focus sarà sulla riunione della BCE, che peraltro potrebbe risultare alquanto interlocutoria…….
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La settimana è piuttosto povera di indicatori macro: i dati sull’industria in Germania (ordini e produzione) dovrebbero mostrare una modesta crescita e il dato sulla produzione industriale in Italia un rimbalzo a dicembre. Le vendite al dettaglio sono attese in deciso calo sempre nell’ultimo mese del 2012. Possibile una revisione verso l’alto dei PMI di gennaio. Infine, prezzi al consumo in Italia e prezzi alla produzione nell’area euro sono visti confermarsi su un trend di calo.
La settimana ha pochi dati in pubblicazione negli Stati Uniti. L’ISM del settore non manifatturiero dovrebbe correggere modestamente a gennaio, restando però su livelli elevati e coerenti con espansione solida nei servizi. Il deficit della bilancia commerciale a dicembre è previsto in calo dopo l’ampio aumento di novembre: l’export dovrebbe tornare a crescere dopo la frenata dovuta anche all’uragano Sandy. La produttività nel 4° trimestre è attesa in calo sulla scia dei dati deboli del PIL. Il CBO pubblica il Budget Outlook che fornirà la base per i negoziati sul budget in Congresso.
Lunedì 4 febbraio
Area euro
I prezzi alla produzione dovrebbero essere calati di tre decimi a dicembre, dopo il -0,2% m/m del mese precedente. In tutti i principali Paesi si è registrata una flessione dei prezzi nel mese. Il trend annuo resterebbe stabile al 2,1%. Le indagini segnalano un ulteriore rallentamento delle pressioni a monte della catena produttiva nei prossimi mesi.
Martedì 5 febbraio
Area euro
La seconda lettura degli indici PMI dei servizi e composito potrebbe vedere una revisione verso l’alto, accentuando il recupero di gennaio. I PMI servizi e composito dovrebbero essere riletti al rialzo rispettivamente di un decimo e di due decimi a 48,4. I PMI mantengono livelli recessivi ma segnalano un attenuarsi della recessione a inizio 2013.
Le vendite al dettaglio potrebbero calare di -0,8% m/m a dicembre, dopo essere salite di un decimo il mese precedente. Il dato è stato affossato dal -1,7% m/m della Germania e dal -2,2% m/m della Spagna. Le vendite chiuderebbero il trimestre in calo di quasi un punto e mezzo percentuale dopo la stabilità dei tre mesi precedenti. Le indagini di fiducia delle famiglie ancora non segnalano alcuna ripresa per i consumi.
Italia. I prezzi al consumo potrebbero essere saliti di un decimo a gennaio (la metà rispetto al mese precedente). Sulla misura armonizzata UE, i prezzi sono attesi in calo di 1,8% m/m per effetti stagionali di cui l’indice nazionale non tiene conto. Sull’anno l’inflazione calerebbe al 2,1% dal 2,3% sul NIC e rimarrebbe al 2,6% in base all’armonizzato. Sulla dinamica mensile dovrebbe aver pesato l’incremento dei carburanti e di alcune tariffe (gas, pedaggi autostradali) nonostante una stagionalità favorevole. Riteniamo che l’inflazione abbia ancora spazi di calo nei prossimi mesi.
Stati Uniti
L’ISM del settore non manifatturiero a gennaio dovrebbe correggere modestamente a 55,2 da 55,7 di dicembre (massimo da febbraio 2012). L’indagine era generalmente molto positiva a novembre e dicembre, con l’indice di attività sopra 60 e quello degli ordini sopra 58 per 2 mesi consecutivi. La correzione attesa per le varie componenti dell’indagine dovrebbe essere moderata e mantenere indicazioni di espansione robusta nel settore dei servizi. Il CBO pubblica il Budget and Economic Outlook per il periodo 2013-23 aggiornato con le decisioni adottate a inizio anno per evitare il fiscal cliff. L’Outlook servirà come base per i
negoziati in Congresso sui tagli automatici di spesa e sul budget 2013.
Mercoledì 6 febbraio
Area euro
Germania. Gli ordini all’industria potrebbero rimbalzare (dello 0,5% m/m) a dicembre dopo il -1,8% m/m del mese precedente. Il trend annuo resterebbe in negativo (-1,2%), ma risulterebbe comunque in ripresa dai minimi toccati a giugno (a -7,6%). Dovrebbero confermarsi in calo soprattutto gli ordini dall’estero, in particolare dagli altri Paesi dell’Eurozona.
Giovedì 7 febbraio
Area euro
In calendario la riunione della BCE. Continuiamo a ritenere che, nonostante i risultati non proprio confortanti dell’ultima indagine sul credito bancario, la BCE non fornirà stimolo monetario aggiuntivo volto a ripristinare il meccanismo di trasmissione della politica monetaria nei paesi della periferia e vorrà ribadire che è questione di tempo perché il miglioramento di clima si trasmetta all’economia reale e all’erogazione di credito.
Germania. La produzione industriale è attesa accelerare a 0,8% m/m a dicembre dopo la crescita modesta (di appena due decimi) a novembre e il calo dei tre mesi precedenti. La variazione annua rimarrebbe comunque in negativo, a -0,4% da un precedente -2,9%. Nonostante l’eventuale rimbalzo di dicembre l’output chiuderebbe il trimestre in forte calo (stimiamo di -2,6% t/t); ci aspettiamo però una ripresa a inizio 2013.
Stati Uniti
La produttività nel 4° trimestre 2012 dovrebbe essere in calo di -0,9% t/t, dopo il balzo del 3° trimestre. Il dato del trimestre estivo dovrebbe essere rivisto ulteriormente verso l’alto alla luce della revisione positiva del PIL. Per il 4° trimestre il calo dell’output dovrebbe sommarsi a una dinamica positiva delle ore lavorate circa in linea con quanto visto nel trimestre precedente. Il costo unitario del lavoro dovrebbe accelerare in misura significativa, spinto anche da anticipo nel pagamento di redditi dovuto all’obiettivo di evitare il rialzo atteso delle imposte a inizio 2013.
Venerdì 8 febbraio
Area euro
Italia. La produzione industriale è attesa rimbalzare solo parzialmente (stimiamo di 0,3% m/m) a dicembre dopo il calo (in media superiore al punto percentuale) registrato in ognuno dei tre mesi precedenti. La variazione annua resterebbe in territorio assai negativo, a -10,5% in termini grezzi e a -5% su base corretta per i giorni lavorativi. Il dato sarebbe coerente con una contrazione di poco superiore al 2% t/t per la produzione industriale nell’ultimo trimestre del 2012, il che segnalerebbe una decisa flessione nello stesso periodo anche per il PIL.
Stati Uniti
Il deficit della bilancia commerciale a dicembre dovrebbe chiudersi a -47,5 mld di dollari da -48,7 mld di novembre. A novembre il deficit si era allargato di 6,7 mld di dollari, per via di un calo delle esportazioni e di un drammatico aumento delle importazioni. A dicembre non dovrebbero esserci effetti prezzo, e la chiusura prevista per il deficit dovrebbe essere generata dai volumi. Per le esportazioni, si dovrebbe registrare una crescita sostenuta dell’export, vicina a +1% m/m, dopo il calo di novembre (-3,5% m/m) in parte influenzato dagli effetti dell’uragano Sandy. La dinamica delle importazioni dovrebbe restare positiva, ma rallentare
rispetto al balzo di novembre (+3,8% m/m).
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