15 AGENDA

Market movers 4 – 8 marzo 2013

Nell’area euro, l’attenzione sarà sulla riunione della BCE. I pochi dati congiunturali in calendario  mostreranno una modesta crescita per ordini e produzione industriale in Germania e una  conferma del brusco calo del PIL nel 4° trimestre e dei PMI nel mese di febbraio per l’intera  Eurozona. Ci aspettiamo un calo anche per vendite al dettaglio e PPI annuo………


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La settimana ha diversi appuntamenti di rilievo negli  Stati Uniti. Il focus sarà sull’employment  report di febbraio, che dovrebbe mostrare un’accelerazione della dinamica occupazionale e un  possibile calo del tasso di disoccupazione (a meno di un ampio rialzo della partecipazione). L’ISM  del settore non manifatturiero a febbraio è previsto in modesta correzione rispetto a gennaio,  senza però modificare l’indicazione di espansione nei servizi. La bilancia commerciale di gennaio  dovrebbe registrare un nuovo ampliamento del  deficit, dopo una correzione molto ampia a  dicembre. Dal Beige Book si attendono conferme di espansione dell’attività e miglioramento del  mercato del lavoro.
Lunedì 4 marzo
Area euro

I prezzi alla produzione dovrebbero essere saliti di 0,7% m/m, dopo il -0,2% m/m di dicembre.  Il PPI annuo rallenterebbe comunque a 1,9% dal 2,2% precedente. In tutti i principali Paesi si  è registrato un deciso aumento dei prezzi nel mese. Peraltro, le indagini segnalano un ulteriore  rallentamento delle pressioni a monte della catena produttiva nei prossimi mesi.

Martedì 5 marzo
Area euro

Non è da escludere una lieve revisione al rialzo per PMI composito e dei servizi di febbraio, a  47,5 da 47,3 della stima flash (comunque in deciso calo da 48,6 di gennaio). I livelli dei PMI  restano coerenti con una contrazione del PIL a  inizio 2013, sebbene meno accentuata che a  fine 2012.

Le vendite al dettaglio sono attese rimbalzare dell’1% m/m a gennaio, dopo il -0,9% m/m di  dicembre. Il dato sarà trainato dal robusto +3,1% m/m visto in Germania. Su base annua la  flessione si attenuerebbe a -2% da -3,6% precedente. Peraltro, le indagini di fiducia ancora  non segnalano un’inversione di tendenza per la spesa delle famiglie.

Stati Uniti

L’ISM del settore non manifatturiero a febbraio dovrebbe scendere a 54,5 da 55,2 di gennaio.  L’indagine a gennaio aveva mostrato un indebolimento delle componenti attività e ordini, se  pure sempre su livelli molto elevati (56,4 e 54,4, rispettivamente a gennaio). La correzione  potrebbe essere legata all’entrata in vigore degli aumenti di imposte a inizio anno e potrebbe  proseguire anche a febbraio. I dati di febbraio dovrebbero comunque confermare un ritmo di  espansione positivo nel settore servizi.   

Mercoledì 6 marzo
Area euro

Il PIL  dovrebbe esser confermato in deciso calo a -0,6% t/t nel 4° trimestre 2012, per una  contrazione annua a -0,9% a/a. Ancora una volta si dovrebbe vedere una contrazione  accentuata per la domanda interna (consumi -0,4% t/t, investimenti -1,2% t/t). Circa nullo il  contributo dell’export netto (dopo due anni e mezzo positivi). La flessione del PIL dovrebbe  limitarsi a uno-due decimi nel 1° trimestre del 2013.

Stati Uniti

La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli è attesa dal consenso a 162 mila da 192 mila del  mese precedente.  

La Fed pubblica il Beige Book in preparazione per la riunione del FOMC del 19-20 marzo. Il  rapporto dovrebbe riportare attività economica in miglioramento in gran parte dei settori e  delle aree. In particolare si dovrebbe evidenziare un aumento di attività nel settore  manifatturiero dopo la temporanea stagnazione del 4° trimestre. Il mercato del lavoro  dovrebbe essere definito ancora in graduale miglioramento. Il Beige Book non dovrebbe  modificare lo scenario di riaccelerazione della crescita incluso nelle proiezioni della Fed.

Giovedì 7 marzo
Area euro

È probabile che la  BCE tagli le stime di crescita e inflazione 2013, anche per l’effetto  dell’apprezzamento del cambio che è accelerato a gennaio. Un ritocco del refi rimane una  close call, ma in ogni caso non è imminente e difficilmente riguarderebbe anche il tasso sui  depositi. Un taglio del refi avrebbe un impatto limitato sull’economia reale ma abbatterebbe il  costo della liquidità presa a prestito in BCE ed indirettamente limiterebbe il rialzo dei tassi di  mercato monetario, nel caso in cui lo storno  di fondi dalle aste triennali dovesse lasciare  l’eccesso di riserve sotto la soglia di 200 miliardi di euro.

Germania. L’indice degli  ordini all’industria è atteso salire di 0,9% m/m a gennaio, circa in  linea con lo 0,8% m/m di dicembre. Il dato annuale è atteso tornare in positivo per la prima  volta dopo oltre un anno, a 1,7% da -1,8% di dicembre. Gli ordini saranno ancora una volta  frenati dagli altri Paesi dell’Eurozona e viceversa trainati dai Paesi al di fuori dell’area euro.

Stati Uniti

Il deficit della bilancia commerciale a gennaio è previsto in aumento a -43 mld di dollari da -38  mld di dicembre. Il dato di dicembre aveva registrato una chiusura straordinaria del deficit, di  circa 10 mld di dollari. A gennaio si dovrebbe vedere una moderata contrazione delle  esportazioni (legato in gran parte al settore dell’aeronautica civile) e un aumento più ampio  delle importazioni, soprattutto dovuto al comparto energetico.  

La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli è attesa dal consenso a 159 mila, da 192 mila del  mese precedente.

La crescita della produttività nel 4° trimestre dovrebbe rivista a -1,8% t/t ann., da -2% t/t ann.  per via della revisione verso l’alto della stima del PIL. Il costo del lavoro per unità di prodotto  dovrebbe essere rivista a +4,2% t/t da 4,5% t/t.

La Fed pubblica i  flussi dei fondi per il 4° trimestre. I dati dovrebbero mostrare un ulteriore  miglioramento dei bilanci delle famiglie con un aumento della ricchezza netta dovuto sia alla  crescita del valore degli immobili e degli investimenti finanziari, sia al proseguimento del calo  delle passività.

Venerdì 8 marzo
Area euro

Germania. La produzione industriale è attesa salire di 0,4% m/m a gennaio, circa in linea con  il dato di dicembre (0,3%). Anche il dato annuale è atteso poco variato, a -1,2% da -1,1%  precedente. Il trend per ora resta in calo, ma i segnali di ripresa visti dalle indagini e dai dati  sugli ordini dovrebbero innescare una ripresa dell’attività produttiva già nei prossimi mesi.

Stati Uniti
L’employment report di febbraio dovrebbe mostrare un aumento di occupati non agricoli di  185 mila, al di sopra dei +157 mila di gennaio, ritornando almeno al trend del 2012 (180  mila). La variazione dei posti nel settore privato dovrebbe essere di 190 mila. Il clima  particolarmente avverso sulla costa est nella parte centrale del mese potrebbe avere avuto un  impatto negativo sulla dinamica occupazionale, ma i dati di febbraio dovrebbero registrare un  significativo aumento dei posti nei servizi privati, che a gennaio erano cresciuti molto sotto la  media recente, con un incremento di solo 130 mila (media dei 3 mesi precedenti 191 mila). Il  tasso di disoccupazione dovrebbe scendere a 7,8%, da 7,9% di gennaio. Nei mesi fra  novembre e gennaio, l’indagine presso le famiglie ha mostrato una variazione complessiva di   -6 mila posti, mentre quella presso le imprese ha registrato una variazione di +600 mila:  sembra perciò probabile che l’indagine delle famiglie (più volatile) recuperi occupati. Il tasso di  disoccupazione potrebbe scendere quindi anche in presenza di un aumento della forza lavoro  in linea con quelli degli ultimi due mesi (dicembre-gennaio: media 168 mila). I salari orari  dovrebbero mantenersi sul trend di aumento medio di 0,2% m/m. I dati dovrebbero
confermare una dinamica occupazionale di poco inferiore ai 200 mila posti al mese, coerente  con un miglioramento più rapido del mercato del lavoro. L’attenzione della Fed si sposterà  gradualmente più sui dati di occupazione che sul tasso di disoccupazione, visto che è  probabile che sia imminente una svolta verso l’alto del tasso di partecipazione.


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