“I Ministri delle Finanze hanno concordato il meccanismo di deliberazione comune e, fattore rilevante, hanno definito il ruolo che svolgerà l’ESM (Meccanismo Europeo di Stabilità) in caso di collasso di un’istituzione finanziaria. Da diversi anni si stanno discutendo le dimensioni e il potere decisionale di un fondo che sostanzialmente sembra troppo esiguo per coprire un crollo sistemico…..
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Matt Cairns, Strategist di AXA Investment Managers
“I dettagli essenziali, oltre a quelli già definiti in linea di principio a maggio, riguardano la disposizione di una maggiore flessibilità per le autorità nazionali in termini di esecuzione del salvataggio “interno”, o bail-in. In merito alla condivisione degli oneri, il Consiglio ha affermato che alcune passività verranno escluse dagli accantonamenti per i salvataggi, come i depositi garantiti (cioè, i depositi inferiori ai 100k), le passività cartolarizzate, come le obbligazioni garantite, e i prestiti interbancari con scadenze inferiori ai sette giorni”.
“I depositi dei singoli e delle piccole e medie imprese avranno la preferenza rispetto ai creditori non garantiti (come stabilito a maggio) e rispetto ai depositanti di grandi multinazionali. Fattore rilevante, l’accordo offre alle autorità nazionali la flessibilità necessaria per escludere le passività dagli accantonamenti per il salvataggio su base discrezionale, così da evitare contagi alla luce delle idiosincrasie nazionali”.
“Si tratta di un dato particolarmente importante se si considera che diversi Paesi membri dell’Area Euro, come la Spagna, dipendono fortemente dalle piccole e medie imprese per quanto riguarda occupazione, produttività e crescita delle esportazioni. Coinvolgere nel bail-in i depositi di piccole e medie imprese avrebbe implicazioni più ampie per l’economia in generale, come ad esempio fallimenti di aziende manifatturiere e aumento della disoccupazione.
“Le autorità nazionali dovranno prima saldare i creditori, in ordine di seniority, fino a quando l’8% delle passività insolute della banca sarà cancellato, prima di ogni esenzione e prima di rivolgersi ai fondi assicurativi nazionali. Questi fondi nazionali devono equivalere almeno all’1,3% dei depositi del sistema bancario interno, ma non oltre il 5% di essi potrà essere versato quale contributo alle passività bancarie individuali, a meno che non siano stati prima risarciti gli investitori senior in obbligazioni cartolarizzate.
“Solo una volta che saranno state percorse tutte queste strade per ogni delibera, allora si potrà potenzialmente attingere ai fondi ESM, ad indicare che è stato fatto un passo importante, in termini di operatività e chiarezza future, riguardo alle profonde preoccupazioni sulla portata e l’efficacia del ESM. Il ESM è diventato un’opzione di ultima istanza, in contrapposizione alla soluzione finale, concetto con il quale si tendeva a identificarlo un tempo, ma non è mai stato grande abbastanza”.
Fonte: AdvisorWorld.it
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