Operazioni più veloci di un battito di ciglia. Da qualche anno, la nuova frontiera del trading è l’High Frequency Trading (HFT), il trading ad altissima velocità. Oggi, la tecnologia HFT permette di eseguire 100.000 ordini di Borsa al secondo per ogni singolo cliente...….
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Andrea De Gaetano – Senior Portfolio Manager – MC Capital Ltd
Entro l’estate, grazie alla fibra ottica transatlantica della Hibernia Express, costata 300 milioni di dollari, si prevede che i centri finanziari di Londra e New York comunicheranno fra loro risparmiando 2,6 secondi di tempo. In questo tipo di trading, ogni secondo conta.
Attraverso la fibra ottica di vetro le informazioni viaggiano a due terzi della velocità della luce nel vuoto (300.000 km al secondo). Solo attraverso l’aria i dati possono viaggiare più rapidamente. Fra Londra e Francoforte e fra New York e New Jersey sono infatti stati installati dei sistemi di network laser (basati sulla tecnologia militare) per connettere ancora più velocemente i centri finanziari.

L’HFT si basa su computer velocissimi, su algoritmi che decidono quando vendere e comprare, e sui flussi dati delle Borse.
Gli algoritmi, programmati da fisici, matematici e informatici (tipicamente con barbe irsute e accenti russi), una volta in funzione, viaggiano col pilota automatico.
Il tema dell’HFT ha attirato l’attenzione delle autorità di vigilanza dei mercati dopo il Flash Crash del 6 maggio 2010, quando l’indice Dow Jones Industrial Average scese e risalì del 9% nel giro di pochi minuti. Per un umano, il tempo di trattenere un attimo il fiato per lo stupore, capire cosa era successo ed era già quasi tutto tornato all’apparenza come pochi minuti prima.
Salvo poi scoprire nei giorni successivi qualche “cicatrice” di svariati milioni di dollari fra gli operatori e le società quotate.
La profittabilità di questo tipo di trading è diminuita col passare del tempo. Viceversa, si sono moltiplicati, anche se su scala più ridotta, gli episodi di flash crash su singoli titoli.
L’anno scorso, sull’onda del successo del best seller Flash Boys, di Michael Lewis, la SEC (Securities and Exchange Commission) ha ipotizzato l’esistenza del reato di “insider trading” connesso all’HFT ma, si sa, i tempi della giustizia (anche negli USA) non son certo quelli dell’HFT e gli interessi in gioco sono importanti.
Per aggirare il vantaggio competitivo dell’HFT, alcuni grossi investitori hanno creato piattaforme di scambi alternativi, come l’IEX (http://www.iextrading.com/), i cosiddetti “dark pool”.
Nei prossimi anni, alcuni ipotizzano la creazione di piattaforme navali per fare trading in mezzo al mare, in modo da ottimizzare la distanza tra un centro finanziario e l’altro e, alla velocità della luce con tecnologie laser, sfruttare le possibilità di arbitraggio sui titoli quotati in Borse differenti.
http://www.marketwatch.com/story/physicist-says-it-is-possible-to-use-ships-to-facilitate-high-frequency-trading-2015-02-18
D’altro canto, l’HFT porta anche dei vantaggi per gli investitori che, come i fondi pensione, basano l’attività d’investimento sullo studio dei fondamentali e su orizzonti temporali più ampi. La presenza dell’enorme numero di ordini e transazioni sui mercati, messi in atto dagli HTF, rendono i mercati più liquidi e, in condizioni “normali”, se non succedono imprevisti, più stabili.

Mark Buchanan, fisico e divulgatore scientifico, si è detto preoccupato per la velocità dei sistemi di trading ad alta frequenza (High-Frequency Trading) che, tra USA ed Europa, contano oltre il 50% dei volumi di negoziazione mondiale. Troppo rapidi per essere compresi dalla mente umana.
Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’economia nel 2001, è tra quelli che sostengono che il trading veloce è socialmente inutile, oltre che pericoloso. I sistemi HFT cancellano il 95% degli ordini che immettono sul mercato, cosa fuorviante per gli altri investitori, e la velocità delle operazioni può impedire il normale funzionamento del mercato.
Considerando che oltre la metà dei volumi di negoziazione sui mercati avviene in modo automatico tramite HFT, non stupisce l’assenza di logica apparente fra dati macro economici, geopolitica e reazione dei mercati.
Le macchine non hanno emozioni, almeno per ora, non mangiano e non dormono. Notizie per noi inquietanti come la decapitazione di un ostaggio dell’IS o una sparatoria fra truppe ai confini fra Ucraina e Russia non hanno il minimo effetto sui piloti automatici che guidano i mercati, fintanto che non assumono rilevanza straordinaria.
Dall’inizio del mese corrente, circa l’88% dei dati macro USA hanno deluso le attese degli investitori, fa notare il noto blog Zerohedge.
Eppure i mercati USA hanno toccato in febbraio i massimi storici.
http://www.zerohedge.com/news/2015-02-18/us-macro-collapses-11-month-lows-88-data-has-missed-february
In Europa, come nel resto del mondo, gli Stati sono soffocati dal debito e, seppur remota, una Grexit non si può escludere. Eppure, i tassi d’interesse pagati ai sottoscrittori dei debiti nazionali sono sui minimi storici, come se tutto fosse assolutamente tranquillo.
L’avanzata dell’IS in Libia, veloce come un viaggio in autostrada, ha provocato sgomento nei cittadini italiani che ora avvertono la minaccia più concreta. Probabilmente, le stesse emozioni che qualche secolo provavano gli abitanti delle coste nel veder avvicinarsi le navi dei pirati saraceni. L’Eni ha fatto rientrare in Italia tutto il personale italiano dagli stabilimenti in Libia.
http://www.corriere.it/esteri/15_febbraio_19/eni-fa-rientrare-personale-italiano-allerta-difesa-aerea-a32c37ee-b7fd-11e4-8ec8-87480054a31d.shtml
Anche questo non ha minimamente intaccato la salita dell’indice azionario italiano che, senza esitazioni, ha messo segno un + 20% da metà gennaio.
In Libia, l’IS ha approfittato di un vuoto di potere che si era creato dopo la caduta del regime di Gheddafi, nel 2011. Da allora, la Libia è divisa fra Tripoli, in mano alle milizie islamiche e tribali di Misurata che controllano anche numerose altre città fra cui Derna e, d’altro canto, al governo e parlamento “legittimi” che si erano installati a Al Baida e a Tobruk.
La Libia esporta ora 200.000 barili di petrolio contro 1,5 milioni di barili del luglio 2013. Per Bernardino Léon, diplomatico ONU in Libia, “il conto alla rovescia è partito. All’attuale ritmo di spesa, la banca centrale libica ha otto mesi di riserve, a partire da oggi”.
In Africa, dopo l’appello della Commissione Economica per l’Africa di annullare il debito estero dei tre paesi più toccati dall’Ebola, Guinea, Liberia e Sierra Leone, per un totale di 3,1 miliardi di dollari USA, il Fondo Monetario Internazionale ha fatto un primo passo, concedendo ai tre paesi 100 milioni di dollari di aiuti, tramite un fondo dedicato.
http://www.lemonde.fr/afrique/article/2015/02/17/l-annulation-de-la-dette-la-meilleure-chose-afaire_4577889_3212.html
Un episodio simile si verificò a seguito del terremoto di Haiti nel 2010, quando il Fondo Monetario Internazionale approvò la cancellazione del debito di Haiti verso l’IMF per un totale di 268 milioni di dollari.
https://www.imf.org/external/np/sec/pr/2010/pr10299.htm
OPERATIVAMENTE E PER CONCLUDERE
Finora, gli investitori hanno dato un peso secondario ai rischi geopolitici, rispetto alla liquidità in arrivo dalle banche centrali. Questa settimana sono usciti i verbali della Federal Reserve e della BCE. Il timore di un possibile rialzo dei tassi negli USA è evaporato come neve al sole, dopo un verbale più “colomba” del previsto e i dati macro nel mese di febbraio, deboli, che hanno rafforzato il messaggio della FED.
In Europa, si attende invece l’inizio del Quantitative Easing: già da marzo, 60 miliardi di euro della BCE si riverseranno sui mercati. La Bundesbank storce il naso nel comprare bund tedeschi sui massimi con rendimenti negativi, ma così è stato deciso.
Se le dimensioni dei debiti africani o di Haiti consentono la possibilità di un annullamento/sconto da parte dei grandi creditori internazionali, in Europa (come in Cina e negli USA) la dimensione del debito ha raggiunto livelli mostruosi e il margine di errore concesso nelle negoziazioni fra Germania e Grecia è minimo, pena una nuova turbolenza sui mercati.
In un mercato dominato da liquidità artificialmente immessa nel sistema dalle banche centrali e dagli algoritmi automatici, i movimenti che fino a qualche anno fa si sviluppavano in archi temporali di diversi mesi o anni, oggi avvengono in poche ore (come sul franco svizzero), giorni o settimane.
I mercati azionari sono in tendenza rialzista e i capitali stanno lentamente defluendo dalle Borse USA, verso l’Europa. I Paesi periferici sono la meta prediletta degli investitori. La Borsa italiana a 21.700 punti vale ancora meno della metà rispetto ai massimi del 2007 o del 2000.
Quindi, pur considerando i mercati azionari europei più attraenti di quelli USA, dopo un rialzo tra il 20 e il 30% nel giro di tre mesi, la prudenza è d’obbligo. Complici le scadenze tecniche di questa settimana, i mercati hanno toccato nuovi massimi. È lecito attendersi un momento di pausa nei prossimi giorni.
Sui mercati obbligazionari, i rendimenti sulle scadenze brevi sono prossimi allo zero, negativi in alcuni casi. Per cercare margini di profitto, occorre assumersi maggiori rischi, andando sulle scadenze lunghe, oltre i 10 anni, o su bond con rating inferiore. Se la propensione al rischio è bassa, meglio astenersi.
Sul cambio Euro/Dollaro USA, permane lo scenario di trading range, con attenzione a due livelli tecnici: 1.1450, oltre il quale il rimbalzo potrebbe proseguire fino a 1,1690-1,19.
E 1,1250, sotto il quale si riaprirebbe invece lo scenario ribassista, con obiettivo 1,10-1,08.
Chi ha esperienza di navigazione marittima, sa benissimo che un errore iniziale di pochi gradi nel calcolo di una rotta, sulla lunga distanza porta a destinazioni completamente impensate.
Per questo, i piloti al comando delle nostre navi, i governanti, stanno ora decidendo con molta attenzione che politica intraprendere nelle acque della Grecia, il cui debito è di dimensioni marginali rispetto al resto d’Europa, ma già abbastanza grosso per creare un rischio contagio.
I tempi stringono e la navigazione di bolina in mezzo alle Cicladi è da sempre molto impegnativa…

Buona settimana a tutti!
Fonte: BONDWorld.it
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