29 ottobre 2014. Firenze. Asta in occasione dei novant’anni della casa d’aste fiorentina Pandolfini. Vaso cinese della dinastia Qing, XIX secolo, in porcellana policroma. …
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Andrea De Gaetano – Senior Portfolio Manager – MC Capital Ltd
Valore stimato dalla casa d’aste 20-50.000 euro. Base d’asta imposta dalla venditrice del vaso, 15.000 euro. In meno di 15 minuti, dopo una serie di frenetici e stupefacenti rilanci, un anonimo collezionista cinese, al telefono, si aggiudica il vaso per l’importo di 7,5 milioni di euro.

5 considerazioni:
1. O la casa d’asta ha scambiato il vaso per un oggetto da poco, o il compratore ha gettato al vento una fortuna. È probabile che entrambi non abbiano valutato correttamente “i fondamentali”.
2. l’emotività legata al momento dell’asta ha giocato un ruolo determinante: l’asta è stato il luogo ideale per esaltare l’orgoglio nazionalista del cinese. Pare che in Cina sia di moda riportare in patria oggetti di valore sparsi per il mondo. Almeno nel breve termine, i prezzi di mercato sono influenzati più dalle emozioni che dai fondamentali.
3. il cinese che ha comprato il vaso per 7,5 milioni di euro ha considerato il vaso una buona opportunità d’investimento per allocare parte del suo patrimonio. Beni reali, come opere d’arte o auto d’epoca sono considerati “beni rifugio” nei momenti d’incertezza e i prezzi salgono. (Si raccomanda imballaggio ben fatto per il trasporto in Cina).
4. solo dopo la vendita straordinaria, una serie di “esperti” ha confermato, ex-post, il valore dell’oggetto. Spesso, gli “esperti” sono più bravi nello spiegare a posteriori, che a far previsioni.
5. la venditrice, che si è trovata al posto giusto nel momento giusto, è stata fortunata.
BANCHE CENTRALI E MERCATI AZIONARI
Le considerazioni sul vaso Qing valgono anche sui mercati finanziari. Le valutazioni sono chiaramente elevate se paragonate alle medie storiche, ma gli annunci a sorpresa delle Banche Centrali rendono tutto possibile. Se da un lato la Banca Centrale USA ha comunicato, come da attese, la fine del programma di acquisti di Titoli di Stato e Asset-Backet Securities (crediti cartolarizzati), d’altro canto il Giappone ha sorpreso il mercato lanciando un nuovo round di politica monetaria ultraespansiva, che ha galvanizzato le Borse mondiali.
Il Nikkei 225, indice azionario giapponese è salito di quasi il 5% venerdì 31 ottobre, dopo le parole del Governatore della Banca Centrale Giapponese Haruhiko Kuroda.
Il prodotto interno lordo USA ha battuto le attese, segnalando una crescita del 3.5% su base annua, nel terzo trimestre del 2014. Gli ordini di beni di beni durevoli hanno invece segnato una leggera contrazione, -1.3% in ottobre rispetto a settembre. L’attività manifatturiera USA, con il miglior dato da marzo 2011 (indice ISM a 59 in ottobre 2014), dà la sensazione che la maggior economia mondiale possa avanzare anche senza ulteriori stimoli monetari.
Altra storia sarà quando la Federal Reserve inizierà a rivendere pian piano l’enorme quantità di Titoli di Stato che negli ultimi 5 anni ha accumulato in bilancio, salito da 869 miliardi di dollari del 2007 a circa 4500 miliardi di dollari attuali.
Intanto, l’indice SP500 ha toccato i massimi storici sopra i 2.000 punti, riassorbendo completamente la discesa del 10% delle scorse settimane.

L’Europa rimane invece più debole e gli indici azionari del Vecchio Continente ne riflettono la fragilità. Pur dopo il cospicuo rimbalzo delle scorse settimane, l’indice azionario tedesco a 9.280 punti Dax rimane a circa un 7 % lontano dai massimi. L’indice italiano FTMIB, vittima principale negli stress test bancari, a 19.300 punti dista ancora un 14% circa dai massimi di giugno 2014.
Nella settimana corrente, gli occhi sono puntati alla conferenza stampa della banca Centrale Europea che giovedì 6 novembre annuncerà le proprie decisioni di politica monetaria. I tassi d’interesse dovrebbero rimanere invariati, ma si attendono indicazioni sui possibili acquisti di corporate bond di cui sono arrivati rumors al mercato nelle scorse settimane. In ottobre, sono iniziati gli acquisti di covered bond da parte della BCE.
TITOLI DI STATO E OBBLIGAZIONI
Le aspettative di interventi da parte della Banca centrale Europea mantengono i rendimenti dei Titoli di Stato europei sui minimi degli ultimi anni, con il decennale Germania allo 0.85% e il decennale Italia al 2.41%.
I rendimenti sono invece quasi raddoppiati nelle ultime aste dei CTZ, Titoli di Stato italiani a 2 anni, allo 0.67% e sui BOT a sei mesi allo 0.37%, in crescita rispetto allo 0.23% del mese scorso. Il decennale USA rende il 2.36%. Il differenziale di rendimento tra decennale Germania e USA è vicino ai massimi degli ultimi 10 anni. Anche le obbligazioni corporate europee scontano i possibili futuri interventi della BCE. Lo si è visto sui bond delle banche bocciate agli stress test. Mentre i Titoli azionari segnavano perdite a doppia cifra percentuale e venivano più volte sospesi al ribasso, i relativi titoli obbligazionari quotavano praticamente invariati, placidi, in molti casi sopra la parità.

VALUTE
Il movimento più forte sul fronte valutario è stato quello dello Yen Giapponese, che si è indebolito contro tutte le principali valute, dopo le dichiarazioni della Banca centrale Giapponese.
Il cambio Dollaro USA/Yen è salito da 105.18 di mestà ttobre a 114.19 del 3 novembre, massimi che non si vedevano dal novembre 2007.
Il cambio Euro/Dollaro USA si è portato sotto 1.25, minimi dal 2012.

OPERATIVAMENTE E PER CONCLUDERE
Il rimbalzo dell’Euro, che non ha superato la soglia di 1.28, ci ha permesso un parziale acquisto di dollari. Nell’arco delle prossime settimane, consideriamo eventuali discese in area 1.20-1.21 come un’opportunità di acquisto di Euro/ vendita di Dollari.
Su bond e mercati azionari suggeriamo di cogliere i momenti di euforia per alleggerire le posizioni, come la venditrice del vaso Qing che sarà contenta di aver venduto a cifra record.
Fonte: BONDWorld.it
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