MC: In vetta? Valute, azioni e obbligazioni sul crinale fra salita e discesa

Nelle escursioni in alta quota, prima di raggiungere la vetta e  poi  discenderla,  spesso si percorre la cresta della montagna, una linea sottile che separa un versante dall’altro…


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Andrea De Gaetano  –  Senior Portfolio Manager  –  MC Capital Ltd


Questa fase richiede la massima attenzione. La stanchezza fisica dopo l’ascensione si somma a un senso di esaltazione per l’obiettivo raggiunto.  Si è più inclini all’errore. In vetta si trovano le condizioni estreme. L’aria è rarefatta, la cima esposta ai venti, il percorso è più accidentato, con neve e roccia che richiedono ramponi, corda e piccozze.  
 
Sui mercati finanziari ci troviamo ora in un percorso di cresta da cui è difficile capire se l’altitudine massima è già stata raggiunta o se manca ancora qualche metro di dislivello, ma di vetta si tratta.

BORSE
L’indice SP500, benchmark mondiale del mondo azionario, dopo esser sceso di circa un 10% dai massimi, fino a 1820 nelle scorse settimane, si è riportato nell’arco di pochi giorni in area 1960, spartiacque tra la fine del rimbalzo tecnico, da cui potrebbero ripartire le vendite, o l’inizio di un nuovo movimento al rialzo (almeno nel breve termine, per le ricoperture sopra certi livelli). 

L’economia USA è cresciuta al ritmo più elevato degli ultimi 5 anni. Mercoledì 29 ottobre, la Federal Reserve dovrebbe annunciare la conclusione del programma di acquisti  di ABS e Treasury Bonds, che prevedeva iniezioni di liquidità di  fino a 85 miliardi di dollari al mese, programma noto come Quantitative Easing (QE).

James Bullard, a capo della Fed di St. Louis, aveva rilanciato l’idea di una continuazione del QE, a fronte degli ultimi dati in rallentamento su vendite al dettaglio e attività manifatturiera. È stato lo spunto per il rimbalzo tecnico che ci ha riportati fin qui, a circa 3% di distanza dai massimi assoluti.  

2810 1
EUROPA E STRESS TEST BCE
25 banche europee, su 130 esaminate, non hanno superato gli stress test della Banca Centrale Europea. 9 sono italiane. Di queste, in condizioni più critiche Banca Carige e Banca MPS.

2810 2Il peggioramento della qualità del credito, legato all’aggravarsi della crisi economica in Italia, si è riverberato sia nell’esito della revisione degli attivi iscritti in bilancio delle banche italiane (AQR, Asset Quality Review) con svalutazioni per 12 miliardi di Euro, sia nell’esito degli stress test, dai quali emerge che, in caso di ulteriori peggioramenti, 25 banche europee sono a rischio.

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EURO/DOLLARO USA
Il cambio Euro/Dollaro USA si è posizionato in area 1.2650-1.2700, spartiacque tra il possibile rimbalzo fino a 1.30-1.31 o la continuazione della discesa fino all’obiettivo tra 1.20 e 1.21.  La reazione agli stress test sulle banche europee e alla decisione sui tassi della Federal Reserve, mercoledì 29 ottobre, dovrebbe  indicare  la sorte del cambio Euro/Dollaro nell’arco dei prossimi giorni.
Basandosi sui fondamentali, la ripresa USA suggerirebbe un dollaro più forte dell’Euro, su cui grava il rischio deflazione.  
La risalita dell’Euro potrebbe  tuttavia verificarsi  sulla base di un aspetto tecnico,  in caso di ritorno dell’avversione al rischio sui mercati. L’Euro, i cui tassi overnight sono ancora più bassi di quelli in dollari, è diventata una moneta da finanziamento nei carry trade. Gli investitori si finanziano in Euro, vendendolo allo scoperto, per comprare valute a tassi più elevati. In caso di Borse in discesa, la chiusura delle posizioni di carry  trade  (redditizie, ma pericolose), può innescare le ricoperture sull’Euro, che a quel punto salirebbe.

2810 4

PETROLIO  
Il forte calo del prezzo del petrolio mette in difficoltà i Paesi che lo esportano, in primis Russia Iran e Venezuela.   
Il rublo russo si è indebolito nei confronti delle principali valute e ha toccato il livello minimo dal 1998, quando la Russia rischiò il default del debito sovrano. Anche allora il calo dei prezzi del petrolio giocò un ruolo importante nella crisi.

I Bond del Venezuela, scadenza 2027, sfiorano il 20% di rendimento, indicando lo stato di stress del Paese, con un tasso d’inflazione superiore al 63%.  
È un mondo di estremi: deflazione in Europa, iperinflazione altrove.  
 
BOND  
A dispetto del rimbalzo delle Borse,  i “safe heaven”  T-Note USA, Treasury Bond e Bund Germania, rimangono ben comprati, grazie alla liquidità che inonda i mercati,  vicini ai massimi di prezzo/minimi di rendimento degli ultimi anni (2.26% il decennale USA, 0.89% il decennale Germania).  Teoricamente, con Borse sui massimi, ci si aspetterebbe di veder un graduale aumento dei tassi d’interesse e alleggerimenti sui Titoli considerati beni rifugio, ma così non è.  Al contrario, salgono i rendimenti sul settore High Yield, bond ad alto rischio.  
Il miliardario Carl Icahn ha detto pochi giorni fa che il mercato degli High Yield è ancora in una fase di bolla speculativa, nonostante la recente discesa dei prezzi. Così riporta Reuters.  Lo spread di rendimento tra i corporate bond high yield e i Tresury USA è salito al 5.08%, dai minimi del 3.35% dello scorso giugno. Per proteggersi da un calo dei prezzi degli High Yield, Carl Icahn sta comprando  CDS (Credit Default Swaps) che definisce “un’arcana forma di assicurazione”.  
 
OPERATIVAMENTE E PER CONCLUDERE
 
Sul cambio Euro/Dollaro, riapriamo le posizioni in dollari sopra 1.28, fino a 1.31.  
 
Sui Bond, attendiamo un aumento dei rendimenti e conseguente calo dei prezzi sui periferici, quindi aspettiamo a comprare. La correzione sui corporate bond possono essere occasione di acquisto, ma in ottica tattica, di breve periodo. Nello scenario deflattivo e incerto ancora in essere, i “safe heaven” come Bund e Treasury Note/Bond rimangono attraenti, ma sugli strappi al rialzo vanno alleggeriti.   
 
Sui mercati azionari, chi fosse completamente scarico può iniziare ad accumulare sugli storni più pesanti (come sul mercato italiano), con prudente gradualità, senza spaventarsi in caso di discese sotto i minimi.  
Chi invece fosse ancora completamente investito, può  cogliere i rimbalzi per alleggerire le posizioni.  

In vista delle prime nevicate invernali, si suggerisce di munirsi di catene per la macchina e ramponi, corde e piccozze per le passeggiate in alta quota. Lo stesso in Borsa. 

Fonte: BONDWorld.it

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