Financial Stress Index ai minimi dal 2007. Tassi d’interesse in Germania ai minimi dalle guerre napoleoniche…
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Andrea De Gaetano – Senior Portfolio Manager – MC Capital Ltd
Sosteneva Sir John Templeton, quattro parole fra le più costose nella storia dei mercati sono “Questa volta è diverso”……
La Federal Reserve di St. Louis segnala che il Financial Stress Index, un indice costruito con 18 serie di dati settimanali (7 serie sui tassi d’interesse, sei spread fra rendimenti e altri 5 indicatori), è sceso per la terza settimana consecutiva, toccando i minimi dal febbraio 2007. In base a questo indice, i mercati stanno prezzando una situazione di estrema tranquillità, esattamente come nei mesi precedenti la crisi del 2008.
Come cinicamente affermava il barone Nathan Rothschild “il momento di comprare è quando il sangue scorre per le strade”, quando il pessimismo è al massimo grado. Non certo quando tutto è tranquillo.
I mercati finanziari stanno beneficiando della prospettiva di un probabile nuovo afflusso di liquidità da parte della Banca Centrale Europea, e della convinzione che anche dall’altra parte dell’Oceano la Federal Reserve tarderà ad alzare i tassi.

Giovedì 5 giugno, la Banca Centrale Europea annuncerà le proprie decisioni in materia di tassi d’interesse. Questa volta, il mercato dà per scontato un intervento espansivo da parte della BCE, dopo che il Presidente Mario Draghi ha ventilato questa possibilità il mese scorso.
Le ipotesi più accreditate sono un taglio del tasso di rifinanziamento di uno 0.10% e tassi di deposito negativi delle banche presso la BCE. Molto più incerta la possibilità di un Quantitative Easing europeo.
A sostegno di un intervento BCE gli ultimi dati sull’inflazione, in calo anche in Germania, che si attesta allo 0.6% su base annua, in discesa rispetto allo 0.9% del 2013.
https://www.destatis.de/EN/PressServices/Press/pr/2014/06/PE14_192_611.html
Anche l’indice manifatturiero Markit PMI dell’Area Euro, in calo a 52.2 rispetto a 53.4 del mese precedente, apre la strada a un intervento espansivo.
Le vendite al dettaglio in Germania in aprile 2014 hanno registrato una diminuzione dello 0.9%, mentre gli economisti intervistati dalle varie agenzie di stampa si attendevano un progresso tra lo 0.2 e lo 0.4%.
Il mercato soppeserà i toni di Draghi, fa notare Goldman Sach’s, ancor più che l’entità dell’intervento.
Gli economisti di Morgan Stanley hanno ipotizzato che la BCE potrebbe iniziare a comprare Treasury Bonds USA per abbassare il tasso di cambio Euro/Dollaro USA, che sta ostacolando le esportazioni dell’Area Euro.
L’agenzia Bloomberg segnala che i tassi d’interesse sui Titoli di Stato tedeschi non sono mai stati così bassi dalle guerre Napoleoniche, all’inizio del 1800, quando dopo la sconfitta di Napoleone a Waterloo, il Congresso di Vienna ha ridisegnato la carta geografica dell’Europa.
Livelli simili sono stati toccati nel pieno della crisi sul debito sovrano nel giugno 2012, quando il decennale tedesco ha toccato l’1.127% di rendimento.
http://www.bloomberg.com/news/2014-06-02/napoleon-s-yields-no-comfort-to-draghi-fighting-deflation.html
Il Bund, decennale Germania, è salito dal minimo di 136.60 di novembre 2013 a 147.12 del 29 maggio 2014 e si trova in area 146-147 a testare i massimi assoluti toccati in maggio 2013 (147.20) e maggio dell’anno scorso, sui minimi di rendimento all’1.34%.
Il BTP, decennale Italia, è salito da area 108 dell’ottobre – novembre 2013 fino a sfiorare area 126 nei giorni scorsi, con un rendimento al 2.92%, livelli mai toccati prima nella storia dell’Euro. I massimi precedenti erano stati toccati nel luglio-agosto 2010, in area 119.
Il Bonos decennale Spagna rende il 2.86%, dopo aver toccato nei giorni scorsi il 2.79%, minimo assoluto mai registrato.
I Titoli Trentennali Francesi rendono il 2.76%, il minimo dal 1990.
Situazione leggermente diversa sul fronte USA, dove i dati economici usciti nelle ultime settimane sono più a macchia di leopardo. Da un lato, segnali confortanti dall’attività manifatturiera in crescita con prezzi in salita (ISM Manifatturiero a 55.4), d’altro canto il calo del Prodotto Interno Lordo dell’1% nel primo trimestre 2014 segnala, per la prima volta in tre anni, una contrazione della crescita e la spesa dei consumatori, che conta per oltre i due terzi dell’attività economica USA, è calata dello 0.1% nel mese d’aprile 2014 dopo il + 1% nel mese di marzo, mentre i redditi personali sono saliti dello 0.3% in linea con le attese degli economisti.
Il T-Note, decennale USA, è salito dal minimo di 122.27 di settembre 2013 a 125.90 dei giorni scorsi, una salita molto più contenuta rispetto a quella del decennale tedesco, e ora rende il 2.43%. I massimi assoluti (minimi di rendimento) a 134.90 furono toccati fra maggio e luglio del 2012.
Si sta creando così una situazione paradossale, in cui il rendimento dei Titoli di Stato USA, di massimo rating, è di poco inferiore a quello dei BTP. Lo spread di rendimento fra BTP e Bund è ora a 157 punti. Lo spread fra BPT e T-Note USA è di soli 42 punti.
Tatticamente, l’euforia sui Titoli di Stato e corporate europei in vista della BCE può essere sfruttata per alleggerire delle posizioni, mentre la debolezza relativa dei Titoli di Stato USA potrebbe essere un’opportunità di acquisto, con Dollaro USA in rafforzamento.
Fonte: BONDWorld.it
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