L’S&P500, il principale indice azionario mondiale, negli ultimi giorni è riuscito a recuperare la soglia dei 2000 punti. L’indice VIX, noto come “indice della paura”, è sceso dal picco di 50…
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Andrea De Gaetano – Senior Portfolio Manager – MC Capital Ltd
toccato durante la turbolenza estiva a 15 di venerdì, mettendo a segno una serie di cali consecutivi che non si vedeva dal 2009. Ma sotto la superficie, apparentemente rasserenante, i trader di volatilità si stanno preparando per una nuova caduta del mercato azionario. Stanno accumulando protezioni contro una tempesta del mercato azionario comprando opzioni deepout- of-the money (molto lontane dal prezzo attuale dell’indice S&P500) a una velocità mai registrata, da quanto risulta dall’indice Skew sull’S&P500.
Questo indice, che misura la domanda di opzioni deep-out-of-the-money, ha raggiunto il record storico di 151 punti giovedì 15 ottobre, per chiudere la settimana a 135. (Come comprare un’assicurazione su un evento molto improbabile).

I massimi precedenti, a 146, furono toccati dall’indice Skew il 16 ottobre del 1998 nel pieno della crisi russa, un giorno prima che la Federal Reserve abbassasse i tassi sui Fed Funds e il tasso di sconto. Lo Skew era alto anche nel giugno del 1990, prima dell’inizio della recessione dei primi anni ’90 e nel marzo 2006, sui sentori dello scoppio della bolla immobiliare. L’ultima volta che si è verificato un picco dell’indice Skew è stato in settembre 2014, un mese prima che l’S&P500 scendesse di un 9%.
Segni di nervosismo traspaiono anche dal mercato obbligazionario. I rendimenti sul settore High Yield stanno progressivamente salendo. Nonostante la Fed continui a tenere i tassi d’interesse prossimi allo zero, sui minimi storici, per le aziende salgono i costi di finanziamento, insieme alla difficoltà nel ripagare i debiti. A fronte del rallentamento economico e quindi di un out look in peggioramento per la redditività delle aziende, il mercato sta iniziando a farsi remunerare di più il rischio di prestare denaro alle aziende.

OPERATIVAMENTE E PER CONCLUDERE
La correzione del mercato azionario durante l’estate è avvenuta in relazione al rallentamento economico in Cina e al prossimo rialzo dei tassi d’interesse negli Stati Uniti, entrambi temi ancora all’ordine del giorno. Da allora la geopolitica non ha fatto che peggiorare. Il mercato è stato ampiamente preparato a un prossimo rialzo dei tassi d’interesse negli USA, ma i prezzi futures sui Fed Funds USA scontano meno del 5% di probabilità di un rialzo a ottobre e circa il 30% di probabilità di un rialzo dei tassi entro fine anno. Se il rialzo dei tassi avvenisse nel 2015, il mercato si troverebbe spiazzato.
In Europa, la BCE deciderà e commenterà sui tassi d’interesse giovedì 22 ottobre. Abbiamo colto il recente rally dell’Euro come un’opportunità di vendita di breve sia nei confronti di Dollaro, sia nei confronti di valute emergenti, come Rand Sudafricano e Lira Turca che avevano raggiunto i minimi degli ultimi anni. Ugualmente, abbiamo approfittato della salita delle quotazioni dei BTP per alleggerire ulteriormente le posizioni.
Il livello d’incertezza sta salendo e il mercato sta evidentemente pagando di più per proteggersi dal verificarsi di un evento estremo, come si evince dall’indice Skew. In questo contesto, aumentiamo il livello di liquidità e stiamo pronti a tornare neutrali anche sull’Euro.
Sul cambio Euro/Dollaro USA, consideriamo 1.16-1.1550 area di vendita e 1.1250-1.11 area di acquisto, in attesa di un prossimo movimento direzionale.
Fonte: BONDWorld.it
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