Italia. La produzione industriale è aumentata più del previsto a novembre, di 0,3% m/m, dopo essere rimasta stabile a ottobre (dato rivisto verso l’alto da una prima lettura di -0,1% m/m). Le attese erano per un aumento limitato a un decimo. Su base congiunturale è il dato migliore dallo scorso giugno. L’output resta in rosso su base annua, ma la flessione si attenua a-1,8% da -3% precedente…...
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Commento di Paolo Mameli, senior economist servizio studi di Intesa Sanpaolo
– Il dettaglio per raggruppamenti principali di industrie è anche più incoraggiante del dato sintetico, in quanto mostra un incremento in tutti i principali gruppi (beni di consumo +1,8%, beni strumentali +0,2%, beni intermedi +0,8%), con la sola eccezione dell’energia (-1,5%: si tratta del quinto mese consecutivo di flessione). Proprio l’energia ha rappresentato il principale freno all’espansione dell’output negli ultimi mesi. La flessione particolarmente accentuata di novembre potrebbe essere dovuta alle temperature relativamente “miti” registrate nel mese.
– Lo spaccato per settore di attività economica resta misto, ma è in lieve miglioramento. Aumentano da 3 a 5 (su un totale di 15) i settori in progresso su base annua: all’elettronica (+6%), mezzi di trasporto (+4,8%) e altre industrie manifatturiere (+1,2%) si aggiungono il tessile e abbigliamento (+1,9%) e l’alimentare (+1,3%). Dall’altro lato, il comparto più colpito da crisi “strutturale” si conferma quello delle apparecchiature elettriche (-12%); in “profondo rosso” restano anche l’energia (-7,8%), il settore della raffinazione (-7,4%) e quello metallurgico (-4,9%).
In sintesi, il dato potrebbe essere un primo segnale del fatto che l’industria comincia a beneficiare degli effetti dell’indebolimento del cambio e del calo delle quotazioni delle materie prime. A nostro avviso, tali effetti (come visibile anche dal miglioramento del morale delle imprese manifatturiere a dicembre) non potranno che amplificarsi nei prossimi mesi (anche se la presenza di ponti festivi a dicembre e gennaio potrebbe pesare sulle variazioni mensili dell’output).
La variazione “acquisita” della produzione industriale per il trimestre autunnale è di -0,3% t/t. Si tratta del 4° trimestre consecutivo di calo, che tuttavia sarebbe assai meno marcato che nei mesi estivi (-1% t/t). In altri termini, il contributo negativo al valore aggiunto dall’industria (-0,1% negli ultimi due trimestri) potrebbe risultare poco significativo negli ultimi mesi dell’anno. Ciò segnala qualche rischio al rialzo sulla nostra previsione di un PIL ancora in calo nel trimestre: il dato potrebbe risultare nel range tra – 0,1% e zero. Il ritorno alla crescita, nelle nostre stime, è comunque rimandato al trimestre in corso.
Fonte : BondWorld.it
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