Dopo una settimana tranquilla dovuta ai pochi appuntamenti in calendario, quella che si apre oggi sarà una settimana importante sul fronte dei dati economici. Il mercato ha avuto tutto il tempo necessario per elaborare la…
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decisione della Federal Reserve di mantenere invariato il tasso sui fondi federali e ha registrato i commenti da falco di vari membri della Fed. Nel corso della settimana trascorsa, il biglietto verde si è apprezzato contro tutte le valute del G10, senza eccezioni. La settimana si aprirà con la pubblicazione dell’indice sull’inflazione preferito dalla Fed, cioè quello riferito alle spese personali per i consumi. Saranno inoltre diffusi i dati su redditi e spese personali, vendite di case in corso e l’indice sull’attività manifatturiera di Dallas. Domani sarà la volta dell’indice S&P/Case Shiller e della fiducia dei consumatori, mentre mercoledì usciranno il dato ADP sulla variazione nell’occupazione e l’indice dei direttori d’acquisto di Chicago. Giovedì avremo i dati sulle richieste di sussidi di disoccupazione, il PMI manifatturiero di Markit e l’indice manifatturiero ISM. Venerdì, infine, il rapporto sull’occupazione riferito a settembre catturerà l’attenzione del mercato perché gli operatori cercano di valutare la possibile tempistica del primo rialzo del tasso, dopo che i funzionari della Fed hanno ribadito esplicitamente il loro impegno ad aumentare i tassi entro l’anno.
Stamattina in Asia l’USD ha consolidato i guadagni precedenti in un contesto di volumi bassi, perché Taiwan, Hong Kong e Corea del Sud oggi sono chiusi per festività. I dati pubblicati stamattina in Cina mostrano che ad agosto i profitti industriali si sono contratti dell’8,8% a/a dopo essere scesi del 2,9% nel mese precedente. Il Composite di Shanghai guadagna lo 0,10% e anche il suo omologo ad alto tasso di titoli tecnologici, il Composite di Shenzhen, si muove in territorio positivo, in rialzo dell’1,86%.
I titoli giapponesi continuano a scendere, incapaci di invertire il momentum negativo. Il Nikkei è in calo dell’1,32% e il Topix ha ceduto l’1,04%. Sul mercato dei cambi, l’USD/JPY è sceso leggermente a Tokyo, pur rimanendo nella fascia compresa fra 118,61 e 121,75. Seguendo un andamento simile, l’AUD/USD annaspa intorno a 0,7020. L’AUD troverà supporto a 0,6986 (minimo 6 settembre), mentre si osserva una resistenza a 0,7440 (massimo 11 agosto).
In Europa, i futures puntano a un’apertura negativa; il Footsie è in calo dello 0,44%, il CAC 40 dello 0,78%, il DAX dello 0,87% e l’SMI dell’1,03%. L’EUR/USD si avvicina a un’area chiave, perché la media mobile a 50 giorni sta per intersecare al rialzo la media mobile a 200 giorni. Al ribasso, si osserva un supporto a 1,1087 (minimo 3 settembre), mentre al rialzo la resistenza più vicina giace a 1,1296 (massimo 24 settembre).
Oltre ai dati economici dagli USA, gli operatori monitoreranno la bilancia commerciale e le vendite al dettaglio in Svezia; la fiducia dei consumatori e delle imprese in Italia; il tasso di utilizzo degli impianti in Turchia; il debito federale totale e la bilancia commerciale settimanale in Brasile.
Fonte: BONDWorld.it
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