Gli eventi in corso a Parigi hanno attirato di nuovo l’attenzione degli operatori, generando un movimento dimesso dei prezzi. Secondo l’autorità americana per l’aviazione civile (FAA), due voli dell’Air France dall’America diretti a…
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Parigi sono stati deviati dopo aver ricevuto minacce di bombe negli USA e squadre speciali della polizia pattugliano Parigi.
Nel comparto G10, i rendimenti dell’USD sono stati equilibrati, ciò indica una certa indecisione sui mercati. Gli indici regionali asiatici hanno avuto un andamento contrastato: il Nikkei ha guadagnato lo 0,9%, mentre l’Hang Seng e il Composite di Shanghai hanno perso rispettivamente lo 0,21% e l’1,01%. I future sui listini europei puntano a un’apertura in ribasso perché gli eventi di Parigi pesano sul sentiment degli investitori. L’USD/JPY ha mostrato una volatilità limitata, muovendosi in una fascia di 20 pip compresa fra 123,47 e 123,23. L’AUD/USD si è indebolito, in un contesto di scambi a singhiozzo, scendendo a 0,7091 da 0,7117. L’USD/CHF continua ad attirare una domanda solida, e nella seduta asiatica ha raggiunto un nuovo massimo pari a 1,0170. La PBoC ha aumentato la quotazione ufficiale dell’USD/CNY di 56 pip, a 6,3796, rovesciando il ribasso del prezzo ufficiale di ieri. Le materie prime e le valute a esse legate continuano ad avvertire l’offerta che colpisce il mercato.
L’oro è sceso a 1.064 USD, ma poi è riuscito a compiere un rally all’apertura dei mercati europei, anche perché la copertura degli eventi a Parigi ha spinto gli investitori verso il principale rifugio sicuro. Il rame rimane debole, è sceso a 206 dollari. Rimaniamo nettamente ribassisti sulle valute legate alle materie prime come il CAD e la NOK perché l’eccesso di fornitura e la scarsa domanda dovrebbero fornire un tema strategico per il 2016 (insieme al percorso del rialzo del tasso della Fed). I prezzi del greggio sono saliti leggermente perché negli USA sono calate le scorte e aumenta l’attività delle raffinerie, ma il rally dovrebbe essere circoscritto. Poiché crescono i rischi sociali globali, e in previsione di verbali aggressivi dal FOMC, rimaniamo costruttivi sull’USD (anche se il rialzo ormai è quasi interamente scontato).
In Cina, i dati mostrano che i prezzi delle abitazioni sono in lento recupero. La bonaccia nell’offerta è diminuita, perché gli sforzi dei legislatori volti a stimolare l’economia attraverso i tagli del tasso d’interesse e l’allentamento delle restrizioni sui mutui cominciano a funzionare. I prezzi delle abitazioni nuove sono aumentati in 27 città, e scesi in altre 33. Le città più grandi continuano a far registrare solidi aumenti, a Shanghai i prezzi sono saliti dell’1,8%, a Pechino dello 0,6%. La stabilizzazione del mercato immobiliare cinese è una componente importante del nostro tema sulla ripresa della crescita asiatica per il 2016. In Australia, l’indice sulle retribuzioni del terzo trimestre, che registra le retribuzioni orarie, è salito dello 0,6% t/t e del 2,3% a/a.
Oggi in calendario abbiamo i nuovi permessi di costruzione e i verbali del FOMC negli USA. Per quanto riguarda i permessi di costruzione, i mercati prevedono un calo del -3,8%, a 1.160 mila unità, cifra comunque superiore alla media annuale. Alla luce del tamtam mediatico generato dai membri della Fed, i verbali del FOMC in uscita oggi potrebbero fornire un po’ di chiarezza sul pensiero della banca centrale. A nostro avviso, le opinioni sul rischio globale saranno cruciali per la decisione di un rialzo del tasso a dicembre. Stando alle ultime dichiarazioni, i membri della Fed ritengono accettabile il livello della volatilità globale e quindi si concentreranno sui mercati del lavoro e sulla stabilità dei prezzi per avere un orientamento. Sempre negli USA, sono previsti gli interventi di vari funzionari della Fed, fra cui Dudley, Mester, Lockhart e Kaplan.
Fonte: BONDWorld.it
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