Le minute del FOMC del 25-26 gennaio dipingono un outlook di crescita in rafforzamento, nonostante l’espansione non sia ancora stata sufficiente a portare miglioramenti significativi nel mercato del lavoro. Centrale nella politica monetaria è ora il programma di “Large Scale Asset Purchase” (LSAP). I membri della …
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Aletti Gestielle SGR – Laura Cavallaro -Ufficio Studi
Fed sono concordi sul fatto che nell’attuale situazione non sono giustificati cambiamenti né sul programma LSAP né sul tasso di riferimento ufficiale. Ci sono comunque opinioni divergenti sull’efficacia di tale programma. In particolare, alcuni membri sono incerti sugli effetti di tale programma sull’economia, ma ritengono comunque che in questo momento sia inappropriato apportare delle modifiche. I membri hanno comunque enfatizzato che il tasso degli acquisti e la dimensione totale del programma sarebbe stato regolarmente rivisto sulla base delle nuove informazioni disponibili. Secondo alcuni membri, inoltre, con l’eventuale diffusione di dati addizionali che puntano ad una ripresa sufficientemente forte, potrebbe essere appropriato considerare di ridurre il tasso o la dimensione totale del programma di acquisti. Altri membri hanno comunque evidenziato che è improbabile che l’outlook possa cambiare in modo significativo da giustificare un cambiamento del programma prima del suo completamento.
Update Previsioni
Queste minute hanno visto anche la pubblicazione delle nuove previsioni di crescita, inflazione e disoccupazione del FOMC per gli anni fra il 2011 ed il 2013. Rispetto alle previsioni precedenti (risalenti al FOMC di novembre) le previsioni di crescita sono state riviste al rialzo soprattutto per il 2011. Ora le attese per il 2011 sono infatti a 3.4% – 3.9% contro il 3.0% – 3.6% di novembre. Nel commentare le nuove previsioni, i membri citano come principali fattori che hanno contribuito alla revisione al rialzo il continuo miglioramento delle condizioni dei mercati finanziari, l’ulteriore espansione della disponibilità del credito a famiglie ed imprese, un aumento della fiducia di famiglie ed imprese e un outlook favorevole sulle esportazioni. Alcuni partecipanti hanno comunque evidenziato anche fattori negativi che continueranno a moderare il tasso di espansione dell’economia americana, tra i quelli principalmente la debolezza del mercato immobiliare e la necessità di tagli fiscali. Le previsioni di inflazione e disoccupazione sono invece state sostanzialmente in linea con quelle di novembre. Le previsioni di longer run relative a crescita, inflazione e disoccupazione sono state invariate.
Molti membri continuano a ritenere che le proiezioni per l’attività economica e l’inflazione sono soggette ad un alto livello di incertezza, dovuto principalmente alla natura delle riprese economiche dopo recessioni associate a crisi finanziarie, agli effetti delle misure di politica monetaria non convenzionale, alla persistenza della debolezza del mercato del lavoro e al futuro della politica fiscale. I rischi connessi sulle previsioni sia di crescita che di inflazione che di disoccupazione sono bilanciati.

Disclaimer: La source dei dati è Bloomberg e/o Datastream. Il presente documento è destinato esclusivamente al soggetto destinatario ed ha quale unico scopo quello di illustrare dati e/o pensieri ritenuti degni di nota. Pertanto tale documento ha finalità esclusivamente informative, e non può essere in alcun modo inteso o interpretato quale offerta, invito, consiglio, suggerimento o indicazione di investimento. In nessun caso il presente documento può essere diffuso al pubblico senza preventiva autorizzazione da parte della SGR. Inoltre, anche se la SGR intraprende ogni ragionevole sforzo per ottenere informazioni da fonti ritenute affidabili, non assicura in alcun modo che le informazioni, i dati, le notizie, o le opinioni contenute nel materiale siano esatte, affidabili o complete. Inoltre, la SGR non può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne viene fatto.
Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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