- GIORNALI2

Retail sales di giugno

Le vendite al dettaglio per il mese di giugno mettono a segno un modesto rialzo contro le attese di una nuova correzione. Infatti, salgono dello 0.1% mom dopo che il dato di maggio è stato rivisto modestamente al rialzo a -0.1% mom da -0.2% mom originariamente rilevato …


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Aletti Gestielle SGR – Francesca Panelli -Ufficio Studi


Su base tendenziale vi è un miglioramento oggi, con le vendite al dettaglio che salgono dell’8.1% dopo il 7.8% di maggio. Al netto delle vendite di auto le vendite al dettaglio sono in rialzo del 7.9% yoy dall’8.0% yoy di maggio.

La vera sorpresa nel report odierno risiede nel rialzo della componente Auto, in netto contrasto con il forte calo messo a segno dal numero totale di auto vendute nel mese. Anche la componente Gas Station è stata più forte delle attese, nel senso che ci aspettavamo una correzione più marcata di quella effettivamente registrata, alla luce del calo del prezzo della benzina nel mese. Al netto della componente Auto il risultato è stato più debole, flat mom dopo il +0.2% mom registrato a maggio e rivisto oggi al ribasso da 0.3% originariamente rilevato. Più forte, invece, il risultato delle vendite al netto sia di Auto che di Gas Stations, in rialzo dello 0.2% mom, stesso risultato di maggio, rivisto oggi al ribasso da 0.3% mom originariamente rilevato.

La componente auto mette a segno oggi un rialzo a sorpresa, come accennato in precedenza, salendo dello 0.8% mom. Si tratta del primo dato positivo da febbraio. Infatti, nei tre mesi passati, le vendite di auto avevano risentito del venire meno delle forniture dal Giappone. Il risultato odierno in termini di valore è in contrasto con quanto registrato in termini di volume dalle vendite di auto nel mese (a 9.0 mln da 9.2 mln le domestiche e a 11.4 mln da 11.8 mln le totali). Su base tendenziale le vendite di auto registrano una crescita dell’8.9% dal 6.7% yoy di maggio, favorito da un effetto confronto favorevole. Un rialzo più forte delle nostre attese viene anche dalle vendite nelle Gas Stations, scese oggi dell’1.3% mom, mentre il prezzo della benzina nel mese era sceso in maniera più consistente, mediamente del 5.7% mom.

In rimbalzo General Merchandise, salita dello 0.4% mom, con un +1.4% mom nei Deparment Store ed un risultato flat nei Super Store. Un dato più debole delle attese viene invece dalla voce Ristoranti, in calo dello 0.4% mom dopo il +0.8% mom di maggio.

Le categorie Housing related mostrano risultati misti. Solamente la componente Building Materials mette a segno un rialzo, salendo dell’1.3%mom dopo lo 0.5% mom di maggio. In calo invece la componente Elettronica, scesa dello 0.2% mom dopo il -1.8% mom di maggio, e la componente Arredamento, scesa dello 0.8% mom dopo il -0.5% mom di maggio. Il Retail Control Group (Retail Sales ex auto ed ex building materials) risulta oggi in calo dello 0.1% mom dopo lo 0.2% mom di maggio. Alla luce del dato odierno ci attendiamo un dato di Personal Spending nominale a giugno in rialzo dello 0.2% mom.

Prevedendo un deflatore flat mom, in linea con le nostre attese per il dato del CPI di domani, ci attendiamo un PCE in termini reali in rialzo dello 0.2% mom a giugno. Se questa previsione sarà verificata i consumi reali dovrebbe quindi vedere un ulteriore rallentamento rispetto al 2.2% qoqa registrato in Q1, esasperato da fattori temporanei che si aggiungono a fattori strutturali quali la debolezza del mercato del lavoro e la continua depressione del mercato immobiliare. Per Q2 infatti ci aspettiamo una crescita dei consumi intorno allo 0.7% qoqa, per un GDP di Q2 che continuiamo ad aspettarci intorno al 2%.


Disclaimer: La source dei dati è Bloomberg e/o Datastream. Il presente documento è destinato esclusivamente al soggetto destinatario ed ha quale unico scopo quello di illustrare dati e/o pensieri ritenuti degni di nota. Pertanto tale documento ha finalità esclusivamente informative, e non può essere in alcun modo inteso o interpretato quale offerta, invito, consiglio, suggerimento o indicazione di investimento. In nessun caso il presente documento può essere diffuso al pubblico senza preventiva autorizzazione da parte della SGR. Inoltre, anche se la SGR intraprende ogni ragionevole sforzo per ottenere informazioni da fonti ritenute affidabili, non assicura in alcun modo che le informazioni, i dati, le notizie, o le opinioni contenute nel materiale siano esatte, affidabili o complete. Inoltre, la SGR non può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne viene fatto.

Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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