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MR: Indice degli Osservatori trimestrali sui dati economici italiani

Crollano le importazioni (di Peter Rosenstreich): I deludenti dati commerciali dalla Cina hanno tarpato le ali alla ripresa della propensione al rischio, notizia predominante degli ultimi giorni. Il surplus commerciale cinese è solido, ma le importazioni deboli…


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Analisi a cura di: Mazziero Research  – Stime debito pubblico (Aggiornate mensilmente)


Secondo le stime Mazziero Research il debito pubblico calerà a 2.187 miliardi nella rilevazione di ottobre relativa ad agosto (forchetta 2.183-2.189 miliardi) e concluderà l’anno in una fascia compresa tra 2.170 e 2.190 miliardi.

A fine giugno 2016 si stima che il debito raggiungerà una zona compresa tra 2.277 e 2.242, poco sotto i record assoluti che verranno toccati a maggio 2016.

La spesa per interessi a 37,6 miliardi nei primi sette mesi dell’anno, si stima che raggiungerà i 71,6 miliardi a fine 2015.

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Tutto questo debito viene finanziato con emissioni di titoli di Stato che, a loro volta, generano altro debito in quanto devono corrispondere interessi ai sottoscrittori. Da gennaio a luglio di quest’anno sono già stati spesi quasi 38 miliardi di euro in interessi e le stime Mazziero Research indicano una spesa complessiva per il 2015 di quasi 72 miliardi.

Pur trattandosi di una somma inferiore all’anno scorso è una cifra consistente che non viene destinata a investimenti o alla diminuzione delle tasse. Dal 2012 la spesa per interessi è in calo, pur con un incremento del circolante di titoli di Stato, ciò è dovuto alle favorevoli condizioni di mercato che ha permesso di fare emissioni a rendimenti più bassi; è altrettanto facile da comprendere che nel momento in cui i tassi tornassero a salire la spesa per interessi diventerebbe ancora più insostenibile.

Secondo le stime Mazziero Research un incremento dei rendimenti sui titoli di Stato dell’1% costerebbe circa 305 milioni in più per ciascun mese, pari a 3,7 miliardi all’anno in più. Sens_tassi_102015

Ad ogni anno successivo le maggiori spese si aggiungerebbero a quelle del primo anno determinando maggiori oneri per 7,4 miliardi e così a seguire per gli anni successivi sino al raggiungimento dell’età media dei titoli di Stato pari a circa 6 anni e mezzo. Di seguito viene riportato l’indice di tutti gli Osservatori sinora pubblicati.

Fonte: BONDWorld.it


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