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Natixis AM: View post Bce e impatto su euro e obbligazioni europee

Philippe Waechter, Chief economist di Natixis Asset Management: Draghi ha affermato che c’è la necessità di una ripresa più forte e duratura per generare pressione che possa aiutare l’inflazione a convergere verso il 2%…..


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– La Bce sa che non può fare tutto da sola. E’ necessario un impulso esterno.

– Questo può venire dalle politiche fiscali.

– In altre parole, c’è bisogno di diversi strumenti per diversi obiettivi. Al momento ci cono 2 obiettivi (crescita e inflazione che sono al di sotto del target) e un solo strumento (la politica monetaria). Anche se quest’ultima è molto accomodante, non è sufficiente per ottenere una crescita bilanciata e sostenuta.

– La percezione che si ha dopo il discorso di Mario Draghi è che lui abbia fatto tutto il lavoro da solo fino ad oggi, ma che non possa continuare senza un aiuto.

Olivier de Larouziere, Head of Interest Rates di Natixis Asset Management

– Le nostre prime stime per il prossimo anno prevedono in termini netti che tutti i governo della zona euro emetteranno meno bond rispetto al 2015. Se si include il programma di acquisto titoli PSPP, la riduzione dell’offerta è rilevante: -300 miliardi di euro rispetto ai -90 miliardi nel 2015. Di conseguenza la Bce avrà più difficoltà a trovare i titoli obbligazionari da acquistare. Questa è una ragione che spiega la decisione della Bce di includere i bond locali nel programma di acquisto di titoli.

– Il taglio del tasso sui depositi sembra essere il modo più efficace per indurre a un deprezzamento dell’euro. Ora rimaniamo in attesa della decisione della Federal Reserve di aumentare i tassi, anche se in maniera graduale. L’euro quindi dovrebbe perdere terreno rispetto al dollaro.

– Questi elementi creano opportunità di investimento sui tassi tedeschi e sul debito dei paesi periferici che dovrebbe performare meglio rispetto al debito dei paesi core.

Fonte: BondWorld.it


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