Quando aumentano i prezzi del petrolio, l’azionario segue a ruota. Questa è grossomodo la nuova dinamica che osserviamo dall’inizio dell’anno. Ieri, nonostante le vendite sui listini cinesi, in….
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Analisi di : Swissquote
Europa e negli USA c’è stato un rally dell’azionario perché i prezzi del greggio sono balzati di circa il 3%. Nella notte, WTI e Brent hanno consolidato i guadagni precedenti, scambiando rispettivamente intorno a 33 e 35 dollari al barile. In Asia, i mercati azionari regionali hanno fatto registrare guadagni diffusi, con l’Hang Seng di Hong Kong a +2,52% e l’STI di Singapore a +1,91%. Nella Cina continentale, i titoli hanno fatto fatica a estendere i guadagni, l’indice composito di Shanghai è salito dello 0,95%, quello di Shenzhen ha ceduto lo 0,12% perché i titoli tecnologici sono rimasti indietro. Altrove, il Taiex di Taiwan ha guadagnato lo 0,55%, a Jakarta la borsa è balzata dell’1,60%, il Nikkei giapponese è salito dello 0,30%. In Europa, i future puntano a un’apertura in rialzo, con l’Euro Stoxx 600 a +1,04%, il DAX a +1,36% e il CAC a +1,19%.
Sul mercato dei cambi, l’USD ha limato le perdite contro gran parte delle valute G10, perché i tassi dei titoli del Tesoro USA sono scesi sull’onda dei commenti di Lockhart (Fed). Il governatore della Fed di Atlanta ha ribadito che la politica della Federal Reserve continuerà a dipendere dai dati e ha espresso preoccupazioni per la Cina e i prezzi bassi delle materie prime. I tassi dei titoli del Tesoro a due anni, sensibili alla politica monetaria, si sono stabilizzati sotto lo 0,74%, in calo di 3 punti base rispetto al massimo di ieri. A Tokyo, l’EUR/USD è lievitato dello 0,35% e adesso sta cercando di confermare la violazione dell’area di resistenza compresa fra 1,1044 e 1,1048 (50% di Fibonacci sul rally di gennaio e febbraio e media mobile a 200 giorni). Il mercato sarà molto sensibile alla serie di dati in uscita nelle prossime ore negli USA, perché gli investitori prevedono un recupero significativo dell’inflazione a gennaio. A nostro avviso, le aspettative sono un po’ troppo elevate, ciò crea un certo rischio al rialzo per l’EUR/USD qualora i dati deludessero.
Nella notte il dollaro neozelandese si è infiammato, balzando dello 0,54% contro il biglietto verde in scia alla pubblicazione di un surplus commerciale positivo. Il mercato aveva previsto un deficit pari a 271 milioni di NZD, i dati hanno superato invece notevolmente le attese, la Nuova Zelanda ha infatti registrato un surplus commerciale pari a 8 milioni di NZD, perché le esportazioni di prodotti caseari hanno smesso di calare, e i prezzi sono aumentati leggermente rispetto al mese precedente. La coppia NZD/USD testa la resistenza chiave a 0,6752 (massimo 5 febbraio). Al rialzo, si osserva una resistenza a 0,6883 (massimo 29 dicembre).
Oggi gli operatori monitoreranno il rapporto IPC in Francia, Spagna e Germania; la seconda revisione del PIL del quarto trimestre, i consumi e le spese personali, l’indice sul sentiment del Michigan e il PCE negli USA. Oggi sono inoltre previsti gli interventi dei membri della Fed Powell, Williams e Brainard.
Fonte: BONDWorld.it
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