Nell’area euro, nei prossimi mesi, l’inflazione rimarrà superiore al 2%, e anzi potrebbe salire ulteriormente, per calare solo più avanti nel corso dell’anno; cresce il rischio che la media 2011 risulti superiore al target BCE. La dinamica fondamentale dell’inflazione, pur rimanendo moderata, potrebbe intraprendere anch’essa un graduale sentiero al rialzo. ….
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L’inflazione nell’area euro ha accelerato al 2,2% a/a a dicembre, da un precedente 1,9% a/a. Sul mese i prezzi sono cresciuti di 0,6% m/m, dopo lo 0,1% m/m di novembre. L’incremento è dovuto in gran parte all’energia (+2,3% m/m). I rincari più significativi si registrano nei comparti trasporti (+1,4% m/m) e in voci tipiche della stagionalità di dicembre come hotel e ristoranti (+1,0% m/m) e servizi ricreativi e cultura (+1,9% m/m). L’inflazione core è rimasta ferma all’1,1%. Tra i vari Paesi dell’Eurozona, anche questo mese si nota un’inflazione superiore alla media area euro in Grecia (5,2%), Spagna (2,9%) e Portogallo (2,4%). Si situano di poco al di sotto della media Eurozona i tre Paesi maggiori (Germania 1,9%, Francia 2%, Italia 2,1%).
Anche se l’aumento recente dell’inflazione è da attribuirsi principalmente alle componenti più sensibili al rincaro delle materie prime, nel corso dei prossimi mesi questi rincari potrebbero trasmettersi in maniera più allargata alle altre componenti dell’indice dei prezzi al consumo. Osservando gli ultimi dati dell’indice dei prezzi all’ingrosso, per l’economia tedesca notiamo una forte impennata, in accelerazione a 9,6% a/a a dicembre, dopo il 7,8% a/a di novembre.
Storicamente i prezzi all’ingrosso esibiscono un andamento decisamente analogo a quello dei prezzi al consumo; come evidenziato dal grafico sottostante, le variazioni annue dei due indici hanno intrapreso un forte trend al ribasso dopo il picco di luglio 2008 per poi svoltare, anche per l’effetto base di confronto, esattamente dopo un anno, sui livelli di minimo del luglio 2009.
Il successivo trend in recupero non è stato della stessa entità per i due indici: l’inflazione sui beni all’ingrosso è tornata quasi sui valori massimi di metà 2008, mentre per i beni al consumo il recupero è stato solo parziale (da 4,1% a/a di picco del 2008 e -0,7% a/a di minimo nel 2009, l’indice non è tornato sui massimi, ma si è fermato al 2,2% a/a a dicembre). Il gap tra i due indici, accresciutosi nel corso dell’ultimo anno e mezzo, segnala quindi forti pressioni al rialzo; parte del rincaro è stato per ora assorbito da un restringimento dei margini lungo la catena produttiva: attualmente tale contrazione risulta concentrata sulla fase all’ingrosso, ma probabilmente il riadeguamento dei margini si trasmetterà nel breve termine sui prezzi al dettaglio. Nei prossimi mesi, l’inflazione rimarrà superiore al 2%, e anzi potrebbe salire ulteriormente, per calare solo più avanti nel corso dell’anno. Cresce il rischio che la media 2011 risulti superiore al target BCE. Come segnala l’indice PPI dei beni intermedi, le pressioni inflazionistiche di breve termine, sebbene dovute unicamente alle componenti non core, potrebbero trasmettersi nei prossimi mesi anche alla dinamica fondamentale dell’inflazione, che potrebbe arrivare a toccare il 2% attorno alla metà dell’anno.





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