Il mercato del lavoro US segna una battuta d’arresto a maggio, confermando i segnali di rallentamento emersi recentemente da altri indicatori quali ADP employment, jobless claims ed indice occupazione dell’ISM manifatturiero. Infatti, oggi il dato dei payrolls di …
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Aletti Gestielle SGR – Laura Cavallaro -Ufficio Studi

Nonostante le aspettative fossero già state ridimensionate dopo il dato dell’ADP Employment Report di mercoledì, il risultato odierno è comunque deludente. Al di là dei fattori temporanei che possono avere determinato la debolezza odierna (impatto delle mancate forniture dal Giappone ed inondazione nel Midwest e nel Sud), le ultime evidenze sono per un rallentamento del mercato del lavoro e dell’economia US in generale più profondo. Particolarmente preoccupante è il secondo dato negativo consecutivo dei Temporary Help, considerato un Leading Indicator dei Payrolls nel complesso. Infatti, con il rallentamento del settore manifatturiero tipico delle fasi mature di ripresa, nell’attuale ciclo non si riesce a trasmettere ancora pienamente la crescita al comparto dei servizi.
Questo dato sarà accolto con qualche preoccupazione dalla Fed, che al FOMC del 21/22 giugno lascerà i tassi invariati e che potrebbe anche rinviare il momento di iniziare l’implementazione della Exit Strategy. L’aspetto più positivo dal report odierno viene probabilmente dal rialzo (+0.3% mom) degli average hourly earnings.
Per quanto riguarda il dettaglio settoriale, oggi le maggiori delusioni rispetto alle nostre previsioni vengono dai seguenti comparti:
– Manifatturiero: sceso di 5 dopo il 24K di aprile. Si tratta del primo calo da agosto 2010, su cui ha pesato l’impatto delle mancate forniture dal Giappone in seguito al terremoto. Infatti, l’occupazione nelle fabbriche di Transportation Equipment è scesa di 9K. Da citare anche il -7K nel comparto Food Processing, probabilmente impattato negativamente dalle alluvioni lungo il fiume Mississippi;
– Local Government: in calo di 28K dopo il -9K di aprile, di cui 18K posti di lavoro persi nel sotto-comparto dell’Educazione. Il trend in calo in questo settore è evidente da metà 2008 e probabilmente continuerà nei prossimi mesi;
– Business e Professional Services: questo comparto ha visto un rialzo consistente, sia pure in rallentamento rispetto ad aprile e marzo, a +44K da 50K di aprile. Nonostante il buon risultato del settore nel complesso, è particolarmente deludente il secondo calo consecutivo dei Temporary Help;
– Retail: sceso di 9K dal +64K di aprile, che rappresentava l’aumento più consistente da aprile 2000, quando registrò +78K. Il dato di aprile era stato eccezionalmente forte a causa del timing tardivo di Pasqua quest’anno. Il dato di maggio rappresenta quindi una correzione fisiologica dopo il rialzo eccezionale di aprile e non è, per il momento, preoccupante;
– Leisure: in calo di 6K dopo il +32K di aprile. In tale comparto ci aspettavamo un dato fortemente positivo grazie all’impatto della massiccia campagna di assunzioni di Mc Donald’s ampiamente pubblicizzata in tutto il Paese. In effetti, l’occupazione nel sottocomparto Food Service è salita solamente di 14K, circa la metà del trend registrato negli ultimi mesi, più che compensato dal calo registrato negli altri sotto comparti (Performing Arts e Spectator Sport in particolare).
Oggi l’household survey ha visto un peggioramento, in linea con quanto registrato dalla Establishment survey. Oggi, infatti, si segnala un rialzo del tasso di disoccupazione, a 9.053% da 8.960% di aprile. Si tratta del secondo rialzo consecutivo nel tasso di disoccupazione, per quanto modesto, e comincia quindi a far sorgere dubbi riguardo le possibilità di nuovi miglioramenti su questo fronte nei prossimi mesi. La forza lavoro è salita di 272K ed il numero dei disoccupati ha registrato un rialzo di 167K. Di conseguenza, il numero degli occupati è salito di 105K unità nel mese. Il tasso di partecipazione è rimasto stabile a 64.2%. Il rialzo nel numero di disoccupati è imputabile a maggiori licenziamenti e ad un calo nel numero di persone passate nel mese dallo status di disoccupato a quello di occupato. Si tratta quindi dei motivi più preoccupanti fra tutti quelli che possono portare un rialzo nel tasso di disoccupazione. Il numero totale di disoccupati è passato in tal modo da 13.747 milioni a marzo a 13.914 milioni a maggio. A maggio il tasso di disoccupazione si è attestato all’8.9% per gli uomini, all’8.0% per le donne, all’8.0% per le persone di etnia bianca, al 16.2% per le persone di colore, all’11.9% per gli ispanici, al 7.0% per gli asiatici e al 24.2% per i teenagers. Il numero di disoccupati di lungo corso (disoccupati da oltre 27 settimane) si attesta a 6.2 milioni, in peggioramento di 361K unità rispetto a maggio e conta per il 45.1% del totale dei disoccupati.
Le ore totali lavorate nel settore privato sono rimaste flat, mentre gli hourly earnings sono saliti dello 0.3% mom, dopo il +0.1% mom di aprile.
Implicazioni per altri dati:
– PIL e produttività: Per quanto riguarda la produttività nel secondo trimestre 2011, a maggio le ore lavorate aggregate per tutte le categorie di lavoratori sono salite dello 0.1% mom dopo lo 0.5% mom di aprile. In questo modo, la media dei dati di aprile e maggio risulta del 3.7% annualizzato al di sopra della media dei dati di Q1, ponendo quindi le basi per un’accelerazione della crescita del costo del lavoro in Q2. Questo, unito alle nostre attese di crescita per Q2, attualmente fra 2.5% e 3.0%, fa capire come dovremmo vedere un dato di produttività in Q2 molto debole, con la possibilità di un risultato addirittura negativo;
– Reddito personale: gli hourly earnings sono saliti dello 0.3% mom a maggio e la settimana lavorativa media nel settore privato è rimasta invariata a 33.6. Ciò ha fatto salire anche gli weekly earnings dello 0.3% mom. Questo implica un dato di crescita per i salari nel mese intorno a +0.2% mom. Assumendo poi una crescita della componente Altri Redditi in linea con la media degli ultimi mesi, il reddito personale a maggio dovrebbe registrare una crescita simile a quella di aprile, intorno allo 0.4% mom.
Disclaimer: La source dei dati è Bloomberg e/o Datastream. Il presente documento è destinato esclusivamente al soggetto destinatario ed ha quale unico scopo quello di illustrare dati e/o pensieri ritenuti degni di nota. Pertanto tale documento ha finalità esclusivamente informative, e non può essere in alcun modo inteso o interpretato quale offerta, invito, consiglio, suggerimento o indicazione di investimento. In nessun caso il presente documento può essere diffuso al pubblico senza preventiva autorizzazione da parte della SGR. Inoltre, anche se la SGR intraprende ogni ragionevole sforzo per ottenere informazioni da fonti ritenute affidabili, non assicura in alcun modo che le informazioni, i dati, le notizie, o le opinioni contenute nel materiale siano esatte, affidabili o complete. Inoltre, la SGR non può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne viene fatto.
Da seguire:
Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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