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Nonostante i dati deboli sull’inflazione, lo JPY si rafforza

Nella notte, lo yen giapponese ha fatto registrare l’andamento migliore fra le valute G10. Lo yen ha guadagnato circa lo 0,49% contro l’USD, sulla scia delle cifre sull’inflazione e del rapporto…


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Analisi di : Swissquote

Tankan migliori delle attese. L’IPC primario continua comunque a flettere, a maggio si è contratto dello 0,4% a/a dopo la contrazione dello 0,3% registrata il mese scorso, ma superando l’atteso -0,5%. L’indicatore di fondo, che esclude i prezzi dei generi alimentari freschi e dell’energia, ha rispettato le attese, attestandosi allo 0,6% m/m, cifra inferiore al rilevamento del mese scorso, pari allo 0,7%. I dati deludenti sull’inflazione seguono le cifre deboli pubblicate nei giorni scorsi riferite alla produzione industriale e alle fiacche vendite al dettaglio, che giustificherebbero nuovi stimoli dalla BoJ. Inoltre, il voto del Regno Unito per lasciare l’UE ha sostenuto la domanda di yen, mettendo a rischio la ripresa vacillante e frenando le aspettative d’inflazione. La coppia USD/JPY è scesa a 102,68 a Tokyo, dopo aver testato il livello a 103,39 prima della pubblicazione dei dati sull’inflazione. Continuiamo a ritenere che, alla riunione di luglio, la BoJ allenterà ulteriormente la sua politica monetaria.

In Cina, la pubblicazione dei rapporti PMI di giugno ha rivelato un’ulteriore divergenza fra il sondaggio ufficiale e quello privato. Infatti, il PMI manifatturiero ufficiale a giugno è rimasto piatto a 50 punti, mentre quello privato, elaborato da Caixin, a giugno è sceso ulteriormente, attestandosi a 48,6 punti a fronte dei 49,2 precedenti e delle previsioni medie. Si tratta del rilevamento più basso da febbraio di quest’anno; dobbiamo tornare al febbraio del 2015 per trovare un dato superiore alla soglia dei 50 punti, che separa l’espansione dalla contrazione. Infine, il PMI non-manifatturiero ufficiale si è attestato a 53,7 punti dai 53,1 di giugno. Nel complesso, i dati suggeriscono che l’economia cinese sta perdendo slancio, dopo aver inviato qualche segnale incoraggiante negli ultimi mesi. Ci aspettiamo, quindi, che il governo si attivi per attuare misure volte a stabilizzare l’economia, e intanto la PBoC molto probabilmente dovrà assumere un approccio equilibrato per limitare i deflussi di capitale. La PBoC ha fissato la quotazione ufficiale giornaliera dell’USD/CNY a 6,6496, in rialzo dello 0,28% rispetto a ieri.

L’EUR/USD ha ceduto lievemente terreno durante la seduta asiatica, scivolando a 1,1072 rispetto al livello a 1,1117 segnato in avvio di seduta. Facendo un passo indietro, la coppia ha continuato a consolidarsi intorno a 1,11, livello che corrisponde alla media mobile a 200 giorni. Nel breve periodo non ci aspettiamo movimenti marcati, perché si stanno scontando gli effetti delle Brexit. Tuttavia, la prossima settimana, la pubblicazione del dato NFP e dei verbali della riunione del FOMC di giugno potrebbe innescare qualche movimento brusco.

Oggi gli operatori monitoreranno le vendite al dettaglio e il PMI manifatturiero in Svizzera; i PMI in Francia, Spagna, Germania, Eurozona, Regno Unito, Brasile e Stati Uniti; il tasso di disoccupazione in Russia e nell’Eurozona; la produzione industriale in Brasile; l’indice ISM sul manifatturiero e la spesa nel settore costruzioni negli USA.

Fonte: BONDWorld.it


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