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Nuveen: Quadro globale incoraggiante, ma i prezzi del petrolio e i rischi geopolitici mantengono i tassi d’interesse sotto i riflettori

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Nuveen: In linea con le nostre previsioni, il quadro globale rimane nel complesso incoraggiante.


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A cura di Saira Malik, Chief Investment Officer di Nuveen


Il nostro indicatore dell’inflazione core dei mercati sviluppati – che copre 31 Paesi su base ponderata per il PIL – colloca l’inflazione core globale al 2,27% su base annua, vicina all’obiettivo del 2% della maggior parte delle banche centrali e al livello più basso dal 2021. Anche negli Stati Uniti, le prospettive rimangono positive. L’impatto una tantum dei dazi che ha spinto al rialzo i prezzi dei beni lo scorso anno dovrebbe esaurirsi entro la metà dell’anno. I segmenti in cui l’inflazione risulta più appiccicosa, come gli alloggi, continuano a migliorare. Prevediamo un modesto rallentamento dell’inflazione di fondo PCE negli Stati Uniti quest’anno, mentre anche l’Eurozona e il Regno Unito si avvicinano agli obiettivi delle rispettive banche centrali.

I rischi geopolitici si intensificano. Il rischio maggiore che offusca le prospettive è il conflitto in corso in Medio Oriente. Sebbene la situazione rimanga in evoluzione, abbiamo iniziato a quantificarne i probabili effetti. L’incertezza potrebbe frenare gli investimenti delle imprese, ma prevediamo che un eventuale rallentamento sia modesto. Il rischio maggiore è che i prezzi del petrolio rimangano elevati o registrino un ulteriore rialzo. Ai livelli attuali, stimiamo che l’aumento dei prezzi del petrolio potrebbe aggiungere circa lo 0,9% all’inflazione complessiva degli Stati Uniti quest’anno. Sebbene l’inflazione di fondo escluda direttamente i prezzi dell’energia, il ruolo del petrolio come fattore economico pervasivo ci porta a prevedere che l’inflazione di fondo degli Stati Uniti subirà una pressione al rialzo di circa lo 0,4% quest’anno. Nel frattempo, a causa della compressione dei redditi reali e del peso sui consumi, prevediamo che quest’anno il petrolio inciderà negativamente sul PIL statunitense per circa lo 0,3%. Si tratta tuttavia di un effetto relativamente modesto, poiché a) i consumatori statunitensi spendono meno in energia rispetto ai decenni precedenti e b) il settore energetico statunitense dovrebbe beneficiare dell’aumento dei prezzi, compensando in parte gli effetti negativi.

Cosa significa tutto questo per la politica monetaria e i tassi?

Per le banche centrali a livello globale uno shock dal lato dell’offerta è un fattore negativo, ma le prospettive generali rimangono sufficientemente solide da consentire di mantenere l’attenzione sulle questioni interne. Negli Stati Uniti, continuiamo a prevedere due ulteriori tagli dei tassi per un totale di 50 punti base nel 2026, sebbene i rischi facciano presagire un ritmo più lento che potrebbe far slittare il secondo taglio al 2027. La Banca del Giappone dovrebbe aumentare i tassi almeno un’altra volta nel 2026, mentre la Banca Centrale Europea potrebbe orientarsi verso un aumento dei tassi entro la fine dell’anno. Le politiche fiscali avranno probabilmente un peso pari o superiore a quello delle politiche monetarie sui tassi di interesse, e prevediamo che i disavanzi rimarranno elevati nelle economie sviluppate quest’anno e nel medio termine, spingendo al rialzo i premi di termine e mantenendo elevati i tassi a lungo termine. Prevediamo che il rendimento dei Treasury a 10 anni chiuderà il 2026 intorno al 4,00%, poiché le dinamiche fiscali compenseranno le modeste pressioni al ribasso derivanti dal calo dell’inflazione e dai tagli dei tassi.

Obbligazionario

Manteniamo una view positiva sui mercati obbligazionari globali. Nonostante la compressione degli spread creditizi in alcuni segmenti, i rendimenti sono interessanti, i fondamentali solidi e la domanda degli investitori elevata. Come già da tempo, riteniamo opportuno che gli investitori puntino su un’ampia diversificazione e sfruttino l’agilità e la flessibilità offerte dalla gestione attiva. I titoli del Tesoro statunitense offrono uno scarso valore relativo. Prevediamo che i tassi a lungo termine rimangano all’interno di un intervallo ristretto, anche se i tassi a breve termine dovessero diminuire. Puntiamo su una duration neutra e sulle opportunità nel credito. Segmenti quali i senior loan e i CLO offrono opportunità interessanti, dati i rendimenti relativamente elevati e le dislocazioni settoriali. Anche il debito dei mercati emergenti, in particolare quello societario, offre opportunità, mentre i fondamentali dell’high yield rimangono solidi con prospettive a lungo termine favorevoli.

Azionario

Il boom dell’intelligenza artificiale continua a essere forte, sostenuto da fattori favorevoli a lungo termine, ma il maggiore scrutinio a cui sono sottoposte le large cap tech dovrebbe contribuire a favorire una leadership più diffusa sul mercato. Riteniamo che le strategie value e cicliche siano meglio posizionate per trarre il massimo vantaggio da questa tendenza. Continuiamo a privilegiare i titoli USA a grande capitalizzazione rispetto a quelli a piccola capitalizzazione e agli altri mercati sviluppati, grazie al sostegno offerto da una Fed accomodante e da politiche fiscali e normative favorevoli alla crescita. Sebbene i mercati emergenti abbiano registrato un recente rialzo, manteniamo un atteggiamento cauto alla luce delle vulnerabilità legate alle politiche commerciali e alla situazione geopolitica.

Real Estate

Sia nel settore immobiliare privato che in quello pubblico, la nostra attenzione si concentra su segmenti caratterizzati da dinamiche di domanda e offerta particolarmente interessanti, quali l’industria leggera, il retail di prossimità, il senior housing e i data center. Il comparto dell’industria leggera presenta bassi tassi di sfitto e un’offerta di nuovi spazi limitata, date le difficoltà legate alla zonizzazione industriale. Il retail di prossimità offre vantaggi legati a un’elevata domanda e a un alto tasso di occupazione, mentre il segmento sanitario (in particolare studi medici e strutture per anziani) beneficia dell’invecchiamento della popolazione.

Infrastrutture e beni reali

Le infrastrutture quotate appaiono particolarmente interessanti grazie a valutazioni attraenti, flussi di cassa stabili e alle caratteristiche di servizio essenziale e difensivo delle attività sottostanti. Le opportunità includono la realizzazione di data center, la produzione di energia a gas e le utility posizionate per trarre vantaggio dalla crescita secolare. Ci concentriamo sulle regioni che registrano la crescita più elevata della domanda di energia. Sul fonte dei mercati privati, le opportunità nel settore delle infrastrutture spaziano nel private equity e nel private debt, in particolare per quanto riguarda gli asset che beneficiano dell’impennata della domanda di energia e dell’espansione del cloud computing. Preferiamo infrastrutture energetiche moderne ed efficienti rispetto agli asset tradizionali, privilegiando i data center e gli investimenti incentrati sulla sostenibilità a sostegno delle transizioni ambientali. Intravediamo inoltre opportunità selezionate nel settore dello stoccaggio di energia, in particolare in Europa.

Fonte : InvestmentWorld.it


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