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Per Credit Suisse il consumo di zucchero è a un bivio

Il Credit Suisse Research Institute ha pubblicato oggi uno studio dal titolo ‘Il consumo di zucchero ad un bivio’ (Sugar: Consumption at a Crossroads). Lo studio esamina i risvolti medici ed economici, così come quelli relativi ai consumatori, alle…


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imprese e alla politica pubblica, del consumo dello zucchero a livello globale e le opportunità per gli investitori dal momento che l’attenzione su quest’area si sta intensificando.

La rapida crescita del diabete di tipo II, la sindrome metabolica, l’obesità e i problemi nutrizionali correlati rappresentano indiscutibilmente la principale preoccupazione per quanto riguarda la salute della nostra società in questo secolo. Lo studio analizza l’impatto di ‘zucchero e dolcificanti’ sulle nostre diete attraverso l’esperienza di oltre 20 ricercatori ed esperti del settore per fare una stima delle conseguenze che il consumo di zucchero ha nell’economia anche in considerazione che le preferenze dei consumatori e la politica pubblica potrebbero cambiare.

Lo studio anima nuovi elementi di dibattito, include infatti un sondaggio di proprietà realizzato tra i medici generici negli Stati Uniti, in Europa e in Asia. L’indagine ha rilevato che il 90% dei medici intervistati ritiene che la forte crescita del diabete di tipo II e l’attuale epidemia di obesità siano fortemente legati al consumo eccessivo di zucchero. “Anche se il nesso causale è difficile da dimostrare in questo settore,  una percentuale così alta di medici convinti di questo forte legame, non può farci ignorare il significato e le implicazioni per la società e la nostra economia”, afferma Stefano Natella, Co-Head del Securities Research & Analytics e tra gli autori dello studio.

Tra i potenziali provvedimenti pubblici, la tassazione potrebbe essere il più efficace ma anche il meno probabile con l’eccezione del Messico e di alcuni paesi europei. Tuttavia, il rischio di un intervento pubblico e l’aumento della sensibilizzazione nell’opinione pubblica costringerà le aziende ad adattarsi in quanto i consumatori si stanno spostando gradualmente verso alternative più sane come l’utilizzo di  dolcificanti naturali più concentrati. Una tendenza che  offre sfide e opportunità ad aziende e ai consumatori.

“La portata e il costo per la società del diabete di tipo II e l’epidemia di obesità lascia pochi dubbi circa la necessità di un cambiamento. Questo cambiamento porterà nuove opportunità di investimento, con vincitori e vinti “, ha dichiarato Giles Keating, Head of Research per il Private Banking e Wealth Management. “Questo studio fornisce agli investitori un approfondimento di un megatrend emergente che contribuirà a plasmare l’evoluzione del mondo degli investimenti.”

I principali risultati dello studio includono:

Medicina

•             Il diabete di tipo II sta crescendo del 4% all’anno rispetto all’obesità  che cresce del’ 1-2% con 370 milioni di persone colpite a livello globale: 4,8 milioni di persone sono morte di diabete nel 2012 rispetto ai 5,6 milioni per le patologie correlate al fumo. Per una spesa totale di 500 miliardi di dollari, più del 10% della spesa sanitaria globale.

•             La risposta del nostro corpo al consumo di zuccheri è geneticamente diversa da individuo ad individuo così come i liquidi e i solidi vengono smaltiti in modo differente da ogni persona. Come risultato, le bevande con alto contenuto calorico hanno svolto un ruolo importante nella epidemia di obesità e diabete di tipo II.

•             L’82% dei medici intervistati negli Stati Uniti e in Europa credono che le calorie dello zucchero siano assorbite in modo diverso dal corpo, rispetto a solo il 60% dei medici in  Asia che non la pensano così. Sulla questione ‘lo zucchero crea dipendenza’ il 65% pensa di sì.

Consumatori

•             Gli Stati Uniti, il Brasile, l’Argentina, l’Australia e il Messico sono leader globali nel consumo di zucchero superando più del doppio la  media mondiale (17 cucchiaini da tè), passando da 40 cucchiaini per gli Stati Uniti a 35 per il Messico. Significativamente più di quanto l’American Heart Association raccomanda, e cioè 6 cucchiaini di zucchero al giorno per le donne e 9 per gli uomini. Una lattina di bibita ne contiene in media 8.

•             Gli zuccheri aggiunti rappresentano oggi il 17% di una normale dieta negli Stati Uniti e il 43% di zuccheri aggiunti provengono da bevande zuccherate.

•             Tra le persone con redditi più elevati e livelli più elevati di istruzione vi è una tendenza verso i soft drink ‘dietetici’ rimanendo lontane da offerte ‘super caloriche’. Tuttavia, questa tendenza sembra rallentare a causa delle crescenti preoccupazioni relative ai dolcificanti artificiali.

Corporate

•             Diversi settori saranno interessati dai probabili cambiamenti nel modello di consumo di zucchero: aziende produttrici di cibo e bevande, produttori di zucchero, i produttori di dolcificanti naturali e artificiali, e le aziende sanitarie.

•             Di conseguenza, la crescita del consumo di zucchero dovrebbe rallentare con un potenziale impatto sui prezzi già piuttosto bassi.

•             L’industria alimentare e delle bevande sta cominciando a prendere provvedimenti di ‘autoregolamentazione’, per esempio, il lancio di prodotti alimentari e di bevande che utilizzano dolcificanti naturali molto concentrati e con contenuto calorico minimo o pari a zero.

•             Il consumo di bevande analcoliche potrebbe soffrire lievemente nel breve termine, ma l’industria delle bevande ha gli strumenti e le competenze di marketing necessarie per cogliere il cambiamento ed incontrare in modo migliore la diversa domanda dei consumatori.

•             In ultima analisi, le aziende che sviluppano o aiutano a sviluppare i dolcificanti naturali ad alta concentrazione sono pronti a beneficiare per primi del cambiamento.

Politica pubblica

•             Con poche eccezioni, le autorità di regolamentazione di tutto il mondo hanno fatto ben poco per affrontare il problema del consumo eccessivo di zucchero.

•             Come con l’alcool e il tabacco, una maggiore tassazione sulle bevande è l’opzione migliore per ridurre l’assunzione di zucchero e aiutare a finanziare i crescenti costi sanitari associati al diabete di tipo II e all’obesità.

•             La strada più probabile che si seguirà inizialmente sarà un aumento della spesa per l’istruzione e l’etichettatura. Tuttavia, come abbiamo visto in Messico un approccio più aggressivo non potrà essere portato avanti a meno che l’ autoregolamentazione e un’azione politica più morbida avrà successo.

Fonte: AdvisorWorld – Credit Suisse


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