PGIM Fixed Income : “Il tempismo della prossima riunione della Banca Centrale Europea (BCE) non potrebbe essere più cruciale per i mercati dell’eurozona.
A cura di Guillermo Felices, Global Investment Strategist di PGIM Fixed Income.
Sul fronte dei dati macro, il blocco si è dimostrato molto resiliente quest’anno: i dati sull’attività economica hanno sorpreso al rialzo e l’inflazione core ha raggiunto nuovi massimi ciclici e ha mostrato segni di persistenza. La notizia si è già riflessa sui mercati dei tassi. I mercati dei tassi front end hanno rivalutato il tasso terminale della BCE al 4% circa, e i rendimenti tedeschi sono saliti lungo la curva con una chiara dinamica di appiattimento.
Ciò è coerente con la nostra opinione secondo cui, con l’ulteriore inasprimento della BCE, l’economia dovrebbe indebolirsi. Tuttavia, gli asset di rischio dell’area euro continuano a scontare esiti favorevoli. Gli spread del credito societario e degli emittenti sovrani periferici non si sono allargati di molto nonostante le difficili prospettive future. La risalita dei rendimenti è stata guidata dalle aspettative di inflazione, più che dai tassi reali, e le notizie sul fronte fiscale nella periferia – in particolare in Italia – suggeriscono una vulnerabilità degli spread sovrani.
Ciò lascia i mercati esposti a una BCE aggressiva e, soprattutto, a qualsiasi notizia sulla sua volontà di accelerare i piani di Quantitative Tightening (QT)”.
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