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PGIM : L’opportunità della cartolarizzazione e il futuro della crescita europea

PGIM : La cartolarizzazione è un meccanismo fondamentale dei mercati dei capitali moderni, ma spesso viene fraintesa.

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A cura di Edwin Wilches, co-head of securitised products di PGIM


Nella sua forma più semplice, consiste nel raggruppare attività generatrici di reddito, quali mutui ipotecari, prestiti auto o prestiti alle imprese, e nel trasformarle in titoli negoziabili. Anziché fare affidamento esclusivamente sui bilanci bancari, questo processo consente di raggiungere un’ampia base di investitori, migliorando la liquidità e ampliando le fonti di finanziamento per l’economia reale. Essa mette in contatto diretto i beneficiari dei prestiti con i mercati dei capitali, offrendo al contempo agli investitori un rendimento e un’esposizione diversificati.

Sebbene la cartolarizzazione continui a essere associata alla crisi finanziaria globale, le cause che portarono a quella fase furono legate soprattutto alla debolezza dei criteri di concessione dei prestiti sottostanti. Oggi il contesto è radicalmente cambiato: standard di underwriting più rigorosi, maggiore trasparenza e una regolamentazione più robusta hanno trasformato il mercato. Negli ultimi due decenni, questi progressi hanno sostenuto la resilienza e la stabilità di un’ampia gamma di investimenti cartolarizzati, incluse le CLO (obbligazioni garantite da prestiti) e le soluzioni di asset-based finance.

Per l’Europa, l’importanza della cartolarizzazione è particolarmente evidente. L’economia della regione continua, infatti, a dipendere in misura significativa dal credito bancario, con una quota di finanziamenti provenienti dalle banche superiore a quella osservata in altri mercati sviluppati. Questa dipendenza aumenta la vulnerabilità alle restrizioni nell’offerta di credito da parte degli istituti finanziari e può limitare l’accesso ai capitali per imprese e consumatori. Un mercato della cartolarizzazione efficiente e ben sviluppato può contribuire a riequilibrare tale situazione, favorendo l’afflusso di capitali globali verso i mercati creditizi europei. Ciò consentirebbe di ampliare la disponibilità di finanziamenti nell’economia reale, sostenendo settori strategici quali l’edilizia residenziale, le piccole e medie imprese, le infrastrutture e la transizione energetica.

Nonostante il suo potenziale, il mercato europeo della cartolarizzazione è rimasto relativamente contenuto dopo la crisi finanziaria globale e non ha tenuto il passo con altre aree sviluppate, tra cui Regno Unito, Australia, Giappone e Stati Uniti. La complessità normativa, il limitato accesso per gli investitori e requisiti regolamentari particolarmente stringenti hanno frenato sia la domanda sia l’offerta. Di conseguenza, gli investitori europei hanno avuto un accesso limitato a un’ampia parte del mercato globale della cartolarizzazione, riducendo le opportunità di diversificazione e indebolendo la domanda interna. Questo ha alimentato un circolo vizioso in cui la scarsa domanda ha contribuito a contenere le nuove emissioni, mentre la limitata offerta ha ulteriormente frenato lo sviluppo del mercato.

È proprio per questo che la riforma europea della cartolarizzazione riveste un’importanza cruciale. Un quadro normativo più equilibrato e basato su principi potrebbe ridurre la complessità, migliorare l’accesso al mercato e consentire agli investitori europei di competere su basi più paritarie a livello globale. Questo non significa rinunciare alla vigilanza o alle tutele per gli investitori, che restano fondamentali. Al contrario, favorendo una maggiore partecipazione degli investitori istituzionali e ampliando la base degli investitori, la riforma potrebbe rilanciare il mercato della cartolarizzazione, convogliare maggiori capitali privati verso l’economia reale e rafforzare la competitività dei mercati dei capitali europei. Non a caso, la revisione del modello economico europeo pubblicata nel 2024 da Mario Draghi ha evidenziato la necessità di aumentare l’efficienza dei mercati dei capitali del continente, indicando la cartolarizzazione come uno degli strumenti potenzialmente in grado di sostenere la capacità di finanziamento dell’economia.

In questo contesto, la domanda per gli investitori è come accedere concretamente alle opportunità offerte dalla cartolarizzazione. Per gli investitori istituzionali, ciò avviene generalmente attraverso strategie di asset-based finance (ABF) e asset-backed securities (ABS), un segmento del reddito fisso che sta suscitando un interesse crescente. Questi strumenti generano flussi di cassa contrattuali garantiti da attività sottostanti e presentano caratteristiche differenti rispetto al tradizionale credito corporate. Possono offrire vantaggi in termini di diversificazione del portafoglio, profili di flusso cedolare più personalizzabili e, in molti casi, rendimenti superiori rispetto a quelli delle obbligazioni societarie con analogo merito creditizio.

Nella fascia più senior della struttura del capitale, i CLO (Collateralised Loan Obligations) con rating AAA e AA rappresentano un’opportunità particolarmente interessante e stanno acquisendo sempre maggiore rilevanza per una platea più ampia di investitori, inclusi gli intermediari e gli investitori retail come quello italiano. I CLO sono strumenti obbligazionari garantiti da un portafoglio diversificato di prestiti societari. Le tranche senior beneficiano di priorità nei flussi di cassa e di significativi meccanismi di protezione creditizia, che creano un ampio cuscinetto di sicurezza a tutela degli investitori in caso di insolvenza dei prestiti sottostanti. Le tranche senior dei CLO con rating AA e AAA hanno storicamente mostrato una notevole resilienza, senza registrare default, offrendo al contempo rendimenti interessanti e una bassa duration. Inoltre, la loro natura a tasso variabile ne accresce l’attrattività in contesti caratterizzati da tassi di interesse elevati o persistenti.

A seguito delle modifiche normative introdotte in Europa negli ultimi anni, gli investitori europei possono oggi accedere più facilmente al credito cartolarizzato attraverso soluzioni dedicate, come il PGIM Global AAA CLO Fund. Un approccio globale, che investe sia nelle CLO statunitensi sia in quelle europee, può contribuire a migliorare la diversificazione del portafoglio, cogliere opportunità di valore relativo tra i diversi mercati e generare un flusso di reddito di elevata qualità all’interno di un’allocazione ben strutturata. In un contesto caratterizzato da una domanda sostenuta e da rendimenti ancora interessanti, il credito cartolarizzato può rappresentare una soluzione efficiente per accedere a fonti di reddito diversificate, mantenendo al contempo una forte attenzione alla preservazione del capitale.

Fonte: InvestmentWorld.it


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