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Pictet AM presenta la quinta edizione dell’Osservatorio Edufin: “Il futuro non attende”

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In occasione del mese dedicato all’educazione finanziaria, Pictet AM presenta la quinta edizione dell’Osservatorio Edufin dedicato all’analisi dello stato dell’arte dell’alfabetizzazione finanziaria in Italia


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Daniele Cammilli, Head of Marketing di Pictet Asset Management


  • Le protratte complessità economica, volatilità dei mercati ed incertezza geopolitica continuano a sostenere un sempre maggiore interesse per le tematiche economiche e di investimento, tanto che ad oggi oltre il 90% degli italiani si interessa di finanza. I giovani, in particolare, si dimostrano sempre più attenti ai temi economico-finanziari, con oltre il 50% della GenZ che desidera aumentare il proprio livello di conoscenza finanziaria.
  • I social network si consolidano sempre più quali canali di informazione finanziaria, con una crescita del 15% negli ultimi quattro anni. Accanto ai social, fa il suo ingresso anche l’IA, ritenuta una fonte affidabile dal 12% degli intervistati. Di contro, l’individuazione di contenuti e/o referenti adeguati rimane l’ostacolo principale per il 43% del campione.
  • Nel 2025 aumenta la capacità di risparmiare, seppur senza pianificazione o regolarità, ma cresce anche l’ansia finanziaria che interessa il 73% del campione. Il risparmio fatica a trasformarsi in investimento di lungo termine prevalentemente a causa della difficoltà nell’individuare il giusto referente per i propri investimenti (44% del campione), così come la paura di farsi prendere dal panico nei momenti di crisi sui mercati (37% del campione). La paura è infatti il sentimento prevalente per il 68% degli intervistati e solo le maggiori conoscenze finanziarie consentono di avere un migliore equilibrio emotivo. L’orizzonte di breve periodo continua, pertanto, a dominare le scelte di investimento, con portafogli composti in media per il 49% da obbligazioni e per il 19% da liquidità. Nonostante le preoccupazioni per il futuro e il desiderio di realizzare i propri progetti di vita, il 56% degli italiani punta su eredità e pensione pubblica piuttosto che su previdenza complementare e/o Piani di Accumulo (PAC).
  • L’IA sta prendendo sempre più piede quale strumento di informazione generale, utilizzato regolarmente da oltre il 60% del campione. Tuttavia, quando si tratta di usare questo strumento come guida agli investimenti, la maggioranza degli italiani non lo ritiene ad oggi affidabile.

In occasione del mese dedicato all’educazione finanziaria, Pictet Asset Management presenta la quinta edizione dell’Osservatorio Edufin dedicato all’analisi dello stato dell’arte dell’alfabetizzazione finanziaria in Italia, quest’ anno dal titolo “Il futuro non attende”, proprio per rimarcare il senso di urgenza del cambiamento e la crescente importanza di una corretta educazione al risparmio e all’investimento per sostenere la realizzazione dei propri progetti di vita. È dunque necessario tradurre il crescente interesse per la finanza in azioni concrete di investimento, capaci di preservare nel tempo il valore reale dei risparmi. Il “futuro non attende” la fine delle incertezze e della volatilità: è essenziale saper navigare la complessità dei mercati senza lasciarsi sopraffare dalle emozioni. Se da un lato l’educazione finanziaria viene percepita ormai da tutti come strumento essenziale, dall’altro cresce lo spaesamento nel trovare contenuti e fonti attendibili per approfondire la materia, assieme alla difficoltà nell’individuare il giusto “pivot” per iniziare ad investire. In mancanza di adeguate conoscenze e di una chiara guida la paura rischia di farla da padrona, lasciando ampio spazio a bias comportamentali.

Per comprendere al meglio questo gap tra volontà ed esecuzione, lo studio analizza, come ogni anno, l’interesse per la materia finanziaria, indagando le differenze generazionali, le complessità riscontrate nell’individuazione di fonti attendibili e referenti autorevoli – con un nuovo focus dedicato anche all’IA – e le attitudini delle diverse generazioni al risparmio e agli investimenti, dove le difficoltà a risparmiare e l’ansia finanziaria portano i risparmiatori, soprattutto i più giovani, a concentrarsi troppo sull’oggi e troppo poco sul domani. La ricerca è stata realizzata da Pictet AM sotto la Direzione di Nicola Ronchetti, Fondatore e CEO di FINER Finance Explorer, Istituto di ricerca specializzato in ambito finanziario.

Daniele Cammilli, Head of Marketing di Pictet Asset Management dichiara: “Stiamo vivendo un periodo carico di sfide ed incognite che ci impone una convivenza con mercati finanziari più volatili e complessi. Il caro vita, insieme a inflazione e tassi più alti, incide sulla regolarità del risparmio, accentuando quella che possiamo definire “ansia finanziaria”, ovvero la difficoltà di far fronte a spese fisse o straordinarie. Sul fronte degli investimenti, queste preoccupazioni alimentano il focus sul breve termine, spingendo gli italiani a privilegiare strumenti più sicuri, aumentando la liquidità sui conti correnti e la preferenza per i titoli di Stato. La sensazione di sicurezza è soltanto apparente e nasconde in realtà il cosiddetto “loss aversion bias”, che sembra impedire ai risparmiatori italiani di considerare in modo equilibrato l’assunzione del rischio per i propri investimenti. Queste scelte spesso non contribuiscono a costruire serenità economica di lungo periodo; per quella è essenziale una corretta pianificazione finanziaria che includa nella costruzione di portafoglio anche strumenti azionari, cruciali per l’aumento della ricchezza nel lungo termine. Non è un caso che l’Italia mostri un evidente ritardo nella partecipazione ai mercati azionari rispetto ad altri Paesi dell’Unione, soprattutto nordeuropei, in cui un’allocazione più equilibrata e più rischiosa ha permesso di preservare la ricchezza reale nell’ultimo decennio. Nella ricerca di quest’anno emerge chiaramente che, nonostante i progressi nell’interesse e nella volontà di ampliare le proprie conoscenze, la strada da fare è ancora lunga. Occorre non solo orientare l’attenzione verso contenuti adatti alle diverse generazioni, ma anche guidare i risparmiatori ad una corretta educazione agli investimenti. A questo scopo, la recente raccomandazione della Commissione Europea impone una riflessione sulle best practice di altri Paesi dell’UE e sulle migliori modalità di collaborazione tra istituzioni pubbliche e soggetti privati. Come asset manager e operatori del sistema finanziario dobbiamo contribuire quanto più possibile nell’educare al futuro gli investitori di oggi e di domani, estendendo i servizi tipici della consulenza finanziaria, tramite un’offerta di contenuti innovativi e la promozione di una corretta pianificazione di lungo termine, consapevoli dell’importanza economica e sociale di un’educazione finanziaria di qualità, sempre più accessibile ed inclusiva.”

Nicola Ronchetti, Fondatore e CEO di FINER Finance Explorer aggiunge: “Siamo giunti al quinto anno dall’avvio di questo progetto di ricerca dedicato all’educazione finanziaria in Italia, promosso insieme a Pictet AM, che ci ha permesso di monitorare le evoluzioni nell’approccio degli italiani alla materia finanziaria, al risparmio e agli investimenti. Per quanto il lasso di tempo considerato dall’Osservatorio sia abbastanza ridotto, abbiamo assistito ad anni particolarmente complessi sul piano economico ma, al contempo, anche ricchi di innovazioni. Un connubio che ha fortemente impattato il sentiment e l’approccio di investitori e non nei confronti della finanza. Risparmio e investimento sono ormai temi imprescindibili e che interessano a tutti, inclusi i più giovani. Questa maggiore consapevolezza collettiva e bisogno di ampliare le conoscenze economico-finanziarie ha portato all’inserimento della stessa educazione finanziaria nelle scuole a partire dallo scorso anno; sono infatti i docenti, insieme con le Istituzioni, coloro a cui – secondo la maggior parte degli italiani – spetta il compito di educare e sensibilizzare sempre di più e meglio le giovani generazioni.”

Fonte: InvestmentWorld.it


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